Ott 29, 2007 - opinioni    2 Comments

Rinnovarsi vecchiamente

Democrazia: Che gran bella parola e come riempie la bocca. Giustifica tutto ed ottiene immediati consensi. Nessuno osa dichiararsi contrario: Democrazia!

La miglior forma di governo che, generalizzando, riteniamo valida al punto che cerchiamo in tutti i modi di imporla anche a chi non la condivide e per questo non la vuole. Ci crediamo così nel giusto al punto di utilizzare le armi. Qualunque cosa non sia democratica, deve diventarlo.

La miglior forma di governo? Sicuramente, la democrazia, lo era!

Dopo la seconda guerra mondiale, la fobia della dittatura ha giustificato, e continua ancora oggi a giustificare, la democrazia come la migliore tra tutte le possibili forme di governo. Praticamente nessuno ritiene che ve ne siano migliori, al punto tale che non si fa niente per cercare – mettendola in discussione – nuove forme di governo che siano migliori. Come dire: il progresso riguarda solo gli elettrodomestici.

Eppure OGGI la democrazia è totalmente inutile.

Non ha senso la democrazia, quando si possono far nascere e manipolare a piacimento le idee nelle menti dei componenti la democrazia stessa. Diventa inutile far votare ogni individuo, quando all’individuo stesso sono state inculcate radicalmente le idee che generano la decisione del voto. In questo modo le elezioni sono ridotte niente altro che alla verifica di chi ha utilizzato il “marketing” migliore. Una democrazia che fa diventare ancora piu importante la capacità di controllo delle volontà altrui, autoalimentandosi.

La ridondante informazione di massa, tipica di questa civiltà democratica e tecnologica, non è l’unico elemento che contrasta con i principi della democrazia. Negli ultimi anni è iniziato ed è in continuo aumento, un altro cambiamento sociale che fa invecchiare velocemente gli attuali concetti attuali di democrazia. Tale cambiamento ha portato la società “cosiddetta occidentale”, ad essere una civilità dove persone e capitali si muovono a velocità impensabili. Il libero flusso di persone ed ancorpiù quello di capitali fanno diventare totalmente fuori luogo il concetto di democrazia. Un paese con forti investimenti esteri – da cui dipende – non potrà rispettare i voleri dei suoi abitanti nel caso in cui non siano concordi con quelli degli investitori.

Non solo, diventa effettivamente pericoloso per la società che si da le regole, far partecipare al voto persone che non vivono sul territorio della nazione o, per contro, che vi sono temporaneamente. I loro interessi potrebbero essere diametralmente opposti proprio per i motivi stessi del vivere all’estero.
I grandi numeri che oggi rappresentano, quelle che ieri erano “eccezioni”,  possono falsare e falseranno la storia. Come? ecco un esempio:
I servizi segreti di un paese possono politicamente conquistarne un’altro semplicemente trasferendo “artificiosamente” la residenza di migliaia di cittadini prima delle elezioni e facendo confluire i voti di questi in un unica direzione, si può – dato il minimo scarto dei vincitori – determinare l’elezione addirittura di un candidato straniero. Questo è fattibile in tutti quei paesi dove abbiano diritto al voto anche i NON cittadini. Forse non ci ha ancora pensato nessuno, o forse si…

Ci sono altri motivi per cui la democrazia è inutile e controproducente, sopratutto in Italia:

In quei paesi dove la variabile elettorale è ridotta a 2 possibilità (il cosiddetto bipolarismo), le statistiche dimostrano che l’elettorato (cioè coloro  che andranno a votare) sarà diviso in:

  • un grande blocco “A” ed un grande blocco “B” di elettori con una idea ben solida e radicata;
  • una parte piu piccola di “rinnegati” che hanno cambiato idea e hanno già deciso che cambieranno partito;
  • una parte di indecisi , influenzabili limitatamente dalla campagna elettorale;
  • una parte di persone che non si occupa di politica se non quando ci sono le elezioni e che decideranno in quei giorni per chi votare.

Risultano quindi importantissimi quegli elettori che normalmente non si occupano di politica e SOLO LORO faranno vincere o perdere le elezioni. 

Nelle elezioni spesso succede che la vittoria sia decisa da una percentuale bassissima, in Italia anche meno dell’1%.Questo perchè secondo il calcolo delle probabilità, in una variabile dicotomica, la probabilita che si verifichi uno dei due eventi è del 50%.

Quindi, la democrazia si traduce nel dominio degli indecisi e dei facilmente influenzabili che faranno pendere la bilancia.

 

Per evitare di seguire lo stesso percorso dei romani di 20 secoli fa, bisogna trovare una nuova modalità di governo. Sarebbe già un immenso passo avanti avere un governo che rispetti i voleri di tutti e non solo quelli della maggioranza. Se non lo troviamo, sono sicuro che in Italia arriverà  una guerra civile e poi una dittatura, non necessariamente in quest’ordine. In altre parole:La mia principale incognità è: arriverà prima una guerra civile e poi una dittatura, o prima una dittatura e poi una guerra civile?  

Dopo “libertè, egalitè, fraternitè”… arrivò Napoleone.

Quanto tempo manca alla guerra civile che precede la dittatura? 2 anni? 5 anni? o 10?

e per quale causa si scatenerà?
Per la supremazia degli extracomunitari, oppure per il crescente e insostenibile senso di mancanza di giustizia che porterà ognun on a farsi giustizia da solo e quindi al caos, o forse la guerra civile esploderà per motivi futili addirittura per l’ingigantirsi delle frustrazioni per il non poter comprare tutto quello che la pubblicità ci crea come bisogno? Del resto, chi avrebbe mai pensato che una pistolettata all’arciduca ferdinando a Sarajevo facesse scoppiare la prima guerra mondiale dell’umanità.

Grazie anche all’informazione eclatantistica, ogni giorno ecco che si presenta in maniera diversa l’idea di come – goccia a goccia – potrebbe prendere piede una guerra civile in Italia:
Molti italiani al giorno d’oggi, difficilmente sono disposti a morire per qualcosa, sia esso un ideale o una persona o quant’altro. Molti di quelli che sarebbero disposti, lo sarebbero solo per una cosa: la propria squadra di calcio.
Sembra assurdo ma è l’unica fede incrollabile in un mondo dove cambiano, idee, religioni, partiti politici, tradizioni….tutto.
L’unica cosa a cui molti italiani sono fedeli è la SQUADRA.
Se, nel momento in cui alle violenze originate dal calcio, si dovessero aggiungere -ad esempio – le violenze e gli scontri derivate da motivi legati alla Giustizia, avremmo la somma di tifosi e di noglobal, che si scaglia contro le forze dell’ordine e quindi lo Stato. Se ad una tale critica situazione si aggiungessero ai gruppi di rivoltosi quelli di extracomunitari stanchi di soprusi, ed ovviamente si aggiungerebbero anche quegli altri gruppi che hanno interesse a creare il caos….. le scintille sono sufficienti a creare l’incendio?

Rinnovarsi vecchiamenteultima modifica: 2007-10-29T11:20:00+00:00da fab_kl

2 Commenti

  • La società dove è tutto un magna magna….. è tipica della democrazia, è il suo rovescio della medaglia.

    Come dovrebbe essere la società?

    Detto popolarmente: il potere dovrebbe essere nelle mani di persone che non lo utilizzino per arricchirsi personalmente;
    le persone al potere dovrebbero essere esperte per aver ed aver fatto la gavetta;
    invece degli improvvisati al potere inserire gente che dedica la propria vita a quello ed al tempos tesso siano dei “dotti” e dei “saggi”.
    Il merito dovrebbe essere considerato l’unico criterio per progredire nella strada del potere stesso.

  • Per far contenti tutti dovremmo ragionare tutti alla stessa maniera, dovremmo avere gli stessi gusti e le stesse esperienze.
    Se le leggi devono far contenti tutti bisogna partire da una standardizzazione delle menti.
    Questa non è democrazia. La democrazia rappresentativa dovrebbe avere per ogni linea di pensiero, una importanza pari alla condivisione del pensiero stesso.

    Ma se da decenni, è stato coltivato “il pensiero spontaneo” quel pensiero libero che cresce senza essere imbrigliato, questo per forza di cosa andrà a scontrarsi con la democrazia.
    Come detto : la democrazia ha bisogno di un unificazione dei cervelli. Non può convivere con il pensiero soggetivo, con la diversità.
    Anche se può sembrare una contraddizione il pensiero soggettivo deve essere standard. Tutti devono credere di pensare in maniera originale, pur pensando come gli altri.