Soros e Gentiloni

Un interessantissimo articolo su Rinascita dell’incontro tra il braccio finanziario della CIA ed il sostituto primo ministro italiano. Per una miglior comprensione si suggerisce l’articolo del Wall street Journal che riporta la lettera firmata da Soros con la quale dichiara di investire 500 milioni nei profughi e rifugiati in europa . Soros & Gentiloni, il Predatore e l’Arlecchino E’ evidente lo sconcerto e la reticenza che – dalle inchieste giudiziarie sulle ONG, le “benefiche” Organizzazioni Non Governative dedite al trasferimento di masse di schiavi africani e del Terzo Mondo in Italia e sulle triangolazioni dei profitti sul business della cosiddetta “accoglienza”, tra lo Stato, con il CARA di Crotone, la ‘Ndrangheta e la pia cattolica “Misericordia” – in materia di immigrazione clandestina e pratiche negriere, dal trasporto all’accoglienza, vengono osservate da tutti i media italiani. Salvo qualche timida e forzata informazione sui vergognosi casi ormai emersi e giunti a conoscenza anche delle menti più ottenebrate dalla propaganda “umanitaria” – comunque subito annacquata da una controffensiva variegata (una roboante campagna di pubblicità gratuita e anche a pagamento, a reti televisive e stampa unificate, in favore delle “benemerite” ONG “che salvano vite umane” una immediata visita a Roma del “mecenate e filantropo” per antonomasia, quel Georges Soros tanto caro ai predatori italioti della sovranità nazionale, da Andreatta-Prodi a D’Alema e giù giù fino a Gentiloni) – tutto l’apparato “dirittoumanista”, diretto dal papa Francesco, si è eretto a gran voce a favore delle povere vittime delle inchieste. Che, si badi bene, non sono […]

TRASPARENZA nell’informazione rendendo noti i PATRIMONI dei giornalisti

Vi meravigliereste se vi dicessero che un giornalista ha preso soldi da una multinazionale o da un gruppo politico? Non vi preoccupate i giornalisti non parleranno mai male di un loro collega. [successbox]Raccolta firme per eliminare i giornalisti paghettati da lobby e gruppi politici. BASTA CON LA CASTA – Firma per smascherare chi manipola l’informazione[/successbox] Tutti i giornalisti ed i direttori di testate giornalistiche dovrebbero rendere periodicamente note le loro DICHIARAZIONI DEI REDDITI e DEI POSSEDIMENTI inclusi quelli all’estero. Tali dichiarazioni dovrebbero venire esaminate dall’Ordine dei Giornalisti che, nel caso vi siano INSPIEGABILI INCREMENTI dei patrimoni o dei redditi,

ROMA DOMINA IL MONDO DA OLTRE 2000 ANNI.
Roma

ROMA DOMINA IL MONDO DA OLTRE 2000 ANNI. Alla caduta dell’Impero romano, il dominio non si è interrotto ma si è trasformato in dominio del Vaticano ed ha continuato a guidare il mondo fino ai giorni nostri. Poi due o tre decenni fa la nostra esterofilia viene esaltata all’inverosimile grazie ai nuovi mass media e oggi ci ritroviamo ad assoldare mercenari stranieri per vincere la battaglia delle pensioni e combattere la guerra economica verso chi produce e consuma di più e a minor prezzo. Bel passo avanti….. Cosa sarebbe successo se Wojtyla – colui che ha cambiato le competenze del vaticano spostandole dall’Italia all’Europa comunista – non fosse diventato papa? Forse il vaticano avrebbe continuato il suo ruolo di controllore dell’Italia assegnatogli alla fine della seconda guerra mondiale stando ben attento al ritorno dei fascisti e all’avanzare dei comunisti. Forse oggi avremmo una forza che si oppone all’imperialismo finanziario basato sulla diffusione del consumismo e che mira a fargli sostituire le religioni? Roma non e’ mai stata COSI’ ATEA!! grazie polacco…. Grazie polacco per non aver saputo stare al passo coi tempi, per aver pensato solo alla Polonia e a come distruggere il comunismo, grazie per averci liberato di un fardello che ci portavamo dietro da millenni e che nemmeno la rivoluzione francese, Garibaldi e le guerre mondiali erano riusciti a scalfire. Grazie polacco… La chiesa nel corso dei millenni ha saputo restare a galla e superare eventi inimmaginabili che vanno dalle invasioni barbariche alle rivoluzioni, da colonialismi a guerre […]

il piano Kalergi

Dal 2012 si sente sempre pù spesso parlare del piano Kalergi. Molti sapranno ormai di cosa si tratta e le convinzioni che sia una bufala sono tante quante sono quelle del contrario. Quello che sta di fatto è che il piano Kalergi piace all’estrema Destra, ma anche all’estrema Sinistra (per cercare di opporsi al disegno di frantumazione dell’identità nazionale delle élite, beninteso). Sia Forza nuova, che Sel, infatti hanno ospitato in questi ultimi mesi le presentazioni del libro “La verità sul Piano Kalergi” che l’autore Matteo Simonetti, giornalista, scrittore, oltre che docente di storia e filosofia, sta proponendo lungo tutta la Penisola. Chi non sapesse ancora di cosa si tratta può fare una ricerca su google e trovare versioni e considerazioni a 360 gradi. Chi volesse leggere il libro e farsi autonomamente un’idea puo’ trovarlo nei link in fondo a questo articolo. In conclusione quello che riporta è: “Ma come mai gli immigrati non scelgono oltre rotte invece di sbarcare in paesi occidentali così culturalmente diversi dai loro ? Perchè non prediligono i paesi Arabi ricchi quali il Kuwait, l’Arabia Saudita, o il Qatar? Non avrebbero problemi di

Il quinto potere SFASCISTA

Da un po di tempo mi ripeto una domanda cercando di trovare una risposta convincente. La domanda riguarda i mezzi d’informazione ed i loro introiti. Molti non sono minimamente a conoscenza dei ricavi pubblicitari che determina uno spot di 30 secondi e molti sono restii ad accettare che uno spot di 30 secondi puo’ anche superare i 100.000 euro, anche se e’ facilmente verificabile sul sito di Publitalia. Ed ovviamente il prezzo degli spot varia a seconda del programma in onda in quel momento, al quale sono legate determinate previsioni di audience. A questo punto chiunque sarebbe portato a pensare che le TV cercheranno di avere programmi di alta qualita’ che possano attrarre un maggior numero di telespettatori e sopratutto cercare di non sprecare tempo prezioso che potrebbe essere destinato a produrre grandissimi introiti. E qui, per chi sa osservare attentamente la realta’ sorge il dubbio. Infatti questo presupposto nella realta’ trova applicazionema non in maniera cosi dominante. Se osserviamo la realta’ vediamo che la totalita’ dei canali dedica ampissimi spazi ad una pluralita’ di trasmissioni (talk show, inchieste, notiziari, approfondimenti politici…) che hanno un unico punto in comune vale a dire lo sfascismo inteso come la reiterazione di pseudo notizie strumentalizzate unicamente nella direzione del “e’ tutto un magna magna”. Con una ripetizione ossessiva di cose che non funzionano, di scandali, di ingiustizie. Molti di questi programmi sono evidentemente montati ma non e’ questo il punto.

Anche nel calcio l’inglesismo trionfa grazie ad AGEVOLAZIONI uniche che ne permettono una crescita “drogata”

Il dominio politico-sociale attuato nel mondo da parte degli anglo-americani e’ basato sulla promulgazione di regolamenti sovranazionali che valgono per gli altri ma non per questi due paesi. Molto spesso la gente non si rende conto delle disparita’ di trattamento o del mancato rispetto delle regole da parte di questi paesi, in quanto gran parte della gente comune non e’ in grado di costruire un pensiero negativo orientato verso questi paesi la cui propaganda fa credere a molti che siano il massimo per quello che riguarda: democrazia, liberta’, scienza, musica, film, arte… IL CALCIO NON E’ ESENTE DA QUESTA LOBOTOMIZZAZIONE GENERALIZZATA e lo dimostra il fatto che la Gran Bretagna ha ben 4 nazionali. L’Inghilterra, la Scozia, il Galles e l’Ulster (Irlanda del nord) sono le uniche “regioni” ad avere riconosciuta una propria federazione calcistica e di conseguenza un canpionato di calcio ed una squadra nazionale ANCHE SE NON RAPPRESENTANO UNA NAZIONE e non e’ una banale divisione burocratica perche’ ciò influenza le partecipazioni alle Coppe. Per fare un’esempio, sarebbe come se in Italia vi fosse il campionato e la nazionale del settentrione, quelli del centro, quelli del meridione e quelli delle isole: UN’ASSURDITA’ TOTALE. Tale assurdita’ pero’ E’ CUSTODITA GELOSAMENTE DAI BRITANNICI in quanto aumenta a dismisura gli introiti che La Gran Bretagna riceve nel suo complesso da UEFA e FIFA che ammontano a CENTINAIA DI MILIONI DI EURO per i diritti

Prostituzione procreativa o utero in affitto o maternita’ surrogata… che dir si voglia
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Relativamente al fenomeno della maternita’ surrogata, provando ad immaginare cosa potrebbe succedere nel giro di una trentina d’anni (30 anni fa non c’era nemmeno la posta elettronica e c’erano ancora le B.R. e Andreotti), mi viene da pensare di fare un bel film dal titolo “Le famiglie“. La prima cosa che mi viene da pensare – forse lo scenario piu probabile – è che i costi per le maternita’ diminuiranno incredibilmente come accaduto per le colf (un tempo esclusiva borghese) e orienteranno verso l’utero in affitto una più ampia fetta della società che comprenderà anche tutte coloro che non voglio rovinarsi la linea o che hanno altro da fare…… Poi potrebbero esserci dei personaggi tipo berlusca o altri forti possidenti che – visti i prezzi in ribasso – deciderebbero di “investire” parte del loro patrimonio in 1000 o forse 100.000 FIGLI da far nascere quasi contemporaneamente da madri assoldate in tutto il mondo, in maniera da assicurarsi un gran serbatoio di voti ed anche di assecondare le proprie manie di grandezza. Le Famiglie mafiose non sarebbero da meno e – dato che il numero significa potere – anche loro investirebbero molti dei loro capitali sporchi (non investibili altrimenti) riciclandoli in un esercito di maternita’ surrogate.Per contro, i finanzieri non sarebbero interessati a cio’ per non suddividere troppo il loro patrimonio ed i poveri non avranno possibilita’ economiche che permettano loro di crescere ai ritmi di politici e di mafiosi, quindi si estingueranno o diventeranno una esigua minoranza. Nel corso di […]

Outbrain e Taboola i nuovi creatori di opinioni

Da un po di tempo sto facendo considerazioni su un particolare ormai presente su tutti gli organi d’informazione online. Anche se ormai siamo abituati alla pubblicita’ ed alle inserzioni varie che riempiono i siti internet, probabilmente in questo caso non e’ il caso di essere superficiali ed etichettare come pubblicita’ a scopo di lucro questa nuova pratica diffusissima. Mi riferisco al fatto di inserire al termine di un articolo di un giornale (o simili) di un riquadro dove vengono richiamate delle notizie “forse potrebbe interessarti…” oppure “guarda anche…” che vengono proposte in maniera tale da far pensare che siano notizie dello stesso giornale, con lo scopo di non far abbandonare il sito al lettore e di fornirgli ulteriori notizie sull’argomento trattato. Sembrerebbe insomma una delle tante pubblicita’ che ormai affollano in modalita’ sempre nuove e sempre piu invasive le pagine web di ogni tipo. Se non etichettiamo a priori la cosa come pubblicita’, ma osserviamo bene, facendo alcune verifiche iniziano ad emergere fatti concreti che lasciano spazio a dubbi sempre piu’ grandi. Innanzitutto si nota come questo riquadro non viene gestito dall’editore del giornale o dal sito web ma viene esplicitamente riportato che e’ “offerto” da una ditta privata. Si potrebbe immaginare che la ditta sia la solita societa’ parallella che si occupa della raccolta pubblicitaria ma non e’ cosi. Non e’ cosi perche’ la ditta e’ la stessa anche su altri giornali. Andando ad analizzare gli organi d’informazione e’ facile rilevare come tutti questi spazi siano gestiti da DUE […]

Per gente abituata a credere alla pubblicita’, la propaganda subdola e’ irrilevabile e per questo efficacissima

La propaganda, per essere efficace, deve suddividere le persone in base al loro livello culturale e propinare azioni ben specifiche legate al livello culturale delle persone sulle quali vuole far presa. Quindi la propaganda ha diversi target in base al livello culturale a cui e’ diretta, con il risultato che risultera’ piu’ esplicita (e per molti comica) quella diretta a persone con un livello culturale piu basso, per poi raffinarsi e divenire via via piu subdola e raffinata man mano che il target culturale cresce. Per la maggior parte delle persone abituate quotidianamente a credere alla pubblicita, la propaganda subdola e’ totalmente irrilevabile e per questo efficacissima. E’ difficile, per motivi di orgoglio, accettare che il prodotto del nostro pensiero non sia nostro ma sia stato indotto da altri, ancor piu’ se l’induttore ci tranquillizza dicendo: “non siete cosi stupidi da farvi mettere idee in testa da altri“, ed in questo modo lo spettatore abbassa le difese e, alla fine, permette alle grandi aziende di non gettare al vento i miliardi spesi in pubblicita’ (se cosi non fosse, dovrebbero spiegarci perche’ spendono cifre stratosferiche in spot pubblicitari. Sono forse loro gli stupidi?). Ma la propaganda non e’ solo commerciale. Il commercio ha imparato che per vendere bene qualsiasi prodotto bisogna creare il terreno. Se la societa’ non va in una certa direzione, certi prodotti non si vendono (es. i prodotti suini ed alcolici nei paesi musulmani; acqua minerale dove vi e’ acqua potabile disponibile), quindi bisogna prima direzionare la societa’ in […]

Democrazia dei raccomandati

La democrazia altro non è che il sistema di governo dei raccomandati, dove per raccomandati si intendono coloro il cui nome è stato raccomandato sulle schede elettorali. I più raccomandati saranno assunti in parlamento…. “Dopo lunga e penosa malattia, è morta la morale! Soffriva! L’abbiamo abbattuta. È la modernità che avanza!” “Caduta la barriera della moralità, ora siamo nell’era dell’égalité. Siamo, signori, tutti uguali: politici e cittadini, maggioranza ed opposizione, guardie e ladri, corrotti e corruttori, mogli e amanti…” (Cetto Laqualunque)

Ma quali scuse di Castro?

Nei giorni scorsi si e’ svolta la Cumbre de Las Americas il meeting di tutti i capi di governo di america del nord, sud e caraibi (che fanno parte della CELAC, da non confondere con OSA). In tutto il mondo i giornali e le tv hanno ripetuto all’unisono la solita falsa canzoncina: “Castro chiede scusa a Obama” hanno riportato tantissimi media anche quelli che sembrano schierarsi contro gli stati uniti. In realta’ le cose non sono andate affatto cosi’ e Raul Castro nel suo intervento ha riportato per 17 minuti la storia dell’invasione USA di Cuba, dei loro bombardamenti, dei loro sbarchi e dei tentativi di uccidere Fidel e lui stesso, di quante persone sono morte a causa

Il vero scandalo e’ scandalizzarsi

tratto da comedonchisciotte Lo scandalo è… il vero scandalo, […] Non vi hanno detto apertamente che è stata combattuta una guerra – naturalmente non con mezzi militari, ma, soprattutto, con strumenti finanziari, psicologici, teconologici, culturali e mediatici – contro gli altri, la gente comune, gli indifesi, i disarmati, gli umili, i poveri, i meserabili, ecc… Non vi hanno detto apertamente che la famosa Caduta del Muro ha cancellato progressivamente le conquiste sul piano del welfare, della politica sociale, sanitaria, dell’istruzione universalista, ecc… E’ tuttavia, ovvio che la grande vittoria della “superclasse dei supericchi” – e di quei ricchi che vi si riconoscono senza se e senza ma – ha comportata la denigrazione, la demonizzazione e la criminalizzazone dello Stato “dirigista” o, comunque, interventista sul piano economico, finanziario e , quindi, sociale. Lo stato – e quindi ogni partito – di tinte anche solo socialdemocratiche è stato tranquillamente e sbrigativamente bollato come “tirannico” e “antidemocratico, reo di imporre una spesa pubblica eccessiva e troppe tasse deprimendo così la libera iniziativa dell’impresa privata. Così l’”anarcocapitalismo” alla Nozick ha fatto scuola e tendenza e così

E se fosse colpa del caffè

Lo schizofrenismo politico italiano figlio della frenesia di cambiare, non importa come. Oggi e’ di moda essere superimpegnati secondo una filosofia “del fare” i cui risultati sono ben visibili proprio nello schizofrenismo diffuso, politico e non. E se fosse colpa del caffe’? l’Italia ha il piu alto tasso di consumo procapite di caffe’ al mondo. Siamo portati a sottovalutare molto il fatto che il caffe’ e’ una droga (la caffeina è una trimetilxantina della famiglia degli alcaloidi purinici) e che in Italia si beve un caffe’ cosi forte come in nessuna altra parte al mondo…Non e’ escludibile che l’uso di questa droga che stimola – tra l’altro – i centri nervosi e l’iperattivita’ aggiunto al fatto che l’uso massiccio di caffe’ avviene gia’ da generazioni (addirittura durante la gravidanza) ha modificato le nostre strutture nervose e cerebrali. Il caffè potrebbe rappresentare il più forte direzionamento di massa in atto da secoli e che ha raggiunto le popolazioni di tutto il mondo. Chi è solito bere caffè e introdurre dosi abbastanza elevate di caffeina mostra una notevole dipendenza con vere e proprie manifestazioni da astinenza. E’ tuttavia bene anche tener presente che la caffeina non si trova soltanto nel caffè, ma spesso la si assume anche attraverso altri alimenti o bevande come quelle energetiche, quelle a base di Cola, il tè, il cioccolato, il guaranà, con le foglie di Yerba Mate e persino in alcuni farmaci dalle proprietà analgesiche. Gli effetti negativi della caffeina non sono spesso riconosciuti come tali, perché […]

Stipendi dei parlamentari e destabilizzazione

A tutti sara’ capitato di ricevere una messaggio di facebook o una email di quelle che si scandalizzano degli stipendi dei deputati e delle loro agevolazioni. Da anni, a ritmi ben precisi, ritornano a circolare ed anche se non sono le stesse riportano sempre numeri e spese per attirare l’attenzione e finiscono con l’incitazione a far girare la mail inoltrandola a quante piu’ persone possibile. Evitando di usare attenzione soltanto al contenuto ho iniziato a fare delle considerazioni banali che pero’ evidentemente non vengono effettuate spesso. Ho iniziato con il chiedermi: “Chi ha iniziato la catena di S.Antonio di queste email?” dato che la mail colpisce il lettore per il suo intrinseco senso di giustizia, la prima risposta che viene in mente e’ che il mittente sia un giustiziere che vuol fare qualcosa per cambiare quella che viene percepita come un ingiustizia da lettore. E chi sarebbe questo giustiziere e sopratutto perche’ non si firma? Nel tentativo di una difesa strenua mi sento di pensare che non si firma per non ricevere ripercussioni da questa sua azione; pero’ chiede subdolamente di girare la mail e quindi intrinsecamente ognuno firmera’ la sua adesione al contenuto: strano! Andando per deduzioni, il giustiziere autore della

Imperialismo 2.0
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L’ Imperialismo 2.0 si nasconde nel liberismo. In quei paesi che hanno adottato regole liberiste, le conquiste non avvengono piu’ attraverso le guerre e muovendo gli eserciti ma muovendo i capitali (e forse e’ per questo che le guerre tradizionali scoppiano nei paesi che non hanno accettato la dittatura liberista). Fino al secolo scorso si colonizzavano paesi inviando i soldati che conquistavano le terre, si appropriavano delle loro ricchezze naturali e schiavizzavano gli abitanti facendoli lavorare per poi portarsi a casa i prodotti “delle indie”. Oggi le multinazionali – grazie alla diffusione del concetto di “attrazione di investimenti esteri” – acquistano le piantagioni o le miniere o le fabbriche, mettono a lavorare gli abitanti di quel paese (che applaudono la creazione di posti di lavoro) pagandoli molto meno di quanto avrebbero pagato i militari o di quanto sarebbe costata la guerra per la conquista, con il risultato di portare a casa i “prodotti delle indie” o i ricavi della loro vendita. Ecco quindi che, con molti meno sforzi i nuovi colonizzatori economici raggiungono gli stessi scopi dei colonizzatori militari. Per giungere a questa fase pero’ bisogna lavorare molto e in maniera coordinata. Ed il lavoro viene ben eseguito da circa 50 anni ed i risultati non sono mancati, tranne qualche incosistente paese ribelleche non permette agli stranieri di investire nel proprio paese. Quale sara’ il futuro? 50 anni fa una situazione simile era immaginabile solo da pochi, mentre per la stragrande maggioranza era fantascienza. Allo stesso modo dobbiamo immaginare il […]

Colonizzazioni economiche e attrazione di investimenti

Fino alla seconda guerra mondiale, il colonialismo avveniva inviando eserciti negli altri paesi che sottomettevano le popolazioni locali e si approriavano dei territori obbligando gli abitanti a lavorare nelle piantagioni o nelle miniere. Chi si ribellava veniva ucciso pubblicamente in maniera che servisse da esempio per dissuadere altri seguaci. E’ accaduto in africa, in asia e, prima ancora, in america. Le nazioni europee si sono arricchite immensamente trafugando diamnti, riso gomma petrolio oro fino ai nostri giorni. Fin dalla creazione delle nazioni unite gli americani – ben sapendo di non poter conquistare militarmente africa e asia – impedirono di fatto nuove colonizzazioni militari avviando così un nuovo metodo di colonizzazione che si concretizza nel convincere un paese che la cosa migliore per quel paese sia vendersi ad un altro paese. Da quel momento infatti, per conquistare gli altri paesi basta convincerli ad essere liberisti, un po come per convincere una donna a concedersi bisogna farla divenire piu libertina. Una volta convinti i popoli, i paesi economicamente più forti attarverso le società dotate di immensi capitali, aquistano le piantagioni o le miniere e si continua ad utilizzare la manodopera locale sottopagandola, con il risultato di portano a casa le materie prime o i proventi della loro vendita. Di fatto una colonizzazione economicofinanziaria che risulta ancor più efficiente della conquista militare dato che un paese conquistato deve essere ricostruito e bisogna spendere in assistenza ai lavoratori (case, ospedali, scuole….) mentre un paese colomizzato economicamente porta a casa il guadagno proveniente dalla produzione […]

Pedagogia mammoide e infantilismo sociale
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Si potrebbe intitolare cosi’ quel libro che racchiudesse tutte le dottrine pedagogiche degli ultimi 20 anni. Tutte queste nuove forme di educazione dei bambini hanno in comune il fatto di affondare le proprie radici nel mammonismo tipico italiano. Sono infatti teorie basate su concetti qualunquistici solo per far colpo nelle platee. E si sono diffuse proprio grazie a questo  “farsi grandi” e assumendo il ruolo del “paladino dei bambini” (che provoca simpatia a prescindere) parlando di come il bambino deve essere libero di fare tutto quello che vuole, non deve essere punito, non deve fare cose che possano essere “pesanti” , deve pensare solo al gioco….. insomma tutte dottrine che portano ad allontanare la crescita per aumentare l’infantilismo sociale che, un domani sara’ piu’ facilmente manipolabile e direzionabile verso cio’ che vuole. La diffusione di queste nuove pedagogie, gia’ introdotte nel sistema scolastico da oltre 10 anni, avviene grazie all’utilizzo del femminismo e dei concetti femministi, cosi come quelli anarchici e a favore dei giovani che nei giovani stessi troveranno terreno fertile. Ed i risultati dell’applicazione di tali metodologie si vedono ai giorni nostri…. Prostituzione procreativa o utero in affitto o maternita’ surrogata… che dir si voglia Le donne sono essenziali alla democrazia

Non arrivate a fine mese? imparate a gestire i vostri soldi

Anche questo mese il tam tam mediatico ci ricorda di quanto siamo poveri. Cosi come il prete che, a scadenze ben precise, ci ricordava di essere PECCATORI e per questo dovevamo pagare col sudore della fronte, oggi il nuovo predicatore mediatico ci ricorda di essere poveri e di dover pagare COL SUDORE DELLA FRONTE. Andando a vedere il rapporto istat (non gli articoli ma quello integrale scaricabile qui) mi sono reso conto di quanto sia strumentale la cosa. Infatti la poverta’ non viene calcolata in base ai beni posseduti come ognuno sarebbe portato a pensare, bensi in base alla quantita’ di soldi spesi. Il che significa che se io spendo soldi ma faccio debiti, non sono incluso nella categoria dei poveri; per contro chi ha redditi di milioni di euro ma spende meno di 1000 euro al mese viene considerato povero. Infatti nel rapporto istat, dopo una lunga e tergiversante introduzione tesa a creare il terreno e predisporre alla consensualita’ di un metodo di rilevamento basato sui consumi, si arriva a citare la somma considerata quale soglia di poverta’ ed alla fine si arriva a mensionarla: “La stima dell’incidenza della povertà relativa (la percentuale di famiglie e persone relativamente povere sul totale delle famiglie e persone residenti) viene calcolata sulla base di una soglia convenzionale (linea di povertà) che individua il valore di spesa per consumi al di sotto del quale una famiglia viene definita povera in termini relativi. La soglia di povertà per una famiglia di due componenti è rappresentata dalla spesa media mensile […]

L’Italia è cresciuta grazie allo stato imprenditore

Dopo la seconda guerra mondiale e la nascita della Repubblica, i maggiori partiti italiani dell’epoca, la DC e la sinistra facente capo al PCI, si trovarono a decidere insieme quale struttura economica dare al nascente Stato italiano. Vennero rifiutati entrambi i sistemi dominanti dell’epoca, cioè il liberismo statunitense e il collettivismo sovietico; la nuova forma economica che prese vita fu quella dello stato imprenditore. Con questo modello il potere economico statale si trovava a competere con le leggi del mercato, in concorrenza con i privati, con lo scopo di incoraggiare, anche con l’ausilio privato, l’economia del paese. Questo è il sistema della cosiddetta “terza via”, che aiuterà l’Italia a crescere dal dopoguerra in avanti. Alla base dello stato imprenditore vi era l’IRI, nato nel 1933 come ente di “salvataggio”, che dopo il 1948 divenne il vero e proprio regolatore dei rapporti statali nel mondo industriale ed economico. Dagli anni cinquanta in poi fu il vero strumento di ammodernamento del paese; il suo campo d’azione era vastissimo e comprendeva: acciaierie, autostrade, telecomunicazioni, settore finanziario, settore alimentare, trasporti, ecc. Sostanzialmente l’IRI fu una delle strutture produttive nazionali complesse, capace di misurarsi e competere con i settori di alta tecnologia e alta produttività sorti nel resto d’Europa. Un altro ente importante per comprendere al meglio la presenza dello stato nell’economia era l’ENI, impegnato nel settore degli idrocarburi. Esso gestiva le partecipazioni statali nel settore dell’industria petrolifera e nei settori della petrolchimica, e fu all’avanguardia nella ricerca, lo sfruttamento e il trasporto degli idrocarburi. […]

Goldman, JP Morgan e i miliardari finanziano il matrimonio gay

tratto da: COBRAF.COM Goldman Sachs e JP Morgan oggi lodano la decisione della Corte Suprema USA (1), che ha cancellato la legge, approvata tramite referendum popolare in California, che dichiarava il matrimonio un unione tra uomo e donna. Queste banche emettono comunicati su tutte le questioni politiche importanti ? No, affatto, in genere anzi stanno attente a non schierarsi… I fondi hedge più importanti di New York hanno finanziato direttamente le campagne per far cancellare questa legge sul matrimonio e hanno finanziato con milioni i politici che si dichiarassero pro-gay. A New York in pratica il matrimonio e adozioni gay sono passati grazie ai milioni di dollari pompati da tre trader di mega hedge funds (Paul Singer, Dan Loeb e Cliff Asness) (2), i quali hanno letteralmente comprato i politici che ancora avevano dubbi. Inoltre diversi miliardari da Jeff Bezos di Amazon a Bill Gates hanno donato

Vita da consumatore

La vita è un viaggio breve – scrisse Freeman -. Come puoi essere sicuro di averla riempita con il maggior divertimento possibile? Pernso non c’è niente di piu consumistico, egoistico ed infantile di una concezione tale della vita. Una frustrazione continua fino all’ultimo respiro…..  

Minimo comune denominatore : E’ tutto un magna magna.

Anni 90 E’ tutto un magna magna + l’imprenditore privato fatto da solo = Berlusconi Anni 2000 E’ tutto un magna magna + Roma ladrona = Bossi 2013 E’ tutto un magna magna + Gente nuova al governo = Grillo.   Minimo comune denominatore : E’ tutto un magna magna.   E’ incredibile come, dopo che la prima repubblica era finita al grido di “E’ tutto un magna magna”, per oltre 20 anni chiunque abbia cavalcato lo stesso cavallo sia pur brandendo spade diverse abbia avuto il consenso di grandi fette della popolazione e sia arrivato al governo. Questa e’ la democrazia. Servono altre dimostrazioni per dire che la democrazia e’ dannosa e bisogna avviarsi sulla strada di nuovi metodi di governo? La de-ideologizzazione di massa è stata sbandierata come un avanzamento della civiltà fin dagli anni ottanta, in contemporanea con la leggenda del villaggio globale prossimo venturo, a sostegno dell’affermazione dell’ideologia di legittimazione neocapitalista (mercato e liberaldemocrazia) Non sarebbe forse ora di rendersi conto che e’ proprio il liberismo assoluto – economico e sociale – che permette ai piu’ potenti di fare quello che vogliono grazie all’investitura democratica? Forse sarebbe ora di inizia a considerare nuovi sistemi di governo partendo magari dall’esaminare come possano essere applicati metodi gia’ sperimentati e che si rivelano funzionali da MILLENNI tanto e’ vero che chi li adotta e’ ancora li nonostante rivoluzioni copernichiane e francesi. Ad esempio il metodo di governo

Integrazione di un genio
Società consumistica

II valore più caratteristico della società dei consumi, anzi il suo valore supremo rispetto al quale tutti gli altri sono chiamati a giustificare il proprio merito, è una vita felice; anzi, la società dei consumi è forse l’unica società della storia umana che prometta la felicità nella vita terrena, la felicità qui e ora e in ogni successivo “ora”: felicità istantanea e perpetua. Nella società dei consumi l’infelicità è un reato punibile o, nel migliore dei casi, una peccaminosa perversione che squalifica chi la professa dall’appartenere a pieno titolo alla società. Il consumismo, oltre a essere un’economia dell’eccesso e dello spreco, è anche un’economia dell’illusione. Esso fa leva sulla irrazionalità dei consumatori, non sulle loro previsioni informate e disincantate; punta a suscitare emozioni consumistiche, non a sviluppare la ragione. Il contesto esistenziale che ha finito per diventare noto come “società dei consumi” si distingue per il fatto che ridefinisce le relazioni interumane a modello e somiglianza delle relazioni tra i consumatori e gli oggetti di consumo. Nuovi bisogni richiedono nuove merci; nuove merci richiedono nuovi bisogni e desideri; l’avvento del consumismo inaugura l’era dell’”obsolescenza programmata” dei beni offerti sul mercato e segnala la spettacolare ascesa dell’industria dello smaltimento dei rifiuti. L’economia consumistica prospera sul ricambio delle merci e si pensa che quanto più denaro passa di mano, tanto più essa vada a gonfie vele; e ogni volta che il denaro passa di mano alcuni beni di consumo sono inviati alla discarica. Di conseguenza, in una società di consumatori la ricerca […]

Le donne sono essenziali alla democrazia

Le donne, e’ risaputo, hanno una particolare sensibilita’ rispetto agli uomini. La loro capacita’ di percepire messaggi empatici si e’ sviluppata da quando il genere umano esiste sulla terra ed ha permesso il mantenimento della specie. La donna per far crescere i proprio figli doveva essere in grado di capire i loro bisogni, le loro necessita e le loro emozioni anche quando i figli erano talmente piccoli da non saper comunicare in altro modo. L’uomo, antropologicamente, aveva il compito della difesa del nucleo familiare e del procacciamento del cibo ed aveva altre cose a cui stare attento per cui (al massimo) poteva essere richiamato dal pianto. Questa capacita’ della donna, nel corso dei millenni si e’ consolidata e sviluppata andando a formare una delle differenze piu’ arcaiche tra l’uomo e la donna. E’ riconosciuto da entrambi che le donne si affidano molto di piu alle sensazioni e gli uomini alla fredda logica. Questo si fa spesso evidente nele modalita’ di prendere una decisione o di fare una scelta: le motivazioni di una scelta sono molto diverse. Questa banale considerazione risulta essere molto importante se la correliamo nell’ambito della democrazia. In democrazia anche le scelte per chi governera’, spesso (quando gli elettori non sono fervidi sostenitori di un partito) sono guidate dalle stesse motivazioni: una piu legata alle sensazioni e una legata al freddo ragionamento (spesso pregiudizioso e quindi difficilmente mutabile, al contrario delle sensazioni che possono cambiare a seconda dello stato d’animo, di una musica toccante o di un’immagine ammaliante). Se pensiamo quindi a come le sensazioni siano piu’ facilmente […]

distruggere le civiltà

tratto da: “www.stampalibera.com“ […] Il diabolico gioco della globalizzazione e’ quello di distruggere le civiltà attraverso un forte processo di integrazione razziale. La società americana ne è l’esempio più sconfortante. Una forzata integrazione razziale ha portato all’isolamento culturale e sociale dell’individuo non più rappresentato da una coesa e identitaria società antica di appartenenza, ma da una società apparentemente multirazziale in realtà governata da una razza “superiore” la razza detentrice del potere economico e di conseguenza politico. Può sembrare un discorso generico e logico, in realtà e una considerazione dalla quale non si può prescindere. Oggi ogni popolo che si è fatto permeare dalla globalizzazione, è caduto preda di un potere finanziario globalista che lo ha letteralmente soggiogato ed indotto a comportamenti controproducenti per la sua stessa vita. All’uopo sono stati creati per lui dei nemici inesistenti, come gli islamici e i cattolici. E’ bastato ad esempio ai dominanti organizzare un bell’attentato, in seguito al quale, invocando pieni e più forti poteri, ridurre la basilari libertà dell’individuo. “Mogli e buoi dei paesi tuoi” è un proverbio che dovrebbe essere riconsiderato nella grande saggezza che contiene. Infatti, dopo aver analizzato tanti casi, ho scoperto che se in una coppia non vi è un forte legame di appartenenza ad un modello sociale, culturale, comportamentale, ben condiviso, i casi di separazione aumentano enormemente. La dissoluzione della prima cellula sociale, la famiglia, è dunque l’obiettivo dei dominanti. In quest’ottica si comprende la ostentazione dell’omosessualità e della vita da singoli, promuovendo edonismo, libertarismo sessuale esasperato ed […]

Democrazia in musica e a teatro

La maggior parte delle persone ritiene che le canzonette non trasmettano la cultura di un popolo e non abbiano avuto parte nell’imperialismo culturale americano che abbiamo subito. Vorrei ricordare a questi come una piccola e sconosciuta isola come la Giamaica sia riuscita a diventare famosa nel mondo e ad avere milioni di seguaci, di pellegrini e di adepti grazie a BOB MARLEY che ha portato – tra l’altro – la cultura della marijuana a diffondersi nel mondo

Le vere armi di distruzione di massa

tratto da: comedonchisciotte.it “Perché io dico poveri noi? Perché voi, il pubblico, ed altri sessantadue milioni di Americani, ascoltate me in quest’istante. Perché meno del 3% di voialtri legge libri, capito? Perché meno del 15% di voi legge giornali o riviste. Perché l’unica verità che conoscete è quella che ricevete alla tv. Attualmente, c’è da noi un’intera generazione che non ha mai saputo niente che non fosse trasmesso alla tv. La tv è la loro Bibbia, la suprema rivelazione! La tv può creare o distruggere presidenti, papi, primi ministri. La tv è la più spaventosa, maledettissima forza di questo mondo senza Dio. E poveri noi se cadesse nelle mani degli uomini sbagliati. […] Perché questa società è ora nella mani della CCA, la Communication Corporation of America […]. E quando una tra le più grandi corporazioni del mondo controlla la più efficiente macchina per una propaganda fasulla e vuota, in questo mondo senza Dio, io non so quali altre cazzate verranno spacciate per verità, qui! Quindi ascoltatemi. Ascoltatemi! La televisione non è la verità! La televisione è un maledetto parco di divertimenti, la televisione è un circo, un carnevale, una troupe viaggiante di acrobati, cantastorie, ballerini, cantanti, giocolieri, fenomeni da baraccone, domatori di leoni, giocatori di calcio! Ammazzare la noia è il nostro solo mestiere. Quindi, se volete la verità andate da Dio, andate dal vostro guru. Andate dentro voi stessi, amici, perché quello è l’unico posto dove troverete mai la verità vera! Sapete, da noi non potrete mai ottenere […]

Google e la Pornografia strisciante 2

Cari amici (mi riferisco a quei 25.000 che hanno scaricato il mio componente aggiuntivo di cui al precedente post), GOOGLE ha sospeso l’account che permetteva di utilizzare direttamente il filtro anti pornografia da me inserito nel componente spiegato nel post precedente. Dopo che lo stesso era stato installato da OLTRE 25.000 utenti di Firefox, il motore di ricerca piu’ conosciuto al mondo ha bloccato “a monte” l’utilizzo dell’opzione che permetteva di escludere dalla lista delle ricerche i siti pornografici rendendo molto piu’ affidabili le ricerche effettuate. Come potranno verificare coloro che lo avevano installato, effettuando una ricerca con il componente che prima funzionava alla perfezione, il messaggio che appare e’ questo: Ma perche’ Google ha impedito di continuare ad usare quel componente a coloro che lo avevano liberamente installato e lo ritenevano utile? Perche’ Google non agevola la diffusione del filtro antipornografia? Appare sempre piu’ difficile pensare che l’ipotesi formulata nel post precedente fosse campata per aria. Certo, sicuramente ci saranno altri motivi ma non riesco a trovarne molti e Google si rifiuta di spiegare le motivazioni della chiusura dell’account, nonostante abbia presentato un ricorso attraverso la possibilita’ che Google mette a disposizione di coloro che vedono chiuso il loro account, la risposta e’ stata una email standard nella quale riferiscono che non sono tenuti a spiegare le motivazioni. Una risposta del genere aumenta la tendenza a pensare che quanto pensato riguardo google e la pornografia potrebbe non essere sbagliato del tutto. Come potete notare sto usando il condizionale in […]

Google e la pornografia strisciante

La Pornografia strisciante e’ in continua crescita e per continuare la sua crescita ha bisogno di metodi subdoli che catturino sempre nuovi adepti portandoli a pensare alla pornografia anche quando questi sono presi in altre attivita’ quali il proprio lavoro, le ricerche, la scuola. Gran parte delle attivita’ che utilizzano internet sono veicolate da Google in quanto – dalla massaia a cui serve una ricetta fino al professionista che ricerca una normativa, passando per lo scolaro che deve fare la ricerca si geografia – tutti passano attraverso il motore di ricerca piu’ efficiente al mondo che e’ in grado di scandagliare in un millisecondo tutti i siti internet mondiali e restituire una lista di risultati di quelle pagine che contengono la parola digitata nella barra di ricerca. Come sara’ capitato a molte persone, durante alcune di queste ricerche che, nonostante siano fatte per motivi che niente hanno a che vedere con il sesso, la lista dei risultati inseriti include siti pornografici (o simili) che non hanno una diretta attinenza con la ricerca che si vuole effettuare ma contengono nelle loro pagine i termini che sono stati ricercati. Non  e’ difficile imbattersi in signorine ammiccanti e promettenti pronte per ogni occasione. Ecco cosi’ che anche l’impiegato piu’ solerte o il bambino che deve fare una ricerca di geografia sulla Romania o di geometria sul seno, possono essere indotti a considerare l’ipotesi di fare un click su quel sito al quale studiosi di marketing hanno dedicato i loro sforzi per renderlo attraente […]

Ancora su Disney

Il Re Leone, regia di Roger Allers, Rob Minkoff In questo film per bambini è nascosto uno dei primi piani più erotici e conturbanti della storia del cinema. Lo sguardo di Nala sdraiata per terra verso Simba che le sta sopra, gli occhi semisocchiusi dal desiderio, a richiamare il momento dell’orgasmo, è un richiamo sessuale fortissimo che mai e poi mai ci si aspetterebbe da un cartone destinato all’infanzia (messaggi subliminali a parte). Qual’è la motivazione ad inserire questi messaggi in cartoni destinati ad un pubblico nel quale le pulsioni sessuali non sono ancora comparse? Pensare che sia casuale è ingenuo, forse la motivazione principale è che i cartoni animati NON sono diretti verso i bambini ma verso coloro che pagano il biglietto e portano i bambini al cinema i quali saranno molto meno restii a soddisfare le richieste dei loro piccoli indotte dalla campagna pubblicitaria del film.    

La lega e gli antilega

Uno degli effetti della democrazia e’ quello di voler per forza far presa sulle masse. Se queste non sono piu attratte da ideali di altro tipo, e’ molto piu’ semplice raccogliere consensi facendo leva sul campanilismo (tipico italiano) aggiungendoci luoghi comuni e demagogie varie. ecco che si forma “la lega” e di conseguenza i movimenti antagonisti. Non e’ difficile immaginare dove – con il tempo – possano arrivare queste esasperazioni D’altra parte o si è democratici e quindi populisti o si è antipopulisti e quindi dittatori. L’equazione non ha altre variabili semplici anche se i fautori della democrazia (anzi, i radical chic) sosterranno che gli elettori non voteranno per coloro che condividono bensì per quelli che avranno un più elevato pensiero (vale a dire, si faranno rimbambire da altri)

Come bloccare l’evoluzione di una societa’

Qualcuno di noi impara dagli errori degli altri; il resto di noi deve limitarsi ad essere gli altri. C’è un modo molto semplice per bloccare l’evoluzione di una societa’ e consiste nell’evitare che l’esperienza si trasmetta da una generazione all’altra. Uno dei fattori che ha determinato l’esponenzialita’ della velocita’ di sviluppo sociale e delle conoscenze, consiste nel poter trasmettere ad altri le informazioni. Quanto più velocemente e numerosamente queste si diffondono, tanto più veloce sarà l’evoluzione della società. Iniziando dalla stampa di Gutemberg, le informazioni e le conoscenze si sono diffusi sempre piu’ velocemente e le generazioni successive – leggendo libri – hanno potuto disporre in partenza di cio’ che una vita di ricerche aveva portato a conoscere. In questo modo lo sviluppo e’ diventato sempre piu’ veloce. All’interno di una societa’ anche i costumi, le abitudini, le tradizioni permettono uno sviluppo che con il passare delle generazioni si affina e si perfeziona permettendo di tramettere valori alle generazioni successive che sono la base della societa’ futura. Nel momento in cui una generazione deve ricominciare da capo le esperienze proprie, probabilmente si trovera’ a ripercorrere le esperienze gia’ vissute ed in molti casi a ripetere gli stessi errori. Ma se una generazione potesse utilizzare come base di partenza il punto di arrivo di una generazione precedente, ci sarebbe uno sviluppo ulteriore senza perdite di tempo. Putroppo il consumismo e, per certi versi, la democrazia hanno come effetto collaterale quello di evitare che avvenga la trasmissione delle esperienze alle generazioni successive […]

La horror TV ed i polli

  Non siamo molto diversi dai polli che – davanti ad un girarrosto – guardano i propri simili arrostire. Ormai gran parte dei film che guardiamo (e che vengono distribuiti) cosi come i nostri notiziari , sono entrambi quasi sempre ben farciti di scene atroci spesso dettagliatissime riguardanti gli esseri umani, e sono proprio quelle scene e quei film che attraggono il pubblico cioe’ noi. Senza rendercene nemmeno conto, ci propinano morti al rallentatore con esaltazione della sofferenza, del sangue, urla e quant’altro possa impressionare per attrarre spettatori ipnotizzandoli e rendendoli dipendenti da questo tipo di film, dal sangue ed dall’adrenalina che provocano la suspance e la paura. Allo stesso modo di come rende dipendente un maniaco omicida che prova lo stesso tipo di suspance adrenalinica ma la prova solo vivendo dal vivo quella sensazione. Poco importa se tra 60 milioni di persone lo 0,001% di esse fara’ un pensierino su quanto dovrebbe essere eccitante provare dal vivo una sensazioni cosi’ forte. Non importa….. che lo 0,001% ammonti a 600 persone. Non importa che film (ma anche telegiornali) trasmessi a livello mondiale contino miliardi di spettatori e che applicando la stessa percentuale si creino migliaia di potenziali maniaci. Non importa, non vogliamo mica privare il pubblico del sublime piacere di vedere un film dell’orrore anche se questo costi abitudine alla morte ed alla sofferenza e se in percentuali infinitesimali provochi la nascita di maniaci Non possiamo lasciare che il pubblico non sia aggiornato dai notiziari e quindi chissenefrega dei maniaci. […]

I 13 comandamenti del consumismo

La religione ha fornito all’uomo per millenni le chiavi di interpretazione della vita e di tutti i fatti che la compongono. Stabilisce qual’è il male e il bene, quando devi mangiare e quando no, se sei buono o se sei cattivo. Da alcuni decenni, la religione non è più l’unica ad assumersi tali ruoli anzi, più passa il tempo e più aumentano coloro che, non solo non la seguono, ma si ostinano a sbandierare il loro ateismo/laicismo – diventando in questo modo niente altro che integralisti laici ed abbracciando inconsapevolmente la nuova religione: il consumismo. Il consumismo originariamente era un modello economico e nessuno poteva immaginarne il successo e quanto gli ideali consumistici si sarebbero radicati nelle popolazioni arrivando ad essere considerato indice di sviluppo. Ormai questo concetto economico si applica a tutto inclusi i sentimenti, le istituzioni, la politica… a guardar bene ci si accorge che i centri commerciali sono i nuovi luoghi dove recarsi le domeniche nel rispetto del nuovo “ricordati di santificare le feste“. I centri commerciali rappresentano concretamente Le nuove cattedrali della nuova religione nelle quali si va per applicare/eseguire quello che i nuovi predicatori (la pubblicita’) ci consigliano di fare per una vita migliore. Gli adepti tornano quindi a casa, stressati ma con la soddisfazione interiore di aver concretizzato il motivo per cui lavorano tutta la settimana e con la coscienza a posto per aver soddisfatto una parte dei bisogni indotti la cui non soddisfazione crea sensi di colpa che vanno poi “confessati”. Esattamente la […]

L’orchestra della stampa

   

Papa Luciani, Papa Wojtyla ed il muro di Berlino
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Le manifestazioni celebrative per la caduta del muro di Berlino mi hanno riportato alla mente le considerazioni che ho fatto tante volte in passato ed ultimamente guardando un programma televisivo, ondato in onda durante la programmazione televisiva “estiva mattutina“, che ha riproposto la storia riguardante la misteriosa morte di Giovanni Paolo I (Papa Luciani), avvenuta dopo 33 giorni dalla sua nomina quando venne trovato morto nella sua stanza. Ecco, il modo in cui in questi 30 anni è stato mediaticamente gestito il fatto, è uno splendido esempio di direzionamento mediatico, cioè di come i mass-media, se orchestrati nella giusta maniera, possono uni-direzionare totalmente le menti delle persone, rendendole incapaci di effettuare il  minimo ragionamento. In questo caso è bastato evitare di prospettare il terreno storico su cui si fondava il fatto fornendo al tempo stesso demagogiche spiegazioni dello stesso e così il pifferaio magico è riuscito ad allineare le menti di tutti. Fedele a questa tecnica, anche questa volta il programma tv ha ripetuto in maniera  uguale alle precedenti sia i fatti sia le ipotesi che ne derivano e, di conseguenza, giunge alle stesse (limitate) conclusioni. Un ragionamento semplice e scontato che normalmente – in ogni caso di morte sospetta – nasce spontaneo ed immediato e’ quello che parte dal “cui prodest?“; in questa direzione, i primi indagati sono gli eredi, i successori o coloro che ne traggono vantaggi. Nei casi di morte di un Sovrano, colui che gli succede è il primo indagato e la storia ci insegna che spesso lo è giustamente.   La morte di Papa Luciani   La morte di Papa Luciani chiuse in maniera misteriosa uno dei […]

destabilizzazione

Chissà quale nome ha in codice e quale colore ha dato la Cia alla “rivoluzione” iraniana. In Georgia, per cacciare via Sevardnadze e mettere al suo posto Saakasvile assai più servile dell’ orgoglioso ex Ministro agli Esteri di Gorbaciov, si diede vita ad una operazione denominata “Rivoluzione delle Rose”. In Ucraina l’operazione Cia si chiamò “rivoluzione arancione” e si vedevano in tv enormi attendamenti di colore arancione, abitate da dimostranti vistiti di arancione, che agitavano stendardi arancione. Qui come in Georgia la ciambella riuscì con il buco ed il candidato filooccidentale ottenne la ripetizione delle elezioni e la vittoria. C’è stata una rivoluzione dei “tulipani” in Kirghizistan anche questa coronata dal successo del filooccidentale che poi si è installato al potere con il novanta per cento dei voti (non controllato da nessuno). Qualche ciambella però è venuta senza buco come in Birmania dove sono stati inquadrati e mobilitati i monaci buddisti contro il regime che non permette penetrazione degli interessi americani. Abbiamo anche avuto la recita dello stesso copione in Bielorussia con la rivoluzione dei “Jeans” ed in Mongolia, in Serbia, dappertutto gli americani ed i loro alleati hanno ritenuto di dover destabilizzare governi e nazioni considerati se non veri e propri stati-canaglia perlomeno non funzionali al loro dominio imperiale. In occasione delle Olimpiadi fu intensissima la mobilitazione dei seguaci del DalaiLama per avvelenare alla Cina il successo internazionale e destabilizzare il Tibet teatro di pogrom di monaci armati dalla Cia contro i civili cinesi. Esistono teorie e manuali su questa strategia adottata dagli Usa in alternativa ai bombardamenti ed alle occupazioni militari che a volte risultano troppo costosi. Teorici […]

Lottizzazione RAI

Uno dei migliori esempi al mondo di liberta’ di informazione unita all’accesso alla televisione pubblica, lo aveva l’Italia con la RAI. Si proprio la RAI, che forniva a gran parte dei rappresentanti dell’elettorato (anche se non a tutti) la possibilita’ di gestire un canale, una testata giornalistica e quant’altro. Questo e’ durato fino a che i cambiamenti derivati dalla rivoluzione di mani pulite (utilizzata come il cavallo di troia per l’introduzione di tutte le altre baggianate liberist-anglosassoni), non ne riformasse l’organizzazione e quindi il funzionamento trovando come al solito “lo slogan” per il popolo bue, quello slogan che ripetuto ossesionantemente creava il pensiero gia’ formato. Quella volta lo slogan fu: LOTTIZZAZIONE Fino all’introduzione del bipolarismo, la RAI era suddivisa in maniera che i democristiani avessero un canale, come i socialisti e come i comunisti. Dopo mani pulite ed il bipolarismo, il vincitore delle elezioni attraverso le nomine di cda e commisioni di controllo, si e’ impadronito di tutti e tre i canali RAI decidendo a suo piacere a chi dare spazio e dove. Mi chiedo: Ma era veramente cosi’ dannoso dividere la televisione pubblica (che si chiama cosi perche creata con i soldi pubblici), in maniera che rappresentasse tutti e non solo il vincitore? Sarebbe veramente cosi dannoso per la democrazia se il canale principale venisse gestito dal partito di governo, il canale secondario dal partito dell’opposizione ed il terzo canale suddiviso tra le rimanenti forze minoritarie incluse quelle che non raggiungono il quorum ed avrebbe magari modo di far sapere che esistono? Vade […]

La donna SMAMMATA
no figli

La nuova religione del consumismo, nell’esecuzione del suo ampio programma, sta anche cercando di portare la societa’ verso l’individualismo. Il consumismo e l’individualismo hanno influenzato fortemente anche la donna cambiandone il ruolo affinche sia più utile agli obiettivi consumistici. Per renderci meglio conto di questo basta osservare come le privazioni di beni o divertimenti necessari per allevare un figlio – che una volta non erano così ben viste dai mariti – oggi sono totalmente condivise dalla gran parte delle donne giovani. Se alcuni anni fa gli uomini che non volevano figli erano piu numerosi delle donne che non volevano averne, oggi le statistiche ci dicono che sono cresciuti gli uomini che non vogliono figli ma le donne sono cresciute ancora di più. La forte diminuzione o addirittura la totale sparizione del desiderio di essere mamma – che la natura ha provveduto a radicare profondamente negli istinti più arcaici, e che ha permesso la vita umana perpetua –  è il normale effetto del decennale bombardamento effettuato dalla societa’ consumistica, che riduce tutto a vivere l’attimo e bruciare qualsiasi cosa possiedi. Un ragionamento che alla lunga – dopo decenni di martellante tambureggiare mediatico – fa un lavaggio del cervello talmente profondo da arrivare all’inconscio e ledere le parti piu arcaiche del cervello, quelle adibite al mantenimento della specie. Un figlio, oggi viene sempre presentato dai mass media come una limitazione delle possibilita’ di divertimento, un aumento dei costi di vita ed un sintomo di invecchiamento con tanto di perdita della silouette ed un aumento delle responsabilita’ […]

RAI news 24

RAI News24

il baco della democrazia

La distribuzione dell’intelligenza nella popolazione segue l’andamento a campana tipico della distribuzione quindi dire qualcosa di molto intelligente significa che in pochi sapranno capire quello che hai detto ed il suo valore effettivo. Ergo: Dire una cosa approvata da tutti e sulla quale tutti sono d’accordo, significa che molto probabilmente stai dicendo una banalità o una cosa sciocca. Dire una cosa stupida o banale significa che sarà compresa da tutti e condivisa da tutti gli stupidi che continueranno a ripeterla fra loro e a propagandarla. Ecco il segreto per avere consensi, ecco il baco della democrazia sopratutto quella mass mediatica veicolata da Giornali, televisione e quant’altro. Ne è una dimostrazione, l’incessante tambureggiare del pessimismo nei media, un virus che si autoriproduce e moltiplica le sue contaminazioni «Ecco, secondo me, come nascono le dittature. Esse hanno due madri: una è l’oligarchia quando degenera, per le lotte interne, in satrapia. L’altra è la democrazia quando, per sete di libertà e per l’inettitudine dei suoi capi, precipita nella corruzione e nella paralisi. Allora la gente si separa da coloro cui fa la colpa di averla condotta a tale disastro e si prepara a rinnegarla prima coi sarcasmi, poi con la violenza che della dittatura è pronuba e levatrice. Così la democrazia muore: per abuso di se stessa. E prima che nel sangue nel ridicolo.» Platone, La Repubblica