L’imperialismo culturale incentra la sua attivita’ principale e prioritaria nel processo di dissociazione della popolazione dalle sue radici culturali e dalle sue tradizioni di solidarietà, sostituendole con “necessità” create dai mezzi di comunicazione che cambiano con ogni campagna pubblicitaria. L’effetto politico consiste nell’alienare ai popoli i legami con le loro comunità e classi tradizionali, atomizzare e separare gli individui fra loro. L’imperialismo culturale acutizza la segmentazione della classe operaia ed incoraggia la popolazione lavoratrice a pensare sé stessa come parte di una gerarchia, enfatizzando le piccole differenze di stili di vita con coloro che stanno sotto di lei più che le grandi disuguaglianze che li separano da chi sta sopra.

L’imperialismo culturale si può definire come invasione e dominazione sistematica della vita culturale di un paese, con l’obiettivo di ri-orientare le scale di valori, le condotte, le istituzioni e le identità dei paesi oppressi per farli coincidere con gli interessi del paese dominante che otterra’ un ritorno commerciale diretto e l’apertura delle porte alla colonizzazione economica del paese da parte delle armate finanziarie (termine generalmente sostituito con “multinazionali”).

L’imperialismo culturale ha forme “tradizionali” e moderne. Nei secoli scorsi la chiesa, il sistema educativo e le autorità pubbliche, svolgevano un ruolo fondamentale, inculcando ai popoli nativi idee di sottomissione e lealtà, in nome di principi divini o assolutisti. Nel mondo contemporaneo i mezzi di comunicazione, la pubblicità, i presentatori ed i personaggi del mondo dello spettacolo e vecchi intellettuali svolgono oggi questo ruolo principale: Hollywood, CNN e Disneyland sono molti più influenti che il Vaticano, la Bibbia o la retorica delle relazioni pubbliche dei politici.

Imperialismo culturaleultima modifica: 2016-03-19T08:51:33+00:00da fab_kl