Le donne sono essenziali alla democrazia

Le donne, e’ risaputo, hanno una particolare sensibilita’ rispetto agli uomini. La loro capacita’ di percepire messaggi empatici si e’ sviluppata da quando il genere umano esiste sulla terra ed ha permesso il mantenimento della specie.

La donna per far crescere i proprio figli doveva essere in grado di capire i loro bisogni, le loro necessita e le loro emozioni anche quando i figli erano talmente piccoli da non saper comunicare in altro modo. L’uomo, antropologicamente, aveva il compito della difesa del nucleo familiare e del procacciamento del cibo ed aveva altre cose a cui stare attento per cui (al massimo) poteva essere richiamato dal pianto.

Questa capacita’ della donna, nel corso dei millenni si e’ consolidata e sviluppata andando a formare una delle differenze piu’ arcaiche tra l’uomo e la donna. E’ riconosciuto da entrambi che le donne si affidano molto di piu alle sensazioni e gli uomini alla fredda logica. Questo si fa spesso evidente nele modalita’ di prendere una decisione o di fare una scelta: le motivazioni di una scelta sono molto diverse.

Questa banale considerazione risulta essere molto importante se la correliamo nell’ambito della democrazia. In democrazia anche le scelte per chi governera’, spesso (quando gli elettori non sono fervidi sostenitori di un partito) sono guidate dalle stesse motivazioni: una piu legata alle sensazioni e una legata al freddo ragionamento (spesso pregiudizioso e quindi difficilmente mutabile, al contrario delle sensazioni che possono cambiare a seconda dello stato d’animo, di una musica toccante o di un’immagine ammaliante).

Se pensiamo quindi a come le sensazioni siano piu’ facilmente modificabili rispetto al ragionamento logico, ecco quindi che diventa evidente il fatto che chiunque voglia fare la differenza deve dirigere la propria richiesta di consensi verso chi piu facilmente modificabile (o per meglio dire manipolabile) e mettere in campo iniziative di ogni tipo, pur di far breccia nelle menti di chi a volte si occupa di politica una volta ogni 5 anni o che in ogni caso non e’ al primo posto negli interessi.

Ed e’ innegabile che la percentuale delle persone che non si occupano di politica sia maggiore tra le donne che tra gli uomini sopratutto per la fascia della cosiddetta terza eta.  Di conseguenza nella lotta per l’accaparramento di quella piccola percentuale che fa pendere la bilancia e vincere le elezioni, bisogna indirizzare la campagna pubblicitaria sugli spot pubblicitari, sulle immagini e musichette varie e tutto quello che possa risvegliare l’attenzione delle donne e di conseguenza la loro simpatia

Se chiudiamo gli occhi a questa realta’ etichettandola come sessista, abbandoniamo l’unica difesa contro un attacco strutturato in questo modo che faccia apparire provvedimenti ammantati di una qualche trovata pubblicitaria che possa richiamare l’attenzione di coloro che non si dedicano abitualmente ai problemi della politica e del governo.

Ecco quindi che i provvedimenti che vengono presi non per un reale beneficio sociale o del paese ma per presentarsi facendo bella figura su quella che ormai è una categoria eterogenea ma con un comune denominatore: sentirsi vittime!

Tra i molti esempi che si potrebbero fare in questo senso, quello che rende di più l’idea e’ un’allora quasi sconosciuto ministro dell’economia che grazie alle sue LENZUOLATE (termine che non aveva niente a che vedere con i provvedimenti) ha visto esplodere la sua popolarita’ e raccogliere piu consensi dell’allora suo “capo”. Poco importa se le norme racchiuse nella lenzuolata fossero giuste o meno, questo non ha importanza. L’importante è definire bene lo spot che le presenta e fare in maniera che questo avvicini le persone al proponente.

Ormai questo “meccanismo” è così evidente e funziona così bene che la nostra democrazia e’ tutta volta a iniziative di tipo assistenziale per le donne ed e’ tutto un proporsi a PALADINI della donna senza che sia veramente considerato quale ‘è il bene della donna. In alcuni casi quando le vittime non ci sono, bisogna prima crearle e creare il loro vittimismo per poter poi fornire la soluzione alle loro

Ecco quindi che le donne diventano necessarie all’automantenimento della democrazia, contribuendo a creare un circolo vizioso nel quale le donne servono alla democrazia e la democrazia serve alle donne. 

La provocazione nasce spontanea: nelle democrazie originarie le donne non votavano, ci sarà stato un motivo!” 

Le donne sono essenziali alla democraziaultima modifica: 2011-12-15T13:50:00+00:00da fab_kl

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato ma sarà visibile all'autore del blog.

*