Nov 11, 2009 - opinioni    1 Comment

Papa Luciani, Papa Wojtyla ed il muro di Berlino

Le manifestazioni celebrative per la caduta del muro di Berlino mi hanno riportato alla mente le considerazioni che ho fatto tante volte in passato ed ultimamente guardando un programma televisivo, ondato in onda durante la programmazione televisiva “estiva mattutina“, che ha riproposto la storia riguardante la misteriosa morte di Giovanni Paolo I (Papa Luciani), avvenuta dopo 33 giorni dalla sua nomina quando venne trovato morto nella sua stanza.

Ecco, il modo in cui in questi 30 anni è stato mediaticamente gestito il fatto, è uno splendido esempio di direzionamento mediatico, cioè di come i mass-media, se orchestrati nella giusta maniera, possono uni-direzionare totalmente le menti delle persone, rendendole incapaci di effettuare il  minimo ragionamento. In questo caso è bastato evitare di prospettare il terreno storico su cui si fondava il fatto fornendo al tempo stesso demagogiche spiegazioni dello stesso e così il pifferaio magico è riuscito ad allineare le menti di tutti. Fedele a questa tecnica, anche questa volta il programma tv ha ripetuto in maniera  uguale alle precedenti sia i fatti sia le ipotesi che ne derivano e, di conseguenza, giunge alle stesse (limitate) conclusioni. Un ragionamento semplice e scontato che normalmente – in ogni caso di morte sospetta – nasce spontaneo ed immediato e’ quello che parte dal “cui prodest?“; in questa direzione, i primi indagati sono gli eredi, i successori o coloro che ne traggono vantaggi. Nei casi di morte di un Sovrano, colui che gli succede è il primo indagato e la storia ci insegna che spesso lo è giustamente.

 

La morte di Papa Luciani

 

La morte di Papa Luciani chiuse in maniera misteriosa uno dei pontificati piu brevi della storia vaticana. Sono trascorsi più di 30 anni da questa morte inaspettata che negli anni è stata interpretata attraverso pubblicazioni di libri, racconti, film, trasmissioni ed addirittura  commissioni d’inchiesta. Tutti hanno formulato ipotesi facendo in maniera che nessuna di esse considerasse il fatto inserendolo nel contesto storico-politico di quel periodo ed alla luce dei cambiamenti epocali che ne sono seguiti. Nessuno tra scrittori, giornalisti o teologi ha mai lontanamente provato ad affiancare (forse sarebbe bastato) alle ipotesi usuali quella che generalmente va per la maggiore in questi casi, un’ipotesi che tenga conto di quello che fin dal tempo dei romani spesso veniva messo in atto per spodestare un sovrano che godeva di un forte appoggio popolare. Un vecchio detto recita: “per regnare bisogna togliere il regnante“.

Fin dai primi giorni Papa Giovanni Paolo I aveva subito messo in luce la sua popolarità. Nei casi di morte di un sovrano molto popolare e’ proprio il diffuso dispiacere per la scomparsa dell’amato regnante che rende difficilmente accettato il suo successore, proprio perchè  attira su di se la rabbia popolare per la morte del predecessore (a volte anche ingiustamente). Contrariamente a questo “istinto popolare”, fino ad oggi nessuno si è permesso di mettere in dubbio la bontà del successore di Papa Luciani – Karol Wojtyla – che divenendo Papa ne replicò il nome salendo al Soglio Pontificio con il nome di Giovanni Paolo II. Verso di lui i mass-media si sono sbracciati a dismisura (forte punto di sospetto) facendo a gara nel mostrarlo quale massimo benefattore per l’umanità e ripetendo continuamente  lodi al suo pontificato senza avanzare mai alcuna critica.

 

Senza voler mettere in dubbio la Sua bontà, si possono ugualmente considerare ipotesi nelle quali si tiene presente che probabilmente Papa Giovanni Paolo II era inconsapevole di quell’immenso meccanismo, perfettamente architettato e messo a punto, che lo aveva portato a diventare capo della Chiesa. Probabilmente, il Papa polacco nella sua attività papale ha sempre creduto di combattere quello che – come da lui sperimentato sulla propria pelle durante la sua vita di operaio – era stato il nemico numero uno del cristianesimo: il comunismo ed il sistema sovietico.

Probabilmente non si e’ nemmeno reso conto di far solo parte di un meccanismo. Un meccanismo che vedeva la sua salita al trono come una delle due mosse per dare scacco matto al comunismo.  

 

La situazione storica

 

Per spiegare questa ipotesi – rimasta inspiegabilmente inedita – bisogna fare un passo indietro di 30 anni quando lo scenario politico mondiale era diverso da oggi: il mondo era suddiviso in due superpotenze che si sfidavano “giocando guerre” che venivano combattute tra altri paesi in una specie di risiko reale. I paesi mondiali erano allineati su due fronti (i disallineati erano di scarsa importanza) ed i governanti dei paesi allineati – non belligeranti – erano messi li come ambasciatori delle superpotenze. La situazione era quasi di stallo, militarmente nessuno dei due poteva distruggere l’altro senza al tempo stesso essere distrutto o per lo meno avere perdite immense. Forse qualcuno si rese conto che la continua corsa agli armamenti era inutile: valeva la pena di utilizzare un’altra strategia.

Ad un certo punto degli anni 70 si creò la condizione per cambiare le carte in tavola: nel novembre 1982 muore Breznev  (il presidente Russo successore di Krusciov) dopo che era stato a capo dell’Unione Sovietica per 18 anni. Alla morte di Breznev gli succede a capo dell’URSS il designato successore: Andropov già capo del servizio segreto russo, il KGB. Andropov, durerà poco più di un anno e morirà ufficialmente per insufficienza renale. Alla morte di Andropov diventa capo dell’URSS Cernenko. Anche lui morì in meno di un anno in circostanze poco chiare: la salute di Cernenko dal momento della sua salita al potere iniziò a peggiorare fino a portarlo alla morte che venne ufficializzata molto tempo dopo e – guarda caso – annunciando simultaneamente l’elezione del successore: Mikhail Gorbaciov.

Una strana coincidenza che in Russia nel corso di 30 anni abbiano governato 2 presidenti, poi in poco piu’ di 2 anni ne siano cambiati ben TRE. Ed è proprio in questo periodo che avviene la misteriosa morte di Papa Luciani e la salita al trono pontificio di Papa Karol Wojtyla, ex operaio polacco che prende il nome di Giovanni Paolo II.

Nonostante nessuno abbia mai messo in relazione i due fatti, si può affermare con certezza storica che sia Gorbaciov sia Wojtyla, sono arrivati al potere assoluto attraverso le morti misteriose dei loro predecessori. Entrambi, al contrario, avranno vita lunga e il loro operato – fortemente direzionato contro quella che era una super potenza – porterà allo sgretolamento ed alla distruzione dell’Unione Sovietica e del comunismo.

 

L’insurrezione della Polonia

 

La nomina di Papa Wojtyla diede il via libera ai primi scioperi in Polonia, organizzati da un movimento sindacale. Il Papa diffonde le gesta di questo sindacato – Solidarnosc – in tutto il mondo utilizzando tutti i canali a disposizione dal Vaticano. Ed infatti Solidarnosc (che in altre situazioni sarebbe stato messo a tacere “con le cattive”) acquista sempre maggior forza fino ad arrivare a determinare le dimissioni del generale Jaruzelski e, successivamente, la salita al potere di Walesa, leader di Solidarnosc. Si innesca cosi la prima di una reazione a catena che attraverso recessioni in ogni nazione sovietica, sconfiggera’ una delle due superpotenze mondiali portandola alla distruzione. Infatti, le repubbliche che prima formavano l’URSS (una specie di “Unione europea” ma molto piu coesa) iniziarono via via a dichiararsi autonome ed il castello di carte alla fine è crollato completamente. Tutto cio’ e’ stato permesso da Gorbaciov, quell’uomo che, anch’esso salito al potere dopo morti misteriose, portava avanti una politica caratterizzata ed identificata da due parole a forte presa che tutto il mondo inizio’ a ripetere: Glassnost e Perestroika (riforme e trasparenza, slogan ben oliati che verranno usati successivamente in molti altri paesi del mondo).

Potrebbe essere sensato pensare (o almeno provare a farlo) che senza la cassa di risonanza fornita dal Vaticano alle proteste e quindi alla “recessione” della Polonia dal blocco sovietico, il solo Gorbaciov non sarebbe stato in grado di portare al crollo il sistema comunista strutturato a livello mondiale.

Insomma: Scacco matto al comunismo in due mosse.

 

Probabilmente una simile ricostruzione dei fatti è molto fantasiosa nei suoi collegamenti. Pero’ risulta anomalo (molto anomalo) che in un mondo come quello di oggi dove l’informazione ridondante lascia emergere solo il sensazionalismo e la dietrologia, in un informazione fatta di giornalisti sempre a caccia dello scoop per il quale si sbizzarriscono in ipotesi bislacche per un qualsiasi avvenimento (il trionfo della dietrologia), sembra anomalo che NESSUNO ha avuto il coraggio di presentare un’ipotesi come questa basata inconfutabilmente su avvenimenti storici, così come nessuno si è instradato in una direzione che semplicemente avvicinasse i due fatti.

Possibile che nel corso di questi 30 anni non si sia mai considerata l’ipotesi della morte di Papa Luciani arrivata da chi voleva Wojtyla pontefice massimo? Televisioni, giornali, scrittori etc ancora oggi continuano a ripetere ossessivamente le stesse (devianti) ipotesi riguardo la morte di Papa Luciani: se la morte sia stata naturale o violenta e, nel caso fosse stata violenta, questo sarebbe dovuto (secondo una versione fortemente demagogica e a forte impatto popolare) al “braccio cattivo” del Vaticano che non voleva Papa Luciani per via delle sue tendenza verso una chiesa più giusta e più povera.

Secondo quest’ultima ipotesi sarebbe normale chiedersi se il conclave successivo abbia eletto un Papa piacente al “braccio cattivo” o uno che volesse seguire la stessa linea di Papa Luciani. Se – dato che ne ha ripreso il nome – voleva seguire la stessa linea, perche’ in questo caso le spietate forze oscure non lo hanno eliminato come il predecessore? Se si adotta l’ipotesi che la morte è originata “da dentro” il Vaticano, la risposta che ne consegue è che se il successore di Papa Luciani non ha avuto la sua stessa significa che non si è comportato allo stesso modo. Quindi la domanda da farsi è: cosa ha fatto Wojtyla che non avrebbe fatto Luciani?

Tra tutte le risposte possibili, quella piu’ importante è che Papa Wojtyla ha combattuto il comunismo a livello mondiale prodigandosi in una battaglia sotterranea, per la quale un’altra persona non sarebbe stata la persona adatta (per diversi motivi).

Se il pontificato di Papa Wojtyla è stato orientato per gran parte verso la Polonia, anche in maniera molto sbilanciata, vi era un motivo ben preciso che veniva coperto presentando questo aspetto come una cosa normale date le origini polacche del Pontefice. Oggi confrontando l’operato di Benedetto XVI dovremmo renderci conto che, in confronto, l’attuale Papa non parla praticamente mai della sua terra di origine.

Se si vuole provare ad immaginare chi sia stato a volere a tutti i costi Wojtyla sul trono Pontificio, proviamo ad immaginarlo tenendo presente 2 cose: il fatto che Wojtyla con il suo pontificato ha dato un fortissimo contributo al crollo del sistema sovietico ed il fatto che nello stesso periodo ben due morti misteriose si verificavano in Russia  portando alla ribalta Gorbaciov che avrebbe rottamato l’Unione Sovietica.

 

La prova del nove

 

Questi fatti potrebbero essere una coincidenza; per avere una maggiore attendibilità si potrebbe fare quella che in aritmetica si chiama “prova del nove”, una prova non assoluta ma che se sbagliata significa inequivocabilmente che la moltiplicazione è sbagliata.

Proviamo a considerare un altro elemento di fronte agli occhi di tutti e che non ha mai avuto una spiegazione convincente: Ali Agca e l’attentato al Papa.

Nel caso in cui l’Unione Sovietica, attraverso il potentissimo servizio segreto russo, veniva a sapere di un piano simile a quello ipotizzato, viene da chiedersi cosa avrebbe fatto. Si può supporre che inizialmente la cosa sarebbe stata snobbata ma poi, vedendo stava prendendo una brutta piega, la considerazione sarebbe cambiata ed il KGB sicuramente avrebbe messo in atto una contro mossa, magari utilizzando le stesse “maniere” anche se tradizionalmente i russi sono meno “dolci e astuti”. Ad un certo punto, ecco partire dalla Bulgaria (che non ha mai avuto alcun attrito con il Vaticano) un cittadino turco assoldato dai servizi segreti bulgari che da sempre rappresentano il braccio fedele dell’URSS. Il “lupo grigio” cerchera’ in extremis di fermare il disegno mondiale già in atto, cercando di uccidere il Papa, ma il suo piano fallisce e i colpi di pistola feriscono in maniera non mortale Papa Wojtyla. Anche in questo caso le spiegazioni fornite riguardo la motivazione per cui un agente dei servizi russi/bulgari abbia cercato di uccidere Papa Giovanni Paolo II, sono banali. L’attentato in Piazza S. Pietro (e forse anche la sparizione di una bambina, Emanuela Orlandi) molto probabilmente non sono altro che gli ultimi tentativi di un sistema che vedeva vacillare le sue basi a causa della religione e della voglia del nuovo. La prova del nove ci dice che non è certo che sia sbagliato.

 

Dietrologia? forse per questa ipotesi non è appropriato parlare di “dietrologia” perchè i fatti storici sono di fronte agli occhi di tutti. E’ anche lecito pensare che questi fatti siano stati casuali ma almeno il privilegio del dubbio dovrebbe essere concesso. I media, nelle loro ricostruzioni dovrebbero evitare di tacere riguardo questa strana coincidenza che ha visto Gorbaciov e Wojtyla arrivare al potere grazie alle morti misteriose dei loro predecessori. Questi due uomini, saranno artefici di uno dei più grandi cambiamenti politici nella storia dell’umanita, paragonabile al crollo dell’Impero Romano.

 

In conclusione, sono convinto che possa essere ragionevole credere che sia UNA GROSSA INGIUSTIZIA NON INCLUDERE IL NOME DI PAPA LUCIANI NELLA LISTA DEI MORTI PER LA DEMOCRAZIA

Papa Luciani, Papa Wojtyla ed il muro di Berlinoultima modifica: 2009-11-11T05:10:00+00:00da fab_kl

1 Commento

  • Roma non e’ mai stata COSI’ ATEA!! grazie polacco….
    grazie per non aver saputo stare al passo coi tempi, per aver pensato solo alla polonia e a come distruggere il comunismo, grazie per averci liberato di un fardello che ci portavamo dietro da millenni e che nemmeno la rivoluzione francese era riuscita a cambiare. grazie polacco…
    la chiesa nel corso dei millenni ha saputo restare a galla e superare eventi inimmaginabili che vanno dalle invasioni barbariche alle rivoluzioni, da colonialismi a guerre mondiali, rivoluzioni morali e rivoluzioni scientifiche. Ha sempre mantenuto il suo potere di influenzare governi e governati facendo il bello e il cattivo tempo. Fino a Paolo VI che aveva – tra gli altri – i potere di poter porre il veto (sia pure non ufficialmente) alla nomina del presidente del consiglio italiano.
    Se dobbiamo valutare un amministratore di societa’ , prendiamo in considerazione gli utili che la societa’ ha prodotto, il mantenimento del patrimonio inclusa l’immagine, e magari le motivazioni dei lavoratori della societa’ stessa.
    Analizzando freddamente quello che e’ successo alla chiesa ed ai cristiani durante il papato del polacco non c’e’ da essere contenti: mai la chiesa aveva perso cosi tanto potere. In pochi anni si e’ disperso quello che millenni avevano creato. Le chiese sono ormai disabitate, i preti sono solo extracomunitari, il parere del papa non lo ascolta nessuno e ogni giorno si leggono cattiva notizie riguardo questo o quel prete ecc. ecc.

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