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Una spinta al consumismo

Istintivamente cerchiamo di sfuggire agli stimoli che generano paura. Producendo la paura possiamo alterare il comportamento della gente. Una volta impauriti, regrediamo, passo dopo passo a comportamenti infantili e animali.

[Ernest Dichter e il suo libro The Handbook of Consumer Motivations.]


tv

Mi sono sempre chiesto cosa spinga la maggior parte delle persone a stare attaccato al televisore e vedere in continuazione film dove muore un loro simile . E più le scene sono realistiche e sofferenti e più lo spettatore non riesce a staccarsi.

Cosa li tiene attaccati e sopratutto PERCHE’ CONTINUANO AD INONDARCI DI VIOLENZA? il cineme e la tv non dovrebbero essere un arte? possiamo definire arte una cosa che decurtata della violenza perde ogni attrattiva?

Outbrain e Taboola i nuovi creatori di opinioni

Da un po di tempo sto facendo considerazioni su un particolare ormai presente su tutti gli organi d’informazione online. Anche se ormai siamo abituati alla pubblicita’ ed alle inserzioni varie che riempiono i siti internet, probabilmente in questo caso non e’ il caso di essere superficiali ed etichettare come pubblicita’ a scopo di lucro questa nuova pratica diffusissima.
Mi riferisco al fatto di inserire al termine di un articolo di un giornale (o simili) di un riquadro dove vengono richiamate delle notizie “forse potrebbe interessarti…” oppure “guarda anche…” che vengono proposte in maniera tale da far pensare che siano notizie dello stesso giornale, con lo scopo di non far abbandonare il sito al lettore e di fornirgli ulteriori notizie sull’argomento trattato. Sembrerebbe insomma una delle tante pubblicita’ che ormai affollano in modalita’ sempre nuove e sempre piu invasive le pagine web di ogni tipo.

Se non etichettiamo a priori la cosa come pubblicita’, ma osserviamo bene e facendo alcune verifiche iniziano ad emergere fatti concreti che lasciano spazio a dubbi sempre piu’ grandi. Innanzitutto si nota come questo riquadro non viene gestito dall’editore del giornale o dal sito web ma viene esplicitamente riportato che e’ “offerto” da una ditta privata. Si potrebbe immaginare che la ditta sia la solita societa’ parallella che si occupa della raccolta pubblicitaria ma non e’ cosi. Non e’ cosi perche’ la ditta e’ la stessa anche su altri giornali. Andando ad analizzare gli organi d’informazione e’ facile rilevare come tutti questi spazi siano gestiti da DUE DITTE in una situazione di duopolio a livello mondiale. Si proprio a livello mondiale, perche’ le stesse ditte sono presenti anche in altri organi d’informazione di altri paesi anche i piu’ sperduti. Queste due ditte, come chiunque potra facilmente verificare si chiamano Taboola e Outbrain.

Mi sembra strano che delle societa’ lontane dall’Italia sappiano quali sono le notizie d’interesse per ogni cittadino italiano ed anche per quelli di tutti Read more »

Feb 15, 2013 - opinioni    No Comments

Bisogna sempre fare un back up

Pensare di poter riformulare gli ideali rispetto a quelli dei genitori ha fatto si che gli ideali sparissero in assoluto. Come cancellare un file pensando di rifarlo meglio e poi quando ci si accorge che il precedente era migliore non si e’ in grado di recuperarlo

Le donne sono essenziali alla democrazia

Le donne, e’ risaputo, hanno una particolare sensibilita’ rispetto agli uomini. La loro capacita’ di percepire messaggi empatici si e’ sviluppata da quando il genere umano esiste sulla terra ed ha permesso il mantenimento della specie.

La donna per far crescere i proprio figli doveva essere in grado di capire i loro bisogni, le loro necessita e le loro emozioni anche quando i figli erano talmente piccoli da non saper comunicare in altro modo. L’uomo, antropologicamente, aveva il compito della difesa del nucleo familiare e del procacciamento del cibo ed aveva altre cose a cui stare attento per cui (al massimo) poteva essere richiamato dal pianto.

Questa capacita’ della donna, nel corso dei millenni si e’ consolidata e sviluppata andando a formare una delle differenze piu’ arcaiche tra l’uomo e la donna. E’ riconosciuto da entrambi che le donne si affidano molto di piu alle sensazioni e gli uomini alla fredda logica. Questo si fa spesso evidente nele modalita’ di prendere una decisione o di fare una scelta: le motivazioni di una scelta sono molto diverse.

Questa banale considerazione risulta essere molto importante se la correliamo nell’ambito della democrazia. In democrazia anche le scelte per chi governera’, spesso (quando gli elettori non sono fervidi sostenitori di un partito) sono guidate dalle stesse motivazioni: una piu legata alle sensazioni e una legata al freddo ragionamento (spesso pregiudizioso e quindi difficilmente mutabile, al contrario delle sensazioni che possono cambiare a seconda dello stato d’animo, di una musica toccante o di un’immagine ammaliante).

Se pensiamo quindi a come le sensazioni siano piu’ facilmente modificabili rispetto al ragionamento logico, ecco quindi che diventa evidente il fatto che chiunque voglia fare la differenza deve dirigere la propria richiesta di consensi verso chi piu facilmente modificabile (o per meglio dire manipolabile) e mettere in campo iniziative di ogni tipo, pur di far breccia nelle menti di chi a volte si occupa di politica una volta ogni 5 anni o che in ogni caso non e’ al primo posto negli interessi.

Ed e’ innegabile che la percentuale delle persone che non si occupano di politica sia maggiore tra le donne che tra gli uomini sopratutto per la fascia della cosiddetta terza eta.  Di conseguenza nella lotta per l’accaparramento di quella piccola percentuale che fa pendere la bilancia e vincere le elezioni, bisogna indirizzare la campagna pubblicitaria sugli spot pubblicitari, sulle immagini e musichette varie e tutto quello che possa risvegliare l’attenzione delle donne e di conseguenza la loro simpatia

Se chiudiamo gli occhi a questa realta’ etichettandola come sessista, abbandoniamo l’unica difesa contro un attacco strutturato in questo modo che faccia apparire provvedimenti ammantati di una qualche trovata pubblicitaria che possa richiamare l’attenzione di coloro che non si dedicano abitualmente ai problemi della politica e del governo.

Ecco quindi che i provvedimenti che vengono presi non per un reale beneficio sociale o del paese ma per presentarsi facendo bella figura su quella che ormai è una categoria eterogenea ma con un comune denominatore: sentirsi vittime!

Tra i molti esempi che si potrebbero fare in questo senso, quello che rende di più l’idea e’ un’allora quasi sconosciuto ministro dell’economia che grazie alle sue LENZUOLATE (termine che non aveva niente a che vedere con i provvedimenti) ha visto esplodere la sua popolarita’ e raccogliere piu consensi dell’allora suo “capo”. Poco importa se le norme racchiuse nella lenzuolata fossero giuste o meno, questo non ha importanza. L’importante è definire bene lo spot che le presenta e fare in maniera che questo avvicini le persone al proponente.

Ormai questo “meccanismo” è così evidente e funziona così bene che la nostra democrazia e’ tutta volta a iniziative di tipo assistenziale per le donne ed e’ tutto un proporsi a PALADINI della donna senza che sia veramente considerato quale ‘è il bene della donna. In alcuni casi quando le vittime non ci sono, bisogna prima crearle e creare il loro vittimismo per poter poi fornire la soluzione alle loro

Ecco quindi che le donne diventano necessarie all’automantenimento della democrazia, contribuendo a creare un circolo vizioso nel quale le donne servono alla democrazia e la democrazia serve alle donne. 

La provocazione nasce spontanea: nelle democrazie originarie le donne non votavano, ci sarà stato un motivo!” 

Nov 11, 2009 - opinioni    1 Comment

Papa Luciani, Papa Wojtyla ed il muro di Berlino

Le manifestazioni celebrative per la caduta del muro di Berlino mi hanno riportato alla mente le considerazioni che ho fatto tante volte in passato ed ultimamente guardando un programma televisivo, ondato in onda durante la programmazione televisiva “estiva mattutina“, che ha riproposto la storia riguardante la misteriosa morte di Giovanni Paolo I (Papa Luciani), avvenuta dopo 33 giorni dalla sua nomina quando venne trovato morto nella sua stanza.

Ecco, il modo in cui in questi 30 anni è stato mediaticamente gestito il fatto, è uno splendido esempio di direzionamento mediatico, cioè di come i mass-media, se orchestrati nella giusta maniera, possono uni-direzionare totalmente le menti delle persone, rendendole incapaci di effettuare il  minimo ragionamento. In questo caso è bastato evitare di prospettare il terreno storico su cui si fondava il fatto fornendo al tempo stesso demagogiche spiegazioni dello stesso e così il pifferaio magico è riuscito ad allineare le menti di tutti. Fedele a questa tecnica, anche questa volta il programma tv ha ripetuto in maniera  uguale alle precedenti sia i fatti sia le ipotesi che ne derivano e, di conseguenza, giunge alle stesse (limitate) conclusioni. Un ragionamento semplice e scontato che normalmente – in ogni caso di morte sospetta – nasce spontaneo ed immediato e’ quello che parte dal “cui prodest?“; in questa direzione, i primi indagati sono gli eredi, i successori o coloro che ne traggono vantaggi. Nei casi di morte di un Sovrano, colui che gli succede è il primo indagato e la storia ci insegna che spesso lo è giustamente.

 

La morte di Papa Luciani

 

La morte di Papa Luciani chiuse in maniera misteriosa uno dei pontificati piu brevi della storia vaticana. Sono trascorsi più di 30 anni da questa morte inaspettata che negli anni è stata interpretata attraverso pubblicazioni di libri, racconti, film, trasmissioni ed addirittura  commissioni d’inchiesta. Tutti hanno formulato ipotesi facendo in maniera che nessuna di esse considerasse il fatto inserendolo nel contesto storico-politico di quel periodo ed alla luce dei cambiamenti epocali che ne sono seguiti. Nessuno tra scrittori, giornalisti o teologi ha mai lontanamente provato ad affiancare (forse sarebbe bastato) alle ipotesi usuali quella che generalmente va per la maggiore in questi casi, un’ipotesi che tenga conto di quello che fin dal tempo dei romani spesso veniva messo in atto per spodestare un sovrano che godeva di un forte appoggio popolare. Un vecchio detto recita: “per regnare bisogna togliere il regnante“.

Fin dai primi giorni Papa Giovanni Paolo I aveva subito messo in luce la sua popolarità. Nei casi di morte di un sovrano molto popolare e’ proprio il diffuso dispiacere per la scomparsa dell’amato regnante che rende difficilmente accettato il suo successore, proprio perchè  attira su di se la rabbia popolare per la morte del predecessore (a volte anche ingiustamente). Contrariamente a questo “istinto popolare”, fino ad oggi nessuno si è permesso di mettere in dubbio la bontà del successore di Papa Luciani – Karol Wojtyla – che divenendo Papa ne replicò il nome salendo al Soglio Pontificio con il nome di Giovanni Paolo II. Verso di lui i mass-media si sono sbracciati a dismisura (forte punto di sospetto) facendo a gara nel mostrarlo quale massimo benefattore per l’umanità e ripetendo continuamente  lodi al suo pontificato senza avanzare mai alcuna critica.

 

Senza voler mettere in dubbio la Sua bontà, si possono ugualmente considerare ipotesi nelle quali si tiene presente che probabilmente Papa Giovanni Paolo II era inconsapevole di quell’immenso meccanismo, perfettamente architettato e messo a punto, che lo aveva portato a diventare capo della Chiesa. Probabilmente, il Papa polacco nella sua attività papale ha sempre creduto di combattere quello che – come da lui sperimentato sulla propria pelle durante la sua vita di operaio – era stato il nemico numero uno del cristianesimo: il comunismo ed il sistema sovietico.

Probabilmente non si e’ nemmeno reso conto di far solo parte di un meccanismo. Un meccanismo che vedeva la sua salita al trono come una delle due mosse per dare scacco matto al comunismo.  

 

La situazione storica

 

Per spiegare questa ipotesi – rimasta inspiegabilmente inedita – bisogna fare un passo indietro di 30 anni quando lo scenario politico mondiale era diverso da oggi: il mondo era suddiviso in due superpotenze che si sfidavano “giocando guerre” che venivano combattute tra altri paesi in una specie di risiko reale. I paesi mondiali erano allineati su due fronti (i disallineati erano di scarsa importanza) ed i governanti dei paesi allineati – non belligeranti – erano messi li come ambasciatori delle superpotenze. La situazione era quasi di stallo, militarmente nessuno dei due poteva distruggere l’altro senza al tempo stesso essere distrutto o per lo meno avere perdite immense. Forse qualcuno si rese conto che la continua corsa agli armamenti era inutile: valeva la pena di utilizzare un’altra strategia.

Ad un certo punto degli anni 70 si creò la condizione per cambiare le carte in tavola: nel novembre 1982 muore Breznev  (il presidente Russo successore di Krusciov) dopo che era stato a capo dell’Unione Sovietica per 18 anni. Alla morte di Breznev gli succede a capo dell’URSS il designato successore: Andropov già capo del servizio segreto russo, il KGB. Andropov, durerà poco più di un anno e morirà ufficialmente per insufficienza renale. Alla morte di Andropov diventa capo dell’URSS Cernenko. Anche lui morì in meno di un anno in circostanze poco chiare: la salute di Cernenko dal momento della sua salita al potere iniziò a peggiorare fino a portarlo alla morte che venne ufficializzata molto tempo dopo e – guarda caso – annunciando simultaneamente l’elezione del successore: Mikhail Gorbaciov.

Una strana coincidenza che in Russia nel corso di 30 anni abbiano governato 2 presidenti, poi in poco piu’ di 2 anni ne siano cambiati ben TRE. Ed è proprio in questo periodo che avviene la misteriosa morte di Papa Luciani e la salita al trono pontificio di Papa Karol Wojtyla, ex operaio polacco che prende il nome di Giovanni Paolo II.

Nonostante nessuno abbia mai messo in relazione i due fatti, si può affermare con certezza storica che sia Gorbaciov sia Wojtyla, sono arrivati al potere assoluto attraverso le morti misteriose dei loro predecessori. Entrambi, al contrario, avranno vita lunga e il loro operato – fortemente direzionato contro quella che era una super potenza – porterà allo sgretolamento ed alla distruzione dell’Unione Sovietica e del comunismo.

 

L’insurrezione della Polonia

 

La nomina di Papa Wojtyla diede il via libera ai primi scioperi in Polonia, organizzati da un movimento sindacale. Il Papa diffonde le gesta di questo sindacato – Solidarnosc – in tutto il mondo utilizzando tutti i canali a disposizione dal Vaticano. Ed infatti Solidarnosc (che in altre situazioni sarebbe stato messo a tacere “con le cattive”) acquista sempre maggior forza fino ad arrivare a determinare le dimissioni del generale Jaruzelski e, successivamente, la salita al potere di Walesa, leader di Solidarnosc. Si innesca cosi la prima di una reazione a catena che attraverso recessioni in ogni nazione sovietica, sconfiggera’ una delle due superpotenze mondiali portandola alla distruzione. Infatti, le repubbliche che prima formavano l’URSS (una specie di “Unione europea” ma molto piu coesa) iniziarono via via a dichiararsi autonome ed il castello di carte alla fine è crollato completamente. Tutto cio’ e’ stato permesso da Gorbaciov, quell’uomo che, anch’esso salito al potere dopo morti misteriose, portava avanti una politica caratterizzata ed identificata da due parole a forte presa che tutto il mondo inizio’ a ripetere: Glassnost e Perestroika (riforme e trasparenza, slogan ben oliati che verranno usati successivamente in molti altri paesi del mondo).

Potrebbe essere sensato pensare (o almeno provare a farlo) che senza la cassa di risonanza fornita dal Vaticano alle proteste e quindi alla “recessione” della Polonia dal blocco sovietico, il solo Gorbaciov non sarebbe stato in grado di portare al crollo il sistema comunista strutturato a livello mondiale.

Insomma: Scacco matto al comunismo in due mosse.

 

Probabilmente una simile ricostruzione dei fatti è molto fantasiosa nei suoi collegamenti. Pero’ risulta anomalo (molto anomalo) che in un mondo come quello di oggi dove l’informazione ridondante lascia emergere solo il sensazionalismo e la dietrologia, in un informazione fatta di giornalisti sempre a caccia dello scoop per il quale si sbizzarriscono in ipotesi bislacche per un qualsiasi avvenimento (il trionfo della dietrologia), sembra anomalo che NESSUNO ha avuto il coraggio di presentare un’ipotesi come questa basata inconfutabilmente su avvenimenti storici, così come nessuno si è instradato in una direzione che semplicemente avvicinasse i due fatti.

Possibile che nel corso di questi 30 anni non si sia mai considerata l’ipotesi della morte di Papa Luciani arrivata da chi voleva Wojtyla pontefice massimo? Televisioni, giornali, scrittori etc ancora oggi continuano a ripetere ossessivamente le stesse (devianti) ipotesi riguardo la morte di Papa Luciani: se la morte sia stata naturale o violenta e, nel caso fosse stata violenta, questo sarebbe dovuto (secondo una versione fortemente demagogica e a forte impatto popolare) al “braccio cattivo” del Vaticano che non voleva Papa Luciani per via delle sue tendenza verso una chiesa più giusta e più povera.

Secondo quest’ultima ipotesi sarebbe normale chiedersi se il conclave successivo abbia eletto un Papa piacente al “braccio cattivo” o uno che volesse seguire la stessa linea di Papa Luciani. Se – dato che ne ha ripreso il nome – voleva seguire la stessa linea, perche’ in questo caso le spietate forze oscure non lo hanno eliminato come il predecessore? Se si adotta l’ipotesi che la morte è originata “da dentro” il Vaticano, la risposta che ne consegue è che se il successore di Papa Luciani non ha avuto la sua stessa significa che non si è comportato allo stesso modo. Quindi la domanda da farsi è: cosa ha fatto Wojtyla che non avrebbe fatto Luciani?

Tra tutte le risposte possibili, quella piu’ importante è che Papa Wojtyla ha combattuto il comunismo a livello mondiale prodigandosi in una battaglia sotterranea, per la quale un’altra persona non sarebbe stata la persona adatta (per diversi motivi).

Se il pontificato di Papa Wojtyla è stato orientato per gran parte verso la Polonia, anche in maniera molto sbilanciata, vi era un motivo ben preciso che veniva coperto presentando questo aspetto come una cosa normale date le origini polacche del Pontefice. Oggi confrontando l’operato di Benedetto XVI dovremmo renderci conto che, in confronto, l’attuale Papa non parla praticamente mai della sua terra di origine.

Se si vuole provare ad immaginare chi sia stato a volere a tutti i costi Wojtyla sul trono Pontificio, proviamo ad immaginarlo tenendo presente 2 cose: il fatto che Wojtyla con il suo pontificato ha dato un fortissimo contributo al crollo del sistema sovietico ed il fatto che nello stesso periodo ben due morti misteriose si verificavano in Russia  portando alla ribalta Gorbaciov che avrebbe rottamato l’Unione Sovietica.

 

La prova del nove

 

Questi fatti potrebbero essere una coincidenza; per avere una maggiore attendibilità si potrebbe fare quella che in aritmetica si chiama “prova del nove”, una prova non assoluta ma che se sbagliata significa inequivocabilmente che la moltiplicazione è sbagliata.

Proviamo a considerare un altro elemento di fronte agli occhi di tutti e che non ha mai avuto una spiegazione convincente: Ali Agca e l’attentato al Papa.

Nel caso in cui l’Unione Sovietica, attraverso il potentissimo servizio segreto russo, veniva a sapere di un piano simile a quello ipotizzato, viene da chiedersi cosa avrebbe fatto. Si può supporre che inizialmente la cosa sarebbe stata snobbata ma poi, vedendo stava prendendo una brutta piega, la considerazione sarebbe cambiata ed il KGB sicuramente avrebbe messo in atto una contro mossa, magari utilizzando le stesse “maniere” anche se tradizionalmente i russi sono meno “dolci e astuti”. Ad un certo punto, ecco partire dalla Bulgaria (che non ha mai avuto alcun attrito con il Vaticano) un cittadino turco assoldato dai servizi segreti bulgari che da sempre rappresentano il braccio fedele dell’URSS. Il “lupo grigio” cerchera’ in extremis di fermare il disegno mondiale già in atto, cercando di uccidere il Papa, ma il suo piano fallisce e i colpi di pistola feriscono in maniera non mortale Papa Wojtyla. Anche in questo caso le spiegazioni fornite riguardo la motivazione per cui un agente dei servizi russi/bulgari abbia cercato di uccidere Papa Giovanni Paolo II, sono banali. L’attentato in Piazza S. Pietro (e forse anche la sparizione di una bambina, Emanuela Orlandi) molto probabilmente non sono altro che gli ultimi tentativi di un sistema che vedeva vacillare le sue basi a causa della religione e della voglia del nuovo. La prova del nove ci dice che non è certo che sia sbagliato.

 

Dietrologia? forse per questa ipotesi non è appropriato parlare di “dietrologia” perchè i fatti storici sono di fronte agli occhi di tutti. E’ anche lecito pensare che questi fatti siano stati casuali ma almeno il privilegio del dubbio dovrebbe essere concesso. I media, nelle loro ricostruzioni dovrebbero evitare di tacere riguardo questa strana coincidenza che ha visto Gorbaciov e Wojtyla arrivare al potere grazie alle morti misteriose dei loro predecessori. Questi due uomini, saranno artefici di uno dei più grandi cambiamenti politici nella storia dell’umanita, paragonabile al crollo dell’Impero Romano.

 

In conclusione, sono convinto che possa essere ragionevole credere che sia UNA GROSSA INGIUSTIZIA NON INCLUDERE IL NOME DI PAPA LUCIANI NELLA LISTA DEI MORTI PER LA DEMOCRAZIA

Feb 21, 2009 - opinioni    6 Comments

La fine della Repubblica e la guerra civile

Giulio Cesare

l’autore della transizione del sistema repubblicano a quello imperiale.

A poco più di un anno dalla sua creazione, il Partito Democratico conclude quel programma che anche un bambino avrebbe ritenuto inutile se non dannoso. La creazione del Partito Democratico ad altro non è servita se non a dimostrare – dato che ancora ce ne è bisogno – che la democrazia al giorno d’oggi è ridotta ad inutile e dannoso populismo. Con la sua mancanza di un ideale unico, con la sua frammentazione, e con quant’altre rappresentazioni di tutto quanto di negativo ci sia nell’attuale società, il Partito Democratico ha incarnato nel suo nome la sua fine e le cause di essa.

E cosi’ siamo arrivati all’ultima fase del piano ventennale: siamo arrivati alla dittatura democratica che, con Giulio Cesare portò alla dittatura a vita, che qualcuno successivamente chiamera’ “impero”.

Nell’antica Roma, ai primi 7 famosi Re (talvolta tiranni), succedette la Repubblica che ben presto si dimostrò peggiore delle precedenti monarchie a causa delle guerre civili scatenate dalle lotte interne per la conquista del potere. Qualcuno capì l’inizio della crisi e, tra gli altri, Cesare ebbe la visione di chi pensa e per questo non fu miope. Iniziò la sua spallata alla repubblica con un programma che vide la creazione del triumvirato per poi scatenare l’ultima guerra civile e diventare il dittatore (prima per 10 anni poi a vita) di Roma.

Cesare era nato mentre la città di Roma era divisa in due fazioni contrapposte: gli optimates, favorevoli al potere aristocratico, e i populares o democratici, che sostenevano la possibilità di rivolgersi direttamente all’elettorato. Crescendo, Cesare aveva capito che il popolo era diventato plebe, una massa informe in continua ebollizione che bisognava tenere sotto controllo con giochi, elargizioni e clientelismo. Dopo 18 secoli l’Italia ha ripercorso un cammino simile, abbreviando cosi’ le tappe per via della maggior velocita nel susseguirsi degli eventi dovuta ad una piu veloce circolazione delle notizie che la tecnologia permette. Il Regno d’Italia vide avvicendarsi solo 4 Re prima del passaggio alla Repubblica e forse proprio per questo l’ultimo Re avra’ una fine meno tragica rispetto quella di Tarquinio il Superbo.

Il triumvirato che segui’ la Repubblica, durò meno della monarchia è venne sostituito da un bipolarismo. La sostituzione è avvenuta con la diminuzione del potere del terzo componente che viene limitato alla possibilita di tacere o far cadere il “governo”. Questa strada lo porterà – come già Catilina – verso un suicidio in una battaglia gia’ persa. A questo punto a Cesare non resta che annullare l’ultimo avversario e lo fece semplicemente ignorandolo e lasciandolo dissolvere.

In questi giorni quello che doveva essere il partito d’opposizione si è – come era prevedibile – autoannullato, attraverso le dimissioni del suo ideatore che in tal modo ha concluso il piano di Cesare per arrivare alla dittatura democratica. Manca poco al sentir pronunciare “il dado e’ tratto”, ed avverra’ mentre qualcuno prova la respirazione artificiale dell’unico “movimento” (non partito, il termine non gli si addice) d’opposizione, che restera’ addirittura senza eredi alla guida: la respirazione artificiale prevede che saranno valutate le candidature di personaggi. Per un tale prestigioso incarico quale quello di capo del’opposizione, le candidature dovrebbero presentare curriculum chilometrici uniti a requisiti quali l’essere conosciuto dall’elettorato, sia per il proprio pensiero, sia per l’attivita’ svolta, sia per la storia avuta. Invece con un ultimo colpo della propria caratteristica schizzofrenia – quella che fa prendere le decisioni sull’enfasi di un avvenimento – tipica del populismo ed al tempo stesso con un ultimo gesto di democrazia estrema il nuovo leader sara’ scelto tra le candidature di emeriti nessuno che hanno semplicemente risposto all’annuncio apparso nella categoria “offerte di lavoro”. Lo stesso tipo di opposizione che aveva Cesare.

Cesare è rimasto l’unico – per assurdo – a sostentere la Repubblica ed una volta varcato il Rubicone potra’ farsi eleggere dittatore, poco importa se sara’ necessaria una guerra civile bastera’ confonderla e spacciarla come “necessaria per lo Stato” cosa questa in cui Cesare e’ molto capace. Oggi, dovremmo sperare che non sia necessario il ricorso ad una guerra civile simile a quella che sconvolse Roma intorno al 50 a.C.

Ma molto probabilmente non sara’ cosi, e i mass media stanno preparando il terreno sul quale si dovra’ giocare: sara’ la giustizia? sara’ la crisi? saranno gli extracomunitari? Le trasmissioni ed i libri che fanno audience sono quelli di sesso o quelli di violenza. Per creare un audience di portata unica e’ stato necessario solamente unire queste due cose iniziando le “trasmissioni” di stupri che hanno ulteriormente allargato l’audience attingendo anche dagli anti extracomunitari. Con un pubblico preparato in questo modo è stato possibile giustificare l’introduzione della nuova “giustizia fai da te” denominata ronde.

Sara’ un caso la concomitanza della dissoluzione dell’opposizione e della creazione delle ronde? Non si sa ma fanno capire a chi non sia totalmente orbo, cosa sta per succedere. Le ronde riuniranno il bisogno di giustizia e l’ostracismo nei confronti di chi e’ diverso e saranno l’elemento che convincerà il popolo che il dittatore non governa contro il popolo, ma e’ il popolo che governa. Le ronde sono il popolo e cosi Cesare continuera a rendere confusi gli interessi dello stato e gli interessi suoi personali. Giulio Cesare era maestro in questo e lo e’ stato anche nel capire che la democrazia era macchinosa e bisognava eliminare la contrapposizione dei poteri utilizzando la scusa di snellire le procedure. Per fare questo bisognava offrire alcuni benefici alla plebe in maniera da sentirsi legittimato a richiedere certi obblighi e limitazioni della liberta, sapendo che la gente lo idolatrera’ come un padre che e’ amato e temuto al tempo stesso. Al Senato (il monocamerale) non rimarrà che riconoscere la sua autorità altrimenti verrà cancellato dalla plebe che gli si rivolterà contro. Tutti si limiteranno a godere dei benefici concessi, e sarà il trionfo del dividi e impera. Il trionfo di una popolarita basata sul carisma ottenuto esibendo la figura del vincitore (allora con le guerre, oggi con il calcio e la ricchezza) ed in parte ottenuto con la demagogia e il populismo.

Set 21, 2008 - opinioni    3 Comments

Grazie SIGNORE per farmi vivere in un paese MUSULMANO

RINGRAZIO GESU CRISTO CHE MI HA PERMESSO DI VENIRE  A VIVERE IN UN PAESE MUSULMANO 

e rendermi conto di quanto non sia vero tutto quello che ci propinano attraverso i mass media

 

Mentre tutti si ostinano a sbandierare il loro ateismo/laicismo – diventando in questo modo niente altro che integralisti laici – io mi sono instradato su un sentiero non molto battuto che si prevede complicato ma forse non lo è: la multireligiosità cioè la versione riveduta e corretta in chiave moderna del politeismo la forma religiosa molto più antica delle successive monoteistiche.

Immaginando che i comandamenti non siano stati scritti a caso ma abbiano un ordine ben preciso, probabilmente legato all’importanza, penso che il  primo comandamento cristiano dovrà per forza essere quello più importante da rispettare: NON AVRAI ALTRO DIO ALL’INFUORI DI ME

Perchè deve essere così importante? Per essere un buon cristiano non sarebbe sufficiente fare tutto quanto previsto dalla religione? E nel caso si volesse prendere qualche concetto dalle altre, se non fosse in contrasto con il cristianesimo che male ci sarebbe?

C’è un motivo ben preciso ed è quello che – nel corso di 2000 anni – è arrivato a far rifiutare semplicemente di concepire il concetto di politeismo.

 

L’evoluzione di questa nostra società dovrà per forza tener conto della cresciuta capacità di spostarsi delle persone. Se l’evoluzione sarà legata alla multirazzialità, porterà con se le diverse religioni dei gruppi etnici ed avrà come evoluzione normale (ovviamente nel lungo periodo) quella dell’unificazione delle religioni in una singola religione che le comprenda tutte.

Non è così impossibile come ci possano far credere: lo scopo finale è unico per tutte le religioni ed è il mantenimento della specie (questo è il vero motivo del’esistenza delle religioni) cambia solamente il modo di raggiungere tale scopo.


L’alternativa a questa evoluzione e che le stesse tendano a sopraffarsi una con l’altra. In 2000 anni è successo molte volte ma nessuna è mai riuscita a cancellare l’altra nemmeno utilizzando metodi di sterminio. Probabilmente ciò non avverrà nel futuro dell’umanità. L’unica possibilità potrebbe essere quella nuova religione che utilizza le migliori metodologie e tecnologie non per sterminare ma per convincere i credenti delle altre religioni che la loro religione è da abbandonare. Questo fenomeno è quello che sta effettuando il consumismo e che potrebbe riuscire dove tutti hanno fallito nel corso dei secoli. La sua battaglia è lenta ma fortissima e sta distruggendo tutte le religioni per un motivo molto semplice: è incompatibile con queste religioni perchè PREDICANO LA POVERTA’. Come può andare d’accordo S. Francesco che predicava di dare tutto ai poveri con il consumismo che ti incita ad avere quanto più possibile? è chiaro che S. Francesco deve essere sgretolato……..

 

segue…. 

Ago 14, 2008 - CONSUMISMO, opinioni    2 Comments

Agosto: il nostro Ramadan

Città deserte,  fabbriche ed uffici chiusi, negozi vuoti ricordano il ramadan dei paesi musulmani durante il quale di giorno non avviene niente.

Ed in effetti, pensandoci bene, anche da noi il mese di agosto è dedicato quasi obbligatoriamente alla celebrazione di uno dei principali riti (la vacanza) di quella che è diventata la nuova religione: il consumismo.

Come le altre, anche questa religione ha i suoi riti che vengono celebrati settimanalmente nelle cattedrali dei centri commerciali dove gli adepti eseguono quello che la televisione/predicatore gli ha raccomandato (o consigliato) di fare. Tornano quindi a casa stressati  ma con la soddisfazione interiore di aver concretizzato il motivo per cui lavorano tutta la settimana e con la coscienza a posto per aver soddisfatto una parte dei bisogni indotti la cui non soddisfazione crea sensi di colpa  che vanno poi “confessati”. Esattamente la stessa soddisfazione interiore  della vecchietta che torna a casa dalla messa domenicale.   

Come le altre anche questa religione permea gran parte di ogni nostra considerazione quotidiana e gran parte delle nostre azioni. Qualcuno ha scritto “… in Italia l’occupazione maggiore è consumare e la preoccupazione maggiore è non avere qualcosa da consumare….”

Come le altre ha i  suoi comandamenti ed i suoi riti ed i  suoi periodi di massima celebrazione durante i quali le attività principali della giornata devono essere rivolte alle principali regole della religione stessa. Uno di essi è il mese di agosto dove il “ferragosto” dell’impero romano viene oggi trasformato e diventa il culmine di un periodo nel quale bisogna dedicarsi esclusivamente al divertimento ed ai consumi, facendo il possibile affinchè questi vadano ben oltre le proprie possibilità economiche: tanto ci sono i finanziamenti, validi anche per coloro che non hanno seguito alla virgola le regole e, per il fatto di aver  già consumato senza aspettare il momento prescritto, questa sarà la loro punizione.

In questo mese tutto o gran parte si fermerà, compreso il nostro governo.  Esattamente come succede durante il ramadan musulmano, tanto criticato sotto molti punti di vista. Eppure non è nient’altro che un rito di una religione diversa (molto simile alle nostre cure dimagranti).

In tutto ciò non vi è niente di male. L’unico aspetto comico è che gran parte degli italiani sono convinti di essere laici/atei, mentre grazie al massiccio lavaggio del cervello, professano un’altra religione senza accorgersene minimamente. L’unica differenza con le altre religioni, consiste nel modo di dirigere le vite degli adepti:  mentre le altre dirigono le vite promettendo una gratifica che avverrà dopo la morte, il consumismo promette una gratifica immediata. Questa è la novità della religione/consumismo: NON PENSARE AL DOMANI.

Spero i musulmani mi scuseranno per l’utilizzo del loro termine religioso che credo di aver fatto senza offesa ed a fin di bene.

Lug 15, 2008 - opinioni    1 Comment

la democrazia del futuro

Mi piace pensare che, nel futuro, ogni Stato si differenzierà dagli altri Stati per le sue leggi immutabili che lo identificano e lo caratterizzano. Ed al tempo stesso, l’aumento della  possibilità individuale di spostarsi, permetta ad ognuno di scegliere la nazione che abbia quelle leggi che si ritiengono maggiormente aderenti al proprio stile di vita ed al proprio modo di pensare.
Un futuro dove – per il semplice fatto di aver scelto di appartenere a quella nazione/Stato – tutti condividano le stesse motivazioni ed accettino  le stesse regole.
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