Il quinto potere SFASCISTA

Da un po di tempo mi ripeto una domanda cercando di trovare una risposta convincente. La domanda riguarda i mezzi d’informazione ed i loro introiti. Molti non sono minimamente a conoscenza dei ricavi pubblicitari che determina uno spot di 30 secondi e molti sono restii ad accettare che uno spot di 30 secondi puo’ anche superare i 100.000 euro, anche se e’ facilmente verificabile sul sito di Publitalia. Ed ovviamente il prezzo degli spot varia a seconda del programma in onda in quel momento, al quale sono legate determinate previsioni di audience. tv_hipnosis
A questo punto chiunque sarebbe portato a pensare che le TV cercheranno di avere programmi di alta qualita’ che possano attrarre un maggior numero di telespettatori e sopratutto cercare di non sprecare tempo prezioso che potrebbe essere destinato a produrre grandissimi introiti. E qui, per chi sa osservare attentamente la realta’ sorge il dubbio. Infatti questo presupposto nella realta’ trova applicazionema non in maniera cosi dominante. Se osserviamo la realta’ vediamo che la totalita’ dei canali dedica ampissimi spazi ad una pluralita’ di trasmissioni (talk show, inchieste, notiziari, approfondimenti politici…) che hanno un unico punto in comune vale a dire lo sfascismo inteso come la reiterazione di pseudo notizie strumentalizzate unicamente nella direzione del “e’ tutto un magna magna”. Con una ripetizione ossessiva di cose che non funzionano, di scandali, di ingiustizie. Molti di questi programmi sono evidentemente montati ma non e’ questo il punto. Il punto e’: considerato che questa cosa va avanti da 20 anni (si potrebbe identificare come spartiacque il periodo di “mani pulite”) e che ogni giorno, piu’ volte al giorno, praticamente tutti i canali RINUNCIANO a dedicare parte del tempo a programmi redditizi dedicandolo invece a trasmissioni tese solo a lanciare messaggi contro lo stato o la corruzione in generale, tragedie e colpevoli la domanda e’: Per quale motivo le televisioni private (ma lo stesso discorso e’ valido anche per quelle pubbliche e per i giornali) sottraggono tempo che potrebbe essere remunerato profumatamente per dedicarlo a ripetere il solito ritornello “piove governo ladro”? La risposta spontanea e’ che’ l’audience e’ lo stesso di un grande film. Ma e’ possibile? e quanto durera’? Perche’ gli studiosi di marketing e palinsesti sono cosi sicuri che il telespettatore non si annoiera’ al sentirsi ripetere ancora una volta quanto si ripete da anni ed anni?

Le mie risposte a questa domanda non riusciva ad essere pienamente esaustiva finche’ non mi sono reso conto che era poggiata su presupposti sbagliati. Il primo errore era quello di ritenere che la gente possiede la capacita’ di scegliere; Il secondo che le televisioni cercano di dare al pubblico quello che il pubblico preferisce, quando in realta’, in entrambi i casi, e’ il contrario. La liberta’ di “cambiare canale” spesso non esiste e lo “sfascismo mediatico” e’ uno dei casi in cui cambiando canale si trovano lo stesso genere di trasmissioni che ripendola 100 volte fa diventare vera qualunque falsita’. A cosa e’ dovuta questa confluenza verso trasmissioni che non fanno altro che parlare di ingiustizie, corruzione, malfunzionamenti, mafia, inefficienza……spesso senza nemmeno una controparte. Lo scopo inizia ad emergere se pensiamo a guadagni che non siano quelli legati agli spot, guadangi dei quali non sono a conoscenza molti degli spettatori che si illudono di venire a conoscenza della realta’ grazie a quanto raccontato dai mezzi d’informazione:

E’ prassi diffusa che le associazioni di categoria ricompensino adeguatamente i giornali e le tv che danno un piu’ ampio risalto alle ricerche pseudo-scientifiche che dimostrino vantaggi dei loro prodotti o dimostrino dannosita’ dei prodotti concorrenti. Alcuni giornalisti particolarmente attivi possono ricevere compensi extrasalariali per la loro partecipazione a campagne diffamatorie (o esaltatorie) di prodotti o persone. Questi compensi al di la del salario molto spesso raggiungono livelli tali da non permettere la loro giustificazione.

Recentemente in Romania si e’ candidato a sindaco di Bucarest un noto giornalista; in quel paese per candidarsi si deve presentare la lista dei propri averi (e di quelli della propria famiglia) come l’ex giornalista ha fatto. Il candidato in questione, pero’, non ha saputo giustificare i diversi MILIONI di euro detenuti su conti europei, in un paese come la Romania dove un giornalista guadagna 500 euro al mese . Gli accertamenti del caso hanno fatto emergere la sua vicinanza ai servizi segreti di quel paese (ammessa dallo stesso giornalista) e si ipotizzano anche stretti legami con altri servizi segreti in ambito NATO. Ed inoltre sono emerse vicinanze e frequentazioni di importanti personaggi legati a multinazionali e ONG.

Troppo spesso questi creatori di opinione che si battono per determinate campagne politiche o commerciali, vengono adeguatamente ricompensati. Le ricompense avvengono in maniera difficilmente tracciabile (Quadri, Rolex, Auto di lusso….) e riconducibile al benefattore. Troppo spesso i giornalisti raggiungono un tenore di vita che non si giustifica con i salari ricevuti per il suo lavoro.

A questo punto, sembrerebbe inevitabile che coloro che pretendono di raccontarci la realta’ ci dicano innanzitutto quanto guadagnano da quello che ci stanno raccontando. Che aspetto prenderebbero i telegiornali se ci venissero rivelati i guadagni extrasalariali di lettori, giornalisti e direttori di quel tg?

Per chi fa il giornalista, scrivere articoli su commissione al fine di ricevere compensi extrasalariali – all’interno o meno di una campagna organizzata – corrisponde A QUELLO CHE NELLO STATO SI DEFINISCE CORRUZIONE e dovrebbe essere punito nello stesso modo, solo cosi potremmo avere un’informazione libera e credibile in maniera assoluta ed i giornali e le tv non sarebbero piu’ manovrate dai gruppi finanziari che possiedono quote di capitale.

Introdurre una norma che obbligasse a rendere pubblici i patrimoni di chi lavora nell’informazione sarebbe un grosso passo verso un’informazione indipendente ma dubito fortemente che i media permetterebbero di portare avanti una campagna in tal senso.
L’unica cosa che ci hanno raccontato sia fattibile, e’ quella di raccogliere firme ed allora e’ predisposta una petizione sottoscrivibile da chi vorrebbe un’informazione NON INQUINATA DAL POTERE POLITICO. E’ disponibile qui http://bit.ly/giornalistiPAGHETTATI, e ringrazio chi vorra diffonderla condividendola su social e quant’altro.

A questo punto le domande che sorgono sono: a chi serve e dove può portare un tipo di informazione come quello descritto sopra che a ben vedere e’ ormai radicato praticamente in tutte le nazioni del mondo?

È facile pensare che può essere utile ai poteri forti. I poteri forti in gran parte sono i poteri economici e finanziari ed il loro scopo e’ quello di far soldi e dimostrare il loro potere secondo una scala tutta loro. Per farne sempre di piu’ hanno bisogno di potersi muovere liberamente e di poter predisporre leggi in ogni utili alla loro causa. In pratica avrebbero bisogno di governare, cioe’ avrebbero bisogno che il potere economico coincida con il potere politico. Unico ostacolo a frapporsi, la presenza dello Stato moderno, questa cosa inventata dal popolo che dovrebbe curare l’interesse del Popolo così come l’amministratore di un condominio dovrebbe curare gli interessi del condominio o come il padre di famiglia l’interesse della famiglia. E’ chiaro quindi che il potere economico vede lo Stato come un ostacolo ed allora sembra piu’ chiaro i lperche’ i giornali e la stampa pubblicano da anni anni, giornalmente, ripetutamente in maniera asfissiante ogni genere di “sfascismo”: prodotti mediatici che utilizzano le migliori tecniche e la cui realizzazione comporta dei costi spesso anche sensibili. Appare evidente che tutti i manipolatori della dell’informazione, siano essi multinazionali, siano essi ONG, religioni o quant’altro tutti hanno comune denominatore della convergenza alla “preparazione del terreno” dell’insofferenza del cittadino verso lo stato a favore del privato, sempre idolatrato sotto tutti i punti di vista. Il terreno e’ preparato fin dalla nascita di ogni individuo sentira’ ripetere continuamente anche se sotto diverse forme, il disprezzo per lo stato. Il martellante concetto entrera’ nelle persone insinuandosi nei loro pensieri piu profondi e la ripetizione ossessiva ne fara una convinzione che per contro non presenta alcuna alternativa. E questo sara’ il punto finale che nel tempo si realizzera’ e dimostrera la totale incapacita’ di ragionare se non in termini pubblicitari; d’altra parte e’ gia’ ben diffusa nel mondo la convinzione che porta ad acquistare jeans strappati e rotti e pagarli piu’ di quelli nuovi che buttiamo via. Nel tempo questo concetto sara’ esteso a tutto anche alle nostre convinzioni piu profonde che le generazioni successive non riuciranno nemmeno a comprendere.

Il quinto potere SFASCISTAultima modifica: 2016-06-30T21:59:28+00:00da fab_kl

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