La Crescita? Una cosa da bambini
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La Crescita? È UNA COSA DA BAMBINI ….. Molti ben ricorderanno quando da bambini non si vedeva l’ora di crescere,e l’aspettativa era che crescendo tutti i problemi sarebbero risolti miracolosamente e si sarebbero potute fare cose prima impossibili. La crescita era uno degli obiettivi primari che in alcuni casi arrivava ad ossessionare l’esistenza, ad esempio di coloro che non crescevano in altezza. Quante volte ci ritrovavano a misurare la nostra altezza, e confrontarla con quella dei compagni di classe, creando classifiche da utilizzare in ogni ambito. E quanto ci sentivamo grandi quando eravamo più alti di un amico che aveva un anno in più!! Il miglior complimento che ci potevano fare parenti e amici, era quello di dirci “ma quanto sei cresciuto…. Come sei diventato grande….”. Eravamo disposti a mangiare qualunque cosa “perché fa crescere”. Volevamo che il tempo trascorresse più velocemente, impazienti di essere sempre più grandi e di crescere. Poi ad una certa età – chi prima chi dopo – ci si accorge di non crescere più: nonostante il tempo continui a passare, i vestiti ci vanno ancora bene. (*) Da quel momento, più passa il tempo e più ci si accorge di iniziare a spaventarsi della velocità con cui questo passa. Passiamo dal misurarci l’altezza sperando di avere un cm in più, a misurare il peso sperando di avere un kg in meno. Presto ci accorgemmo di quanto eravamo idioti quando non vedevamo l’ora che il tempo passasse per crescere e raggiungere quel traguardo, del tutto misterioso […]

La pirateria quale punto d’incontro tra comunismo e capitalismo

La pirateria (intesa come violazione dei diritti d’autore) è il migliore – forse l’unico – punto d’incontro tra COMUNISMO e CAPITALISMO all’insegna del CONSUMISMO.   Da questa ipotesi posso trarsi numerose conclusioni, la maggior parte delle quali confermano l’ipotesi stessa. Sembra capiti molto spesso che la pirateria venga vissuta come un atto di giustizia sociale e potrebbe anche essere così. Per quanto il comunismo ortodosso possa ripudiare il consumismo e la proprietà privata, difficilmente riesce a non farsi contagiare dalla voglia di avere, che si respira ormai nell’aria. Per tener fede alle sue convinzioni, e per soddisfare al tempo stesso i bisogni indotti di cose superflue, capita frequentemente che il pensiero comunista si ritrova a condividere il pensiero di colui che diventa un pirata o compra cose piratate (che forse è ancora peggio perchè manca totalmente di creatività) giustificando tale pensiero come conseguenza dei bisogni indotti dal consumismo e dalla pubblicità. La pirateria – attiva o passiva – è un pensiero diffuso, e forse lo è molto più in Italia che in altri paesi. Forse fa un po’ della nostra filosofia, quella filosofia tipicamente italiana definita come l’arte di arrangiarsi. Forse c’è proprio una molla che scatta nella gente e cheporta a giustificare i mezzi che raggiungono il fine? Cosa pensare di quei casi di persone integerrime e rispettose maniacamente delle leggi e che non riescono a trattenersi dal violare le leggi sul copyright? E se ci fosse qualcosa di più? Credo che molti sappiano che sono proprio le case madri […]