Consolati RAZZISTI
san-gallo4

Quale sarà la prossima trovata “Antistato” camuffata da politically correct? E facile prevedere che cavalcherà l’onda della fobia razzista RIPUDIANDO  il “Prima gli italiani” per poi scivolare velocemente verso l’accusa di “razzismo” e immediatamente dopo a quella di “fascismo” secondo un processo ormai applicato a chiunque sia orgoglioso del tricolore o anche della pasta alla carbonara. A pensarci bene, potrebbe essere da aspettarci un atteggiamento destabilizzante SFASCISTA nei confronti di un settore e di una categoria che, a intervalli di tempo ben precisi, viene utilizzata per facili consensi: Gli italiani all’estero ed i diplomatici. Nel rispetto del politically correct, viene da chiedersi per quale motivo nei consolati italiani all’estero siano adottati comportamenti RAZZISTI e DISCRIMINANTI come quelli che prevedono un diverso accesso e quindi SEPARATE file per l’accesso per i nostri connazionali e per gli stranieri (quelle per stranieri quasi sempre lunghissime) . Non bisognerebbe forse fare una fila unica come al check-in dei moderni aeroporti? O forse i nostri connazionali pretendono di avere la precedenza nel momento che entrano in un consolato d’Italia? Ma, volendo sviscerare a fondo la questione, non possiamo non considerare che i consolati italiani sono uffici aperti solo ed esclusivamente per offrire servizi ed aiuti ai cittadini italiani e sono pertanto da ritenersi, secondo un’interpretazine che va per la maggiore, velatamente razzisti. Quindi, con pieno RIPUDIO del “PRIMA GLI ITALIANI” e all’insegna del “SIAMO CITTADINI DEL MONDO” e senza tralasciare i costi mostruosi sostenuti per il mantenimento dei consolati e dell’assistenza agli italiani all’estero, I […]

Dualismi
3ebn5w
La destabilizzazione by Gabanelli
Gabanelli-Soros-Premio-Terzani-2013-Grillini

IL CARCERE NON PUO’ ESSERE UNA CORSIA PREFERENZIALE PER TROVARE LAVORO. Quello che potremmo definire il sistema “report” è veramente pericoloso. La pericolosità della trasmissione viene ancora una volta rappresentata dalla signora gabanelli all’interno della rubrica che sul corriere della sera, è gestita da quella stessa signora che qualcuno – evidentemente ammanicato con quegli stessi poteri forti che hanno portato al governo un ex CABARETTISTA assoldato da una oscura società commerciale – aveva provato a portare alla presidenza della repubblica [Link1 – link2 – link3]. Stranamente, la quasi totalità dei media sempre pronti a dare addosso alle reti pubbliche, nel caso di report “non osano” permettersi di parlar male o criticare o dubitare della trasmissione e della sua oscura manipolatrice che ogni settimana affronta un argomento – sembrerebbe a caso, senza legame con i precedenti – con l’unico scopo di fare scalpore. Spesso ci riesce, utilizzando le tecniche ben messe a punto da programmi come “le iene” e “striscia” , vale da dire: interviste piene di tagli e cuci che prendono delle frasi fuori contesto e le fanno diventare risposte a domande che gli intervistati non avevano mai ricevuto; Oppure quelle affermazioni o generalizzazioni belle piene di “sarebbe, potrebbe, sembrerebbe,….. e condizionali vari che permettono di raccontare ipotesi come se fossero fatti veri; O anche quei dati che non superano mai le verifiche e che difficilmente si riescono a riscontrare; O anche quei montaggi di fotografie o slide che fanno scattare nel nostro cervello le associazioni volute per portare a […]

La cura
piu democrazia

La cura per i mali della democrazia e’ piu’ democrazia. (H.L. Mencken)

democrazia digitale
democrazia-digitale

Con la nuova democrazia digitale stanno di fatto velocizzando le decisioni nel nome del popolo. Rousseau si rivolterebbe nella tomba. Se i SALVINIANI avessero realizzato di poter influenzare fortemente l’esito della consutazione su rousseau, registrandosi sul sito (piattaforma è un’altra cosa) di Rousseau e votando NO, avrebbero cosi stravolto il risultato che oggi viene sbandierato come autorizzativo del ribaltone politico del governo. Era molto semplice ed e’ uno dei bug della democrazia digitale. Rousseau infatti permette a tutti di registrarsi e votare – analogamente ai gazebo pd dive votavano anche i cinesi – e chi ha a disposizione più copie di documenti può registrarsi anche più volte e votare più volte (pensiamo quante copie possono avere i receptionist di un albergo o i cassieri di banca). Un’altra falla di questo sistema sta nell’impossibilità di verificare a posteriori se tutto sia stato registrato correttamente: un ricalcolo delle schede non è mai possibile. Ma attenzione perchè, anche se non possono dirlo, I GESTORI SANNO BENISSIMO COME HA VOTATO OGNI ISCRITTO esattamente come facebook sa tutto di voi e così come google vi manda la pubblicità di ciò che vi interessa. Ma Rousseau in futuro sostituirà il parlamento e la propaganda per presentare la piattaforma di casaleggio e associati come attendibile è già in atto, basta vedere l’esaltazione della “certificazione notarile” o quella di “un tecnico di una società esterna” che garantisce la sicurezza. Queste affermazioni in realtà astruse porteranno gran parte del popolo bue ad inginocchiarsi sempre più verso quanto riportato dalla […]

Democrazia inutile
democraziainutile

La dimostrazione dell’inutilità della democrazia è ancora una volta davanti ai nostri occhi e la scena che si presenta è quella dove alcuni anni fa un comico ed uno sconosciuto rimasto sempre nell’ombra (quindi non accusabile di conflitti d’interesse) fomentano la piazza con il vaffa day e creano un partito ampliando lo stile “Roma ladrona” che aveva avuto molto successo con la lega di bossi. Il popolo bue – eternamente insoddisfatto – abbocca anche questa volta e fa vincere il partito uguale agli altri e che sa dire le stesse cose ma in maniera più stupida, grazie all’ottenimento del consenso dei più stupidi tra gli elettori che – basta guardarsi intorno – sono la maggioranza. A niente servono le rivendicazioni di chi aveva brevettato lo slogan “Roma ladrona” ormai obsoleto come un computer ed il tentativo di modernizzarlo redirezionando in “Bruxelles ladrona”, non attecchisce perché il popolo non sa cosa sia Bruxelles In conclusione: la democrazia è un livellamento verso il basso delle istituzioni governative che sarà facilmente manipolabile da intelligenti persuasori assoldati dalle varie lobby o da paesi stranieri.

democrazia europea

Ma quale democrazia europea?? Nel periodo in cui in Europa le elezioni hanno dimostrato una tendenza del popolo a farsi sentire e non accettare passivamente ogni delibera, guarda caso il presidente del parlamento europeo viene scelti tra i tanti trombati del PD la cui carriera è nata al soldo dell’informazione anglousa. Non esiste peggior modo per ignorare la volontà popolare. C’è da chiedersi chi abbia avuto l’idea e la capacità realizzativa di portare un emerito fallito a capo del parlamento europeo. E a quale scopo? La teoria dell’esercito industriale di riserva di Karl Marx. La «sovrappopolazione relativa di salariati proporzionata all’accumulazione del capitale», ossia unicamente legata alle esigenze dei capitalisti che, qualsiasi sia il livello demografico, hanno convenienza a mantenere una parte dei lavoratori disoccupati per creare una concorrenza al ribasso tra lavoratori. #proletariato

Antistatale

L’ideale antistatale è inculcato strategicamente nelle masse per favorire l’ingresso straniero. Non si spiega altrimenti il concertato e tambureggiante negativismo verso la politica iniettatoci da TG e giornali che in realtà dovrebbero essere manovrabili da politica e stato…… #antistatale  

FAKE DEMOCRAZIA
61438516_2555565614526141_5964024907581882368_n

Se in europa i votanti alle prossime elezioni europee saranno meno del 50% il parlamento europeo DOVREBBE ESSERE ABOLITO nel rispetto dei principi della democrazia e della rappresentatività: significa che la maggioranza non lo vuole altrimenti andrebbe a votare. E SE QUESTE FOSSERO LE ULTIME ELEZIONI EUROPEE? Non volevo andare a votare, pero sto pensando di andarci per poter dire *…. Io c’ero… ” A questo punto dovrei votare per chi in Europa porti avanti gli interessi dell’Italia ed incredibilmente mi accorgo che non ci sono partiti di sinistra che in europa vogliono fare gli interessi dei lavoratori italiani (figuriamoci … portare gli interessi del proletariato a Strasburgo). Mi accorgo cosi che l’idea di Europa è totalmente sterilizzata dal concetto socialista-comunista-proletario. L’idea diffusa di UE è quella di un carrozzone che cura i grandi interessi commerciali e finanziari ma nessuno crede che possa fare gli interessi dei lavoratori. L’UE serve a modellare le economie locali organizzandole a livello continentale e di conseguenza i lavoratori devono spostarsi nei paesi scelti dall’unione. Basta guardare la Romania. L’ideale proletario che metteva il lavoro al centro della vita, nella sinistra attuale è stato sostituito dalla crescita e dal l’europeismo, grazie alla propaganda che negli anni ha gradualmente annacquato il concetto stesso di stato con tambureggianti campagne mediatiche su quanto sia inefficiente e corrotto lo stato italiano (accade anche negli altri stati). La propaganda ha gradualmente sostituito l’ideale della sinistra senza che i sinistroidi (coloro che si credono di sinistra) se ne rendessero conto ed […]

La potenza sociale del consumo
Immagine

La “potenza sociale del consumo” . Il consumo sempre fine a se stesso e conseguente ad un desiderio indotto e drammaticamente distruttivo, dentro a cui esplode il conflitto che ridefinisce la libertà dell’individuo. In questa maniera vengono esauriti non soltanto gli oggetti, le cose, ma anche le affettività, i valori, gli eventi, gli interessi generali, le forme di rappresentanza, le istituzioni….. IL CONSUMISMO E’ ORMAI RADICATO A FONDO Viviamo costantemente immersi in una società consumistica che ci vuole perennemente consumatori, acquirenti, di un numero sempre più crescente di beni, prodotti e servizi.

A 100 anni dal FASCISMO e’ arrivato lo SFASCISMO.
2ovg8n

A 100 anni dal FASCISMO e’ arrivato lo SFASCISMO vale a dire che l’estensione dei principi consumistici ormai profondamente radicati, si espande a qualsiasi altro settore e quindi i principi consumistici arrivano ad influenzare i sentimenti ma anche la politica. La continua voglia di “rottamare”, ben cavalcata dai governanti, è il riflesso della voglia di buttare via che ci ispira la maggior parte degli oggertti E viene usata per ogni cosa, per la campagna elettorale come per squalificare gli avversari, per minacciare chi la pensa diversamente e per impedire paragoni storici e opinioni difformi. Nel secolo del consumismo, i desideri di oggi riempiranno le discariche domani. Oggi, l’accento cade sul consumo non sulla conservazione, e l’acquisto viene fatto non per conservare ma per gettare. L’oggetto che si compra può essere un’automobile, un abito, un gadget; in ogni caso, dopo averlo usato per un po’ ci si stanca di esso e non si vede l’ora di buttare via il «vecchio» per acquistare il modello più recente. Acquisizione − possesso e uso transitori − eliminazione (o, se possibile, scambio vantaggioso del proprio con un modello migliore) − nuova acquisizione, tale è il circolo vizioso dell’acquisto consumistico, e lo slogan dei giorno d’oggi potrebbe suonare: «Il nuovo è bello!». L’unico vero pericolo oggi e’ rappresentato dalla vittoria dello sfascismo che potra’ riaprire ai mercati finanziari una terribile stagione di ignobili speculazioni e al paese un altro passo verso l’abisso e lo spaesamento. Oggi si vuol colpire con l’accusa di fascismo chi lotta per la sovranità politica, […]

E’ democratico votare due volte?
Doppia+cittadinanza

Da un po’ di tempo si parla spesso della cittadinanza e quasi sempre questa viene definita come se fosse una specie di tessera di un club e molti la vorrebbero rilasciata per il semplice fatto di pagare le tasse in Italia o per essere capaci di parlare l’italiano. In realtà la cittadinanza è una cosa ben più profonda e che fornisce – ad esempio – la possibilità di diventare giudice o poliziotto o addirittura Presidente della Repubblica. Quante donne sarebbero felici di veder processare da giudici musulmani i loro molestatori? Quanti sarebbero contenti di rilevare una rigidità esasperata nei controlli alcoolemici se questa venisse applicata da poliziotti dai lineamenti pakistani? Ma c’è un’altra cosa che ha un’importanza estrema e meriterebbe forse di essere recepita nella vita sociale: In Italia e in altri paesi uno dei maggiori diritti legati alla cittadinanza è il diritto di voto. Attualmente chi ha doppia cittadinanza ha diritto di votare nei due paesi dei quali è cittadino e, nel caso siano entrambi europei, può addirittura esprimere due voti per la composizione del parlamento europeo. Dovremmo forse iniziare a chiederci quanto sia corretto votare per più parlamenti o per più presidenti di uno Stato! Quali conseguenze potrebbero scaturire a breve o lungo termine? Una conseguenza dell’aumentare smisurato delle persone che avranno doppia cittadinanza, è quella di aspettarsi che coloro che in un paese votano per un partito, voteranno nell’altro paese per il partito ad esso collegato. Questo con il tempo porterà alla creazione di schieramenti sovranazionali e […]

Pochi bimbi, tanti debiti, meno crescita
C_IljmSXgAA8cZS

La fertilità è un indicatore economico principale? Se lo sono chiesto tre studiosi nel (solito) rapporto per l’americano National Bureau of econonomic research . “Il declino nelle nascite è il precursore di una recessione imminente”. Così è stato nel luglio 1990, marzo 2001 e dicembre 2007. Quello di Dan Hungerman, Kasey Buckles e Steven Lugauer è il primo studio a mostrare che la denatalità precede altri segni di una recessione prima che diventino visibili. “Siamo rimasti sorpresi che nessuno l’avesse notato prima”, ha dichiarato Hungerman. La denatalità ha preceduto il crollo di Bear Stearns e Lehman Brothers. Adesso a indicare un simile rischio è il capo economista della Banca centrale europea, Peter Praet. Ieri, da Madrid, Praet ha detto che la recessione nell’Eurozona sarà influenzata dalle dinamiche demografiche della sua popolazione. Nel 2015 fu il vicepresidente della Bce, il portoghese Vítor Constâncio, ad affermare che “l’Europa sta commettendo un suicidio demografico collettivo”. Un anno dopo, Mario Draghi, dalle montagne di Jackson Hole, al meeting annuale dei banchieri centrali, disse che il crollo delle nascite e l’invecchiamento – assieme all’aumento del debito pubblico – minacciavano l’Europa, generando un effetto a catena maligno di denatalità, indebitamento e bassa crescita. “Entro il 2025 ci saranno 35 persone su cento con 65 anni nei paesi dell’Ocse, contro le 14 nel 1950”, disse Draghi. “Allo stesso tempo, i tassi di debito pubblico sono aumentati in questi paesi dal 56 per cento rispetto al pil nel 2007 a circa l’87 per cento di oggi”. Meno lavoratori, […]

Contro le elezioni
51TV+rapFFL._SX315_BO1,204,203,200_

“L’individualismo e il consumismo hanno minato la capacità di coinvolgimento del cittadino, al punto da raffreddare la sua fede nella democrazia. Oggi, al più, fluttua in un’amara indifferenza e cambia argomento ogni volta che si parla di politica” David Van Reybrouck, Contro le elezioni (Feltrinelli 2015) Contro le elezioni. Perché votare non è più democratico

Centri commerciali contro cinesi

I piccoli commercianti stanno scomparendo uccisi dalla morsa “CENTRI COMMERCIALI e CINESI” che li stritola senza possibilità di scampo. L’orientamento del commercio al dettaglio nell’ultimo decennio, sembrava orientato a questa variabile unica derivante da due filosofie differenti: i centri commerciali e i “negozi cinesi”. I primi vedono il consumatore soggetto passivo il quale con luci, suoni, offerte e aggressività varie, viene convinto a comprare cose inutili a prezzi altissimi. Dall’altra i cinesi che offrono una grandissima quantità di merce senza marchio e senza offerte, dove l’utilizzo o meno del prodotto ( e quindi il bisogno dell’acquisto) proviene solo dall’utilizzo che la fantasia del consumatore immagina. Recentemente la morsa ha aggiunto un altro KILLER dei piccoli commercianti: il commercio online. La globalizzazione a portata di click permette di acquistare la carta igienica dal Giappone, spesso con spedizione gratuita, tanto per fare un esempio. Questo potrebbe essere il fattore che farebbe saltare l’ultimo anello della catena di distribuzione, portando direttamente dal produttore al consumatore con l’unico inserimento del corriere. Sarebbe auspicabile un simile sistema? O avrebbe dei costi sociali talmente alti da far paura? A mio parere sarebbe necessario rieducare il commercio attraverso la tassazione di acquisti sia on line sia nei centri commerciali, per riequiparare una concorrenza evidentemente sleale (per gli esentati dalle imposte) ma sopratutto per prevenire un problema sociale emergente: le relazioni interpersonali reali. Analogamente a quanto i social hanno influenzato i rapporti interpersonali come l’amicizia, c’è da aspettarsi che il commercio online elimini ogni tipo di rapporto personale […]

Democrazia dei consumatori
tesina-di-maturità-il-consumismo

Il consumismo viene inteso come l’incremento di attenzione ed interesse verso l’aumento delle opportunità di consumo (cioè la continua crescita delle opportunità di consumo, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo); quando molte delle caratteristiche dell’esistenza e dello stesso benessere di uno Stato vengono misurate attraverso gli standard di consumo significa che  questa corsa all’acquisizione diventi obiettivo, orientamento-cardine dell’esistenza: ciò avviene nelle società cosiddette occidentali. Viviamo in una società che persegue l’uguaglianza consumistica di tutti i cittadini, uguaglianza in quanto tutti i membri devono godere di uguali standard e opportunità di consumo. E’ un’uguaglianza teorica, di opportunità di accesso, e non di risultati, che cerca di far sì che tutti possano avere un accesso agli standard di consumo; quindi tutti devono avere un’autonomia, una libertà di scelta. Devono essere standard universalmente noti, cioè conosciuti e desiderati dall’intera collettività: si ha l’obiettivo di perseguire forme di sociabilità, di aggregazione connesse alla personificazione dei beni materiali, con questi che assumono una loro identità in relazione alle dinamiche di marca, consentendo alle diverse opportunità di consumo di costituire base per l’aggregazione (brand community), cioè di gruppi che si vanno a consolidare attorno ad un marchio, attorno ad un prodotto. Vi sono sono poi quei beni che assicurano alla persona la piena integrazione in una collettività; cambiano a seconda dei momenti storici, ma costituiscono sempre una meta a cui tendere. Non è il possesso del singolo oggetto che mi fa sentire incluso, ma il possesso, l’accesso ad una pluralità di beni che mi […]

Cercare di lavorare meno è peccato?
lavorare-per-vivere

Siamo abituati a pensare che chi lavora tanto sia una persona di sani principi e da ammirare. Si dice infatti “è un gran lavoratore” per indicare una persona di qualità, con grandi pregi, un bravo padre di famiglia. Ma… Una delle differenze tra destra e sinistra è che una è per i diritti e l’altra per i doveri. Dal mio punto di vista privilegiato mi chiedo cosa sia per me il lavoro: un diritto individuale o un dovere sociale? L’unica cosa di cui sono certo è che il lavoro è encomiabile e, più è brutto più dovrebbe essere lodato. il lavoro è un mezzo per soddisfare i bisogni sopratutto i primari ma non solo. Una volta soddisfatti i bisogni, il lavoro può essere un’assicurazione per il futuro e per la vecchiaia. Soddisfatto questo scopo le motivazioni devono essere altre e di ampissimo raggio ben oltre il proprio individualismo ma quanti hanno la volontà e le capacità? Il lavoro dovrebbe essere il diritto ad assicurarsi la vecchiaia e poi il dovere di farsi da parte. L’aspirazione della società dovrebbe essere quella di diminuire il periodo lavorativo. Ma questo non avviene ed è un’altro discorso. Il lavoro per una gran fetta della società non sarebbe necessario ma lo reclama fortemente. Perché? Per arrivismo o per bisogni sempre maggiori da soddisfare. L’esasperazione dell’importanza del lavoro, quindi, confluisce nel consumismo e forse addirittura lo origina. E questo potrebbe essere dannoso per la società sempre più avida di risorse ed energia e produttrice di immondizia […]

Lezioni di democrazia
sistema-elettorale-1-democrazia-perfetta

È dura dover prendere LEZIONI DI DEMOCRAZIA DALLA ROMANIA, eppure è cosi. Fra due settimane in Romania ci sara un referemdum che chiederà alla popolazione se è d’accordo o meno sui matrimoni omosessuali. Quei matrimoni da noi denominati unioni civili (lasciando subdolamente intendere che le altre unioni sono incivili) IMPOSTI in Italia dal governo Renzi con una legge molto contestata e con una maggioranza trasversale evidentemente contraria. Secondo Renzi la democrazia è del tipo: si fa come dico io e se non siete d’accordo organizzatevi per fare un referendum abrogativo. Il tempo ha fatto pagare a Renzo la sua arroganza ed è stato assecondato nella sua originaria intenzione di rottamare il PD…… Tutto ilOD, lui compreso!! Ma non aveva alternative: gli ordini delle nazioni unite non si discutono e Renzo si è dimostrato un bravo soldatino che però ha pagato caro. In Romania la situazione è diversa, ma molto più democratica e nonostante le pressioni siano le stesse che si sono attivate contemporaneamente anche in Italia e nel mondo intero, in questo paese non hanno ottenuto il loro scopo pur avendo messo in campo le loro migliori tecniche di persuasione. Inizialmente, il progetto di legge venne bocciato per l’attiva movimentazione da parte della chiesa ortodossa (altro che Bergoglio) che raccolse le firme dei fedeli nelle chiese e presentò in parlamento milioni di firme contrarie facendo ritirare il progetto di legge. Ma le organizzazioni straniere hanno continuato la loro azione ed in un momento di debolezza dell’attuale governo PSD lo ha […]

Assicurazione obbligatoria sugli immobili

Se, invece del PONTE DI Genova, la scarsa manutenzione avesse interessato una CENTRALE NUCLEARE dove sarebbe oggi l’Italia e parte dell’Europa? A prescindere dal fatto che una crisi radioattiva avrebbe smantellato l’Italia intera, lo stato non può riuscire per lungo tempo a farsi carico di ricostruire o risarcire case e abitazioni delle vittime di terremoti, alluvioni, di crolli, frane e di quant’altro accada per cause naturali. Come risolvere il problema? Ci sono molti paesi – ad esempio la Romania – dove i proprietari di immobili sono obbligati a stipulare un’assicurazione sull’immobile posseduto, pagando poche decine di euro anno ad un apposito istituto di Stato (del privato non ci si può fidare, scapperebbe con la cassa nel momento più opportuno). l’istituto di Stato si occuperebbe quindi di ricostruire le case degli sfollati o delle vittime e di risarcire i danni, oltretutto senza gravare sul debito pubblico e facendo in maniera che i pagamenti dei premi assicurativi venissero reinvestiti nella società con un beneficio per l’economia del paese. Ci sarebbe inoltre l’ulteriore vantaggio dovuro al fatto che il premio assicurativo da pagare sarebbe graduale al valore della casa e del suo stato di conservazione e costruzione. Quindi, per pagare un premio inferiore, molti sarebbero maggiormente disposti ad effettuare lavori di messa in sicurezza delle case che non rispettano gli standard di costruzione o sono situate in luoghi a rischio elevato.

Meritocrazia
meritocrazia

Democrazia e meritocrazia sono perfettamente compatibili? O hanno delle ampie zone di incompatibilità? Finché il popolo decide quale sia il merito da premiare, entrambe possono coesistere. Nel momento in cui il popolo non è in grado di capire il merito o questo viene travisato, si ha il populismo che spesso si autoproclama meritocratico. Oggi la meritocrazia premia chi ha il merito di non avere alcun merito e questo avviene grazie alla democrazia

Stati Uniti d’Europa
IMPERIALISMO-USA

È il populismo che inquina la democrazia e più aumenta la concentrazione di populismo e più la democrazia diviene tossica. Questo è il limite intrinseco della democrazia, amplificato dall’influenza del consumismo che la fa necessitare di concetti sempre nuovi ma incompatibili. Che fare? Probabilmente ci avviamo verso una guerra civile e i motivi potrebbero essere gli stessi che portarono alla guerra civile americana tra nordisti e sudisti vale a dire il ruolo degli stranieri nella società. Il problema lo hanno avuto gli americani per primi e non solo NON lo hanno risolto ma, come sempre, lo hanno trasmesso agli altri paesi grazie all‘imperialismo culturale. D’altra parte gli USA sono un misto di popoli con solo 300 anni di storia e politiche di standardizzazione umana a causa dell’afflusso da tutti i paesi e quindi della necessità di un pensiero comune che omogeneizzasse la popolazione. Gli USA hanno ragione di esistere in quanto privi di storia e tradizioni che determinano l’evoluzione di una società, ma non devono cercare di distruggere le società che hanno una storia, come ionvece tentano subdolamente di fare per togliersi da dosso la loro evidente inferiorità. Ipotizzare gli stati uniti d’Europa significa cancellare il nostro bagaglio e assoggettarsi agli americani. Per gli USA è normale non distinguere. Per gli italiani lo è un po meno ed anche per gli europei, gli arabi, gli asiatici. Perche, ad esempio, dovrei rinnegare di discendere dai romani le cui opere sono ancora davanti ai miei occhi? Perche dovrei rinunciare a quello che […]

Disinformazione
IMG-20180614-WA0010

L’ultima arma per continuare a manipolare la gente consiste nella creazione dell’etichetta COMPLOTTISTA da affibbiare a chiunque faccia il minimo ragionamento che vada in direzione contraria a quello che i giornali e le TV vogliono farci credere.  I complottisti sono tutti coloro che riescono a guardare la realtà con i loro occhi e sanno immaginare cose che sembrerebbero scontate ma sono ignorate dai mass media e dai formatori di opinione in generale e per questo motivo diventano impossibili. E’ davanti agli occhi di tutti lo stupore per il comportamento di facebook (svelato solo in minima parte) nonostante fosse evidente che la società commerciale con il maggior fatturato al mondo non poteva essere basata sull’utilizzo gratuito dei suoi programmi. Le persone che ragionano con la propria testa sono sempre meno e saranno prossimamente sconfitte dall’introduzione delle norme contro le “Fake News” e quando un termine inglese come per incanto viene immediatamente utilizzato in tutto il mondo, significa che la campagna di propaganda è stata avviata e segue le normali procedure già sperimentate in passato

Lo SPREAD….Aiuto!!!
cropped-15109620_1312081025521424_2933544383009880356_n.jpg

LO SPREAD….. LO SPREAD….. da un po’ di tempo giornali e TV non fanno altro che ripertere che è salito lo spread, spaventanto in questo modo molti dei risparmiatori che, nel dubbio, preferiscono vendere facendo ulteriormente scadere il valore dei titoli italiani. Proviamo a chiederci cosa succederebbe se i mass media presentassero la notizia in questo modo: AUMENTA IL RENDIMENTO DEI TITOLI DI STATO!! Il fatto sarebbe lo stesso, ma l’impatto sulla popolazione di sottoscrittori sarebbe totalmente diverso e molti invece di vendere, comprerebbero “… tanto figurati se l’Italia va fallita…”. In questo modo i buoni del tesori si livellerebbero con quelli che rendono meno riequilibrandosi in maniera del tutto naturale secondo le leggi del mercato. Purtroppo, quello che avviene nella realtà è di mettere tutto in cattiva luce e questo innesca un perverso circolo vizioso. Mi chiedo allora: sarà un a caso che giornali e tv hanno tra i loro azionisti di maggioranza banche e società finanziarie che potrebbero trarre profitto da speculazioni di un certo tipo? E se l’alta finanza padrona dei mezzi di informazione orchestrasse saltuariamente campagne per direzionare i governi dei paesi recalcitranti? Perchè non  dovrei dubitare, mentre vedo che il trattamento riservato alle banche è di tutt’altro tipo? Astraendosi momentaneamente ed osservando che la pubblicità degli istituti di credito è in gran parte basata sul migliore rendimento rispetto quello offerto da conti correnti presso altri istituti. Perchè non rendere noto lo SPREAD dei conti correnti? Perchè se una banca concede un interesse maggiore sui suoi […]

Differenze tra destra e sinistra
Io voglio girare a destra

Nell’attuale quadro politico totalmente prostrato al profitto e al liberismo, nel quale risulta difficile se non impossibile stabilire chi abbia il diritto di definirsi “destra” e chi “sinistra”, un argomento riesce (sembra) a tenere abbastanza le posizioni dei due estremi abbastanza distanti da non sovrapporsi. Sembra che sia proprio la questione del cosiddetto “gender” o “transgender” a rivelare l’estensione e la profondità della complicità tra quanto si pretende di sinistra e quanto esprime strategia ed obiettivi dell’élite restauratrice mondialista. L’operazione di valorizzazione LGBT, a implicito discapito dell’eterosessualità e della famiglia come basilare unità sociale e produttrice di vita, dovrebbe essere vista accanto all’altra campagna martellante: quella dell’esaltazione delle donne, “a prescindere”

Persuasione mediatica graduale
tv_hipnosis

E’ difficile per chi ha idee proprie mantenerle a lungo se si leggono i giornali. Con il continuo martellamento di ripetitive notizie che vengono date con il solo scopo di far proselitismo, anche il piu tenace pensatore libero verrà fatto vittima delle sviluppatissime tecniche di persuasione e di convincimento messe in atto da giornali (e media in generale) che, a poco per volta, subdolamente, senza rendersene conto, iniziano ad “applicare filtri alla sorgente” e fare così in maniera che ogni nuova idea o presa di posizione, rispetto un nuovo argomento, sia veicolata dalle notizie già indotte che entrano cosi a far parte dei prori schemi di pensiero. L’eventuale contraddizione delle nuove posizioni con i vecchi ideali posseduti non è un problema che limita il processo di persuasione mediatica graduale, al massimo fa sorgere frustrazioni e per questo oggi si vedono politici ed elettori sostenere idee in forte contraddizione tra loro stesse. Pensiamo a tutti coloro contrari alla pena di morte, all’uccisione di animali ecc. che però sono favorevoli all’aborto. Diffidare dagli articoli che non giungono a conclusione ma forniscono elementi e lasciano che sia il lettore a tirare quella che – dopo essere stato adeguatameten imboccato – è l’unica conclusione logica. E la televisione non è da meno…. anzi!!! vedi anche come rendere accettabile una cosa inaccettabile Se ne saranno accorti in pochi ma da un po’ di tempo nelle nostre televisioni c’è una vera INVASIONE di canali digitali AMERICANI facenti capo ad un’unica società: Discovery media (NOVE, Real Time, […]

L’immigrazione nazionicida e i similzingari
DgfqbnmX4AEDRWy

Da qualche tempo, si è avviata in molti paesi (guarda caso, contemporaneamente) una nuova ondata migratoria simile o anche superiore a quelle già vissute dall’europa nel momento della caduta del muro di Berlino o della Guerra in ex Jugoslavia. Le tempistiche e l’alta organizzazione dei movimenti di profughi rendono lecito pensare che vi sia una regia nascosta capace di mettere bene a punto organismi che coordinano persone distanti migliaia di chilometri ma che riescono – inspiegabilmente – ad organizzarsi alla perfezione, ma quale sarebbe lo scopo di questa regia nascosta? La migrazione di massa, continuando in questi termini porterà con il tempo alla distruzione di ogni statalità attraverso la creazione di masse, estratte dal proprio contesto storico e culturale, omologate dall’abbandono, dalla disperazione, dalla perdita di anima e nome collettivi e da un destino di subalternità irrimediabile a un unico superstato. Una massa enorme di simil-zingari. Gli effetti collaterali della migrazione

Come gli algoritmi influenzano il nostro voto
elezioni-2018-sui-social-media-e-opinioni-politiche

Forse non lo sappiamo, o meglio, non lo sapevamo. Ma per tracciare la nostra identità politica bastano i clic istintivi che lasciamo ogni giorno su Facebook: i like, i «mi piace» disseminati senza troppa attenzione sui contenuti che rinveniamo sulle nostre bacheche online. I famosi dati “rubati” a Facebook da Global source research (Gsr) e ceduti a Cambridge Analytica (SCL Group) servono esattamente a questo: profilare gruppi di utenti secondo tratti caratteriali, a propria volta rivelatori di attitudini politiche. L’utente può essere inquadrato e bersagliato con contenuti vicini alla propria sensibilità,

I partiti fanno PUBBLICITA’ non propaganda
Bonus-pubblicità-Credito-dimposta-Moondo.info-3

“Mio nonno è un pò confuso.” “Perché dici cosi’?” “Perché l’altro giorno ha visto Mastrota che vendeva le pentole in TV e ha detto: ‘Io voto per questo qui”. Se osserviamo bene oggi i partiti NON FANNO PROPAGANDA, FANNO PUBBLICITÀ. D’altra parte se il pubblico si beve tutto quello che dice la pubblicita’ perche’ non dovrebbero beversi quello che raccontano i partiti poliniti? Anzi, dato che la gente e’ talmente abituata a essere continuamente bombardata (nella cassetta della posta, sui tergicristalli, sms, email, cartelloni stradali, tv, radio, giornali….) dalla pubblicita’ che non solo non se ne accorge ma pensa di esserne immune. Parlando in una maniera diversa ci sarebbe un istintivo distacco, una diffidenza verso cio’ cui non si e’ abituati…… Non dimentichiamoci che 20 anni fa e’ stato fatto un referendum sul permettere o meno la pubblicita’ nei film ed il popolo ha detto che vuole la pubblicita’ dimostrando cosi di non avere idea di cosa puo fare. I partiti quindi devono promettere cose non vere, esattamente come fa la pubblicita’ …… questo vuole la gente! Non solo: se la pubblicita’ prevale sulla propaganda, anche i metodi per raggiungere le persone dovranno essere diversi. Ecco quindi che prendono forza quelle societa’ in grado di vendere pubblicita’ personalizzata, prime fra tutte Facebooke e Google che riescono a modificare quantita di opinioni immense grazie agli stessi algoritmi usati per la pubblicita’  (segue) La politica è diventata una pratica di consumo più che l’espressione di un’ideologia, non rappresentando più delle istanze sociali […]

Legislativo, Esecutivo e di controllo: Twitter, Facebook e Google
15-google-facebook-twitter.w1200.h630

Ormai la lotta e’ tra Facebook, Google e Twitter ognuno indispensabile all’altro. C’e’ chi si occupa di diffondere idee e persuadere le persone, grazie ai dati rilevati dall’altro e che grazie a tali dati puo’ scegliere quali siano le regole (o le leggi) da diffondere, o le mosse da effettuare. Basta pensare a quanto sia facile (e importante) conoscere il numero esatto e dove sono posizionati i black block che vogliono manifestare contro il G8 e che manderanno foto e saluti su facebook…… La stessa cosa vale per i soldati russi in Crimea o chissa cosa altro. Non e’ dificile immaginare il mondo del futuro dove i poteri legisativo, esecutivo e di controllo saranno affidati rispettivamente a Tweetter, Google e Facebook  i quali certamente non lasceranno ad altri la possibilita’ di creare moneta elettronica e che in caso di mancato rispetto delle “regole della comunity”potranno anche chiuderti il conto in banca impedendoti cosi di pagare l’affitto, il mutuo, le bollette e il supermercato: METTENDOTI IN MEZZO A UNA STRADA letteralmente e senza possibilita’ che qualcuno possa aiutarti. Altro che 1984…….. una dittatura assoluta ed inimmaginabile, ma non cosi’ lontana. Immaginatevi un mondo in cui tutti hanno rinunciato alla propria libertà,

“Repubblica” in declino? Però ha vinto: ha spento la sinistra

Volano stracci tra Eugenio Scalfari e Carlo De Benedetti, che forse vorrebbe liberarsi del giornale-partito nato nel 1976 «per traghettare la sinistra dall’ideologia sovietico-marxista a quella atlantico-liberale». Non è strano che saltino i nervi, scrive Federico Dezzani nella sua “breve storia, non ortodossa”, del secondo quotidiano italiano: “Repubblica” è scesa a poco più di 200.000 copie, contro le oltre 400.000 di appena sette anni fa, quando Ezio Mauro la schierò frontalmente nella battaglia contro Berlusconi. «Il crepuscolo della Seconda Repubblica avanza minaccioso e non è certo casuale che sia accompagnato dalla crisi del quotidiano che, senza dubbio, ha dominato questo periodo della storia italiana», scrive Dezzani nel suo blog. Nato «per affiancare “L’Unità”», quotidiano del Pci, «e sensibilizzare Botteghe Oscure sulle tematiche “liberali”», il giornale «cavalca nei primi anni ‘80 il caso P2, poi assiste l’assalto giudiziario che nel 1992-93 demolisce la Prima Repubblica», quindi «assume la funzione di mentore della sinistra post-comunista, traghettandola nella metamorfosi Pci-Pds-Ds-Pd», e infine «detta l’agenda al governo se la sinistra vince le elezioni», oppure «guida l’opposizione antiberlusconiana, se la sinistra le perde». Assumendo la funzione di giornale-partito, “Repubblica”

L’ITALIA TRADITA

(tratto da un articolo di Cesare Corda su sakeritalia.it) Da Ciampi (e Amato) fino a Renzi e al suo Referendum Costituzionale: 25 anni di declino italiano. Secondo i dati diffusi dalla Banca Mondiale, nel periodo compreso tra i primi Anni Cinquanta e la fine degli Anni Ottanta, l’Italia si collocava al primo posto assoluto tra i Paesi Occidentali (e ad uno dei primi Posti a livello Mondiale) per crescita economica. Sempre secondo i dati diffusi dalla Banca Mondiale, nel periodo che va dal 1995 ad oggi, l’Italia è invece all’ ultimo posto assoluto sul Pianeta per crescita economica. Cioè al primo posto per decrescita. Sarebbe sempre meglio tenere molto bene a mente questi due dati

il piano Kalergi

Dal 2012 si sente sempre pù spesso parlare del piano Kalergi. Molti sapranno ormai di cosa si tratta e le convinzioni che sia una bufala sono tante quante sono quelle del contrario. Quello che sta di fatto è che il piano Kalergi piace all’estrema Destra, ma anche all’estrema Sinistra (per cercare di opporsi al disegno di frantumazione dell’identità nazionale delle élite, beninteso). Sia Forza nuova, che Sel, infatti hanno ospitato in questi ultimi mesi le presentazioni del libro “La verità sul Piano Kalergi” che l’autore Matteo Simonetti, giornalista, scrittore, oltre che docente di storia e filosofia, sta proponendo lungo tutta la Penisola. Chi non sapesse ancora di cosa si tratta può fare una ricerca su google e trovare versioni e considerazioni a 360 gradi. Chi volesse leggere il libro e farsi autonomamente un’idea puo’ trovarlo nei link in fondo a questo articolo. In conclusione quello che riporta è: “Ma come mai gli immigrati non scelgono oltre rotte invece di sbarcare in paesi occidentali così culturalmente diversi dai loro ? Perchè non prediligono i paesi Arabi ricchi quali il Kuwait, l’Arabia Saudita, o il Qatar? Non avrebbero problemi di

L’imperialismo umanitario e la sinistra

L’imperialismo – del quale si parla pochissimo non perche’ non esista ma perche’ gli organi d’informazione hanno visto proibito l’uso di tale parola – per ottenere il suo scopo e’ organizzato in maniera da coprire un ampio spettro di campagne ben coordinate e facendo in maniera che i risultati non abbiano un impatto tale da rendere evidente lo scopo ultimo nonostante questi convergano tutti, ed in maniera evidente, nella stessa direzione supportandosi l’un l’altro. Si possono riconoscere tre tipi di imperialismo coordinati e con ampie zone di intersezione: l’imperialismo finanziario, l’imperialismo culturale e l’imperialismo umanitario. Quest’ultimo e’ forse il piu difficile da riconoscere – nonostante sia ben evidente – ed entra in campo quando i risultati dei primi due non permettono di arrivare ad una completa manovrabilita’ di un paese. Infatti quando un paese nonostante le politiche messe in atto da FMI e Banca mondiale non risulta sottomesso al potere finanziario internazionale al punto tale da permettere alle multinazionali di fare cio’ che vogliono, quando l’imperialismo culturale non e’ riuscito a sradicare credenze e convinzioni nazionali in maniera da poter impiantare le proprie tese a preparare il terreno per la colonizzazione finanziaria, in questi casi entra in gioco l’imperialismo umanitario che si avvale particolarmente di ONG spesso facenti capo alle Nazioni Unite, che mettono in atto fortissime campagne provocatorie senza alcuna esclusioni di colpi. Ecco quindi che un paese stabile nel quale la gente vive in armonia diventa oggetto di “attenzioni” da parte dei movimenti delle donne, dei giovani, dei […]

Aumento delle pene per i reati in aumento – Raccolta firme

La commissione “Giustizia” della Camera dei Deputati dovra’ valutare ed esprimersi su una proposta di legge inviata da un privato cittadino che richiede l’emanazione di una norma mediante la quale sia introdotta la revisione a scadenze temporali fisse (annuali/biennali) delle sanzioni amministrative e penali affinche’ le pene da applicare (nell’anno successivo), siano ricalcolate in aumento o in decremento in base all’aumento o al decremento del numero dei rispettivi reati denunciati nel corso del periodo precedente. In parole povere, le pene previste per ogni articolo del codice penale saranno aggiornate ed aumentate per i reati statisticamente in aumento (esempio: se nel 2014 i furti sono aumentati del 10%, dal 2015 la pena per il furto sara’ aumentata del 10%) e diminuite per i reati diminuiti. [successbox] Se un reato e’ in aumento significa che l’effetto deterrente della relativa pena, non e’ sufficiente Firma la petizione elettronica[/successbox] Questo innovativo provvedimento normativo – che avrebbe applicazione in un ambito che va dal codice della strada al codice penale – dovrebbe essere strutturato in maniera tale da definire nei minimi dettagli una procedura che, a scadenze di tempo predefinite, rilevi per ogni reato previsto dal nostro ordinamento, il numero dei casi

Teoria e Pratica

La teoria è quando sai tutto ma le cose non funzionano. La pratica è quando non sai niente ma tutto funziona.

Pedagogia mammoide e infantilismo sociale
vignetta_2-2

Si potrebbe intitolare cosi’ quel libro che racchiudesse tutte le dottrine pedagogiche degli ultimi 20 anni. Tutte queste nuove forme di educazione dei bambini hanno in comune il fatto di affondare le proprie radici nel mammonismo tipico italiano. Sono infatti teorie basate su concetti qualunquistici solo per far colpo nelle platee. E si sono diffuse proprio grazie a questo  “farsi grandi” e assumendo il ruolo del “paladino dei bambini” (che provoca simpatia a prescindere) parlando di come il bambino deve essere libero di fare tutto quello che vuole, non deve essere punito, non deve fare cose che possano essere “pesanti” , deve pensare solo al gioco….. insomma tutte dottrine che portano ad allontanare la crescita per aumentare l’infantilismo sociale che, un domani sara’ piu’ facilmente manipolabile e direzionabile verso cio’ che vuole. La diffusione di queste nuove pedagogie, gia’ introdotte nel sistema scolastico da oltre 10 anni, avviene grazie all’utilizzo del femminismo e dei concetti femministi, cosi come quelli anarchici e a favore dei giovani che nei giovani stessi troveranno terreno fertile. Ed i risultati dell’applicazione di tali metodologie si vedono ai giorni nostri…. Prostituzione procreativa o utero in affitto o maternita’ surrogata… che dir si voglia Le donne sono essenziali alla democrazia

Goldman, JP Morgan e i miliardari finanziano il matrimonio gay

tratto da: COBRAF.COM Goldman Sachs e JP Morgan oggi lodano la decisione della Corte Suprema USA (1), che ha cancellato la legge, approvata tramite referendum popolare in California, che dichiarava il matrimonio un unione tra uomo e donna. Queste banche emettono comunicati su tutte le questioni politiche importanti ? No, affatto, in genere anzi stanno attente a non schierarsi… I fondi hedge più importanti di New York hanno finanziato direttamente le campagne per far cancellare questa legge sul matrimonio e hanno finanziato con milioni i politici che si dichiarassero pro-gay. A New York in pratica il matrimonio e adozioni gay sono passati grazie ai milioni di dollari pompati da tre trader di mega hedge funds (Paul Singer, Dan Loeb e Cliff Asness) (2), i quali hanno letteralmente comprato i politici che ancora avevano dubbi. Inoltre diversi miliardari da Jeff Bezos di Amazon a Bill Gates hanno donato

Vita da consumatore

La vita è un viaggio breve – scrisse Freeman -. Come puoi essere sicuro di averla riempita con il maggior divertimento possibile? Pernso non c’è niente di piu consumistico, egoistico ed infantile di una concezione tale della vita. Una frustrazione continua fino all’ultimo respiro…..  

immunità giornalistica e satirica

Il diritto che garantisce la libertà dell’informazione, fortemente promosso e ribadito in tutti i paesi occidentali, è un gran “belpensiero” i cui risvolti nel lungo periodo sono però devastanti, e sono visibili nella nostra quotidianità (comici e gestori dell’informazione sono rispettivamente la prospettiva politica futura e quella gli ultimi 20 anni di governo) e probabilmente con effetti peggiori di quelli che avrebbe una censura. In Italia uno dei più potenti gestori dell’informazione è stato al governo per un ventennio e, l’unica forza nuova che potrebbe sostituirlo risulta fare capo a colui che da molti anni fa la professione di comico cabarettista, televisivo e nei teatri (guardando bene anche la cosidetta sinistra è tenuta in piedi dai satiri, altrimenti…..) Questo non è casuale ma viene dal fatto che chi gode dell’immunità (per liberta dell’informazione o diritto di satira) può permettersi di fare promozione denigrando calunniando offendendo attravero giornali e tv oppure nel corso di spettacoli (ripresi e trasmessi) senza timore di dover sottostare alle leggi del codice penale come invece tutti gli altri normali cittadini. Questo non è un vantaggio indifferente sopratutto se si somma ai vantaggi di poter diffondere la propria “novella” attraverso canali agli altri non permessi. In pratica succede questo: se un qualunque cittadino dice che il sig. XXX ruba,

Accrescere la domanda interna

“Accrescere la domanda interna” significa aumentare l’avidita’ delle persone ed innescare un meccanismo perverso di insoddisfazione diffusa perche’ gli avidi sono sempre insoddisfatto sopratutto se fomentati dai creatori di bisogni indotti. Ecco quindi che la ricetta per il salvataggio dell’economia (ammesso che funzioni) ottiene risvolti sociali ben più negativi dei vantaggi economici (che spesso vanno a vantaggio di società straniere). E la cosa è direttamente proporzionale: quanto più si creano bisogni indotti per aumentare la domanda interna, tanto più aumenta la frustrazione di non poter avere qualcosa in più di quello che si ha. Accrescere la domanda interna può arrivare all’estremo limite di una guerra civile sopratutto se si considera che ad un certo punto di insoddisfazione ci sarà chi sarà disposto a delinquere pur di avere qualcosa ed al crescere dei bisogni aumenteranno proporzionalmente i disposti a delinquere, prima occasionali e poi sempre più professionisti.

Integrazione di un genio
Il malcontento

L’esasperazione del malcontento attraverso l’ossessionante ripetitività di piccoli malfunzionamenti al fine di creare una diffusa protesta popolare. Su tale terreno può attecchire qualsiasi cosa dalle dittature più spietate alle nomine di scialacquatori e svenditori del paese.

La democrazia contiene il seme delle dittature

Nel corso della storia, in tutti i casi in cui è stata applicata la democrazia come forma di governo, presto o tardi la società e’ sempre andata a finire in una guerra civile oppure in una dittatura. La strada e’ quasi sempre la stessa che si adatta al tempo in cui si verifica. Potrebbe funzionare un esercito che eleggesse democraticamente i generali? probabilmente verrebbero eletti quelli che farebbero stancare meno il plotone destinandolo ad essere sconfitto. Il vaticano che eleggesse democraticamente il suo Papa non avrebbe sicuramente vissuto 2000 anni oltrepassando invasioni barbariche, guerre, rivoluzioni francesi e comuniste. Non è utile lasciare accesso alle decisioni a chi non segue gli avvenimenti, la storia e la politica. cosa succederebbe se si votasse per la nazionale di calcio includendo tra i votanti anche chi non ha mai visto una partita e nemmeno conoscere il regolamento? I popoli hanno bisogno di guide. Lo starnazzare di galline e’ infruttuoso e gli animali piu sono stupidi e piu hanno bisogno di un gallo.

Democrazia e consumismo: associazione a delinquere

La democrazia associata al consumismo, nel lungo periodo, non ha altre vie d’uscita che portare alla rivoluzione. Nel consumismo le folle sono sempre piu’ nutrite di bisogni indotti e tali bisogni spingono a far lavorare come schiavi i (liberi) cittadini, creano insoddisfazione e frustrazione. nella democrazia, per governare bisogna accattivarsi consensi e il modo più semplice per attrarre consensi è quello di sfruttare l’isoddisfazione popolare e le frustrazioni della gente. L’insoddisfazione sarà generalmente direzionata verso il governo grazie anche al fatto che verrà cavalcata dall’opposizione – qualunque essa sia – che cavalchera’ l’insoddisfazione popolare finche’ non sara’ al potere ma, una volta al potere, non potra’ poi gestire. In Italia questo ha portato alla scomparsa della destra e della sinistra. In ogni consultazione elettorale i risultati saranno a favore di coloro che prometteranno di dare di piu anche se poi non potranno farlo e creeranno altro malcontento. Una spirale che puo’ finire in un solo modo: guerra civile!

E questo è un gioco da banditi, amici miei, che si chiama democrazia!

(tratto da conflittiestrategie.it) Scritto da: Gianni Petrosillo (05/09/2012) Che cosa c’è di più ingannevole, menzognero, simulatorio, illusorio di un regime democratico? Soltanto i portatori insani di democrazia i quali, credendo a quel che loro stessi hanno somatizzato, divorano la verità, gli eventi, gli altri individui e le cose con una mano sul cuore e l’altra sulla fondina.   La democrazia è un superpotere che rende invulnerabili dalle critiche, basta essere democratici per diventare politicamente corretti, moralmente superiori, umanitariamente migliori, legalitariamente incensurabili, abili e arruolati al governo delle anime belle con l’umanitarismo in bocca e gli uomini sotto i piedi. Essa è l’arma segreta dei buoni che vincono sempre perché sono immancabilmente dalla parte giusta avendo tracciato, secondo le loro variabili esigenze, la riga, o, meglio, la curva (per far rientrare nel club, all’occorrenza, anche quei paesi non perfettamente libertari ma che ti danno volentieri una mano e il metano, oppure il petrolio e il mercenario), che separa il bene dal male. Se non fossero democratici, quindi necessariamente buoni, verrebbe da pensare che potrebbero essere persino loro i veri cattivi. Ma La democrazia non è un’aspirazione sociale, non è un ideale egualitario, non è una tensione collettiva verso il buon governo, la democrazia non è una utopia, la democrazia è viva e la puoi toccare restandone incenerito, è la libertà che ti arriva in faccia fischiettando come un proiettile all’uranio impoverito, è la bomba intelligente che ti fa la rampogna punendoti sul posto, è il verbo della prepotenza incarnito nella post-modernità, è il […]

Genialita’

la genialità é consistita nell’invenzione del suffragio universale che ha permesso di allontanare la responsabilitá dai detentori del potere (di ogni natura) e caricarla sulle spalle dei sempliciotti che eleggendo persone che non potranno mai conoscere (e che si autocandidano) credono di esercitarlo: geniale! Ed a cosa poteva essere utile una tale genialata oltre a mantenere al potere coloro che gia’ vi erano? recentemente e’ servita a permettere di diffondere una idea cosi’ bislacca e strampalata che poteva pero’ avere presa su un moltitudine di ammalati di invidia. Un’idea che avrebbe sostituito le armi, le guerre e le religioni permettendo di disporre delle persone come di cagnolini al guinzaglio o secondo un esempio piu’ conosciuto, come somari attratti dalla carota che non si rendono conto di trainare il carretto: PIU’ SPENDI e PIU’ GUADAGNI. Ecco l’idea che ha cambiato il mondo, che ha reso disponibili lavoratori a spendere ore di lavoro per avere un qualsiasi aggeggio elettronico con il quale sollazzarsi ed imitare gli indiani pellerossa che in cambio di perline colorate scambiavano oro e gioielli. Fior di economisti, di professori e di universita’ si sono prodigati (tutti ben orchestrati) nel promuovere un concetto che non funziona nemmeno in una piccola societa’  o nella famiglia: quale famiglia diventerebbe piu’ ricca spendendo sempre di piu’? Quale societa’ continuando ad indebitarsi diventerebbe sempre piu’ ricca e sopratutto….. FINO A QUANDO?    

Ungheria

Cartelli apparsi durante una manifestazione in Ungheria per mostrare la loro solidarietà al governo eletto con una maggioranza dei due terzi, al suo leader Viktor Orbán. Le manifestazioni nascono a sostegno della sovranità dell’Ungheria e sono fedeli alle conquiste della democrazia, non possono accettare che i politici stranieri, gli uomini d’affari o le banche vogliano gestire le loro vite. tratto da: globalvoicesonline.org

Le donne sono essenziali alla democrazia

Le donne, e’ risaputo, hanno una particolare sensibilita’ rispetto agli uomini. La loro capacita’ di percepire messaggi empatici si e’ sviluppata da quando il genere umano esiste sulla terra ed ha permesso il mantenimento della specie. La donna per far crescere i proprio figli doveva essere in grado di capire i loro bisogni, le loro necessita e le loro emozioni anche quando i figli erano talmente piccoli da non saper comunicare in altro modo. L’uomo, antropologicamente, aveva il compito della difesa del nucleo familiare e del procacciamento del cibo ed aveva altre cose a cui stare attento per cui (al massimo) poteva essere richiamato dal pianto. Questa capacita’ della donna, nel corso dei millenni si e’ consolidata e sviluppata andando a formare una delle differenze piu’ arcaiche tra l’uomo e la donna. E’ riconosciuto da entrambi che le donne si affidano molto di piu alle sensazioni e gli uomini alla fredda logica. Questo si fa spesso evidente nele modalita’ di prendere una decisione o di fare una scelta: le motivazioni di una scelta sono molto diverse. Questa banale considerazione risulta essere molto importante se la correliamo nell’ambito della democrazia. In democrazia anche le scelte per chi governera’, spesso (quando gli elettori non sono fervidi sostenitori di un partito) sono guidate dalle stesse motivazioni: una piu legata alle sensazioni e una legata al freddo ragionamento (spesso pregiudizioso e quindi difficilmente mutabile, al contrario delle sensazioni che possono cambiare a seconda dello stato d’animo, di una musica toccante o di un’immagine ammaliante). Se pensiamo quindi a come le sensazioni siano piu’ facilmente […]

distruggere le civiltà

tratto da: “www.stampalibera.com“ […] Il diabolico gioco della globalizzazione e’ quello di distruggere le civiltà attraverso un forte processo di integrazione razziale. La società americana ne è l’esempio più sconfortante. Una forzata integrazione razziale ha portato all’isolamento culturale e sociale dell’individuo non più rappresentato da una coesa e identitaria società antica di appartenenza, ma da una società apparentemente multirazziale in realtà governata da una razza “superiore” la razza detentrice del potere economico e di conseguenza politico. Può sembrare un discorso generico e logico, in realtà e una considerazione dalla quale non si può prescindere. Oggi ogni popolo che si è fatto permeare dalla globalizzazione, è caduto preda di un potere finanziario globalista che lo ha letteralmente soggiogato ed indotto a comportamenti controproducenti per la sua stessa vita. All’uopo sono stati creati per lui dei nemici inesistenti, come gli islamici e i cattolici. E’ bastato ad esempio ai dominanti organizzare un bell’attentato, in seguito al quale, invocando pieni e più forti poteri, ridurre la basilari libertà dell’individuo. “Mogli e buoi dei paesi tuoi” è un proverbio che dovrebbe essere riconsiderato nella grande saggezza che contiene. Infatti, dopo aver analizzato tanti casi, ho scoperto che se in una coppia non vi è un forte legame di appartenenza ad un modello sociale, culturale, comportamentale, ben condiviso, i casi di separazione aumentano enormemente. La dissoluzione della prima cellula sociale, la famiglia, è dunque l’obiettivo dei dominanti. In quest’ottica si comprende la ostentazione dell’omosessualità e della vita da singoli, promuovendo edonismo, libertarismo sessuale esasperato ed […]

Le vere armi di distruzione di massa

tratto da: comedonchisciotte.it “Perché io dico poveri noi? Perché voi, il pubblico, ed altri sessantadue milioni di Americani, ascoltate me in quest’istante. Perché meno del 3% di voialtri legge libri, capito? Perché meno del 15% di voi legge giornali o riviste. Perché l’unica verità che conoscete è quella che ricevete alla tv. Attualmente, c’è da noi un’intera generazione che non ha mai saputo niente che non fosse trasmesso alla tv. La tv è la loro Bibbia, la suprema rivelazione! La tv può creare o distruggere presidenti, papi, primi ministri. La tv è la più spaventosa, maledettissima forza di questo mondo senza Dio. E poveri noi se cadesse nelle mani degli uomini sbagliati. […] Perché questa società è ora nella mani della CCA, la Communication Corporation of America […]. E quando una tra le più grandi corporazioni del mondo controlla la più efficiente macchina per una propaganda fasulla e vuota, in questo mondo senza Dio, io non so quali altre cazzate verranno spacciate per verità, qui! Quindi ascoltatemi. Ascoltatemi! La televisione non è la verità! La televisione è un maledetto parco di divertimenti, la televisione è un circo, un carnevale, una troupe viaggiante di acrobati, cantastorie, ballerini, cantanti, giocolieri, fenomeni da baraccone, domatori di leoni, giocatori di calcio! Ammazzare la noia è il nostro solo mestiere. Quindi, se volete la verità andate da Dio, andate dal vostro guru. Andate dentro voi stessi, amici, perché quello è l’unico posto dove troverete mai la verità vera! Sapete, da noi non potrete mai ottenere […]

L’ O.N.U. e’ un’organizzazione democratica?

L’Organizzazione per le Nazioni Unite, per salvare le future generazioni dal flagello della guerra (come si legge nel proprio statuto) si autoattribuisce il diritto di imporre la democrazia in tutti i paesi, in alcuni casi ANCHE CON L’USO DELLE ARMI. Ma come funziona questa organizzazione? al suo interno VI E’ DEMOCRAZIA? Chi decide i rappresentanti all’interno dell’Assemblea Generale (il parlamento) ed i vari commissari? sono eletti dal popolo? assolutamente no! Firma la petizione perchè l’ONU abbia un parlamento DEMOCRATICO i cui membri siano ELETTI con votazioni da tenersi a suffragio universale in tutti i paesi che fanno parte delle Nazioni Unite. E’ un controsenso assoluto ritenere che la forma di governo migliore sia la DEMOCRAZIA ma questa non venga utilizzata da chi la promuove in maniera così massiccia nel mondo intero (e particolarmente contro i paesi poveri). Non si può continuare a pensare che l’Organizzazione che ha il diritto di dichiarare GUERRA a NOME DI TUTTI I PAESI sia composta da membri che vengo nominati in assoluta mancanza di trasparenza e che non devono rendere conto alla popolazione mondiale di quello che fanno. Il GOVERNO delle NAZIONI UNITE deve essere RAPPRESENTATIVO del POPOLO ed eletto DEMOCRATICAMENTE. I dirigenti delle NAZIONI UNITE DEVONO rispondere delle loro azioni di FRONTE AL POPOLO di tutto il mondo ed essere giudicati per le loro azioni. Chi vuole puo’ firmare la petizione all’indirizzo qui sotto http://apps.facebook.com/crealatuapetizione/petizioni/Portare-la-DEMOCRAZIA-nel-palazzo-dellONU http://www.sign4rights.it/petizioni/Portare-la-DEMOCRAZIA-nel-palazzo-dellONU

In auto

Quando in un auto 3 dei quattro passeggeri non sanno guidare e nonostante cio’ pretendono di decidere in che modo guidare, l’autista ha due possibilita’ o li  fa stare zitti o li convince che sta facendo quello che dicono loro. Spiegargli che non si guida come credono loro e’ inutile perdita di tempo altamente distrattiva per la guida e quindi pericolosa. Le persone possono essere convinte solo se hanno l’umilta’ di riconoscere di non sapere, ma in questo caso non avrebbero preteso di decidere come guidare.

La lega e gli antilega

Uno degli effetti della democrazia e’ quello di voler per forza far presa sulle masse. Se queste non sono piu attratte da ideali di altro tipo, e’ molto piu’ semplice raccogliere consensi facendo leva sul campanilismo (tipico italiano) aggiungendoci luoghi comuni e demagogie varie. ecco che si forma “la lega” e di conseguenza i movimenti antagonisti. Non e’ difficile immaginare dove – con il tempo – possano arrivare queste esasperazioni D’altra parte o si è democratici e quindi populisti o si è antipopulisti e quindi dittatori. L’equazione non ha altre variabili semplici anche se i fautori della democrazia (anzi, i radical chic) sosterranno che gli elettori non voteranno per coloro che condividono bensì per quelli che avranno un più elevato pensiero (vale a dire, si faranno rimbambire da altri)

Come bloccare l’evoluzione di una societa’

Qualcuno di noi impara dagli errori degli altri; il resto di noi deve limitarsi ad essere gli altri. C’è un modo molto semplice per bloccare l’evoluzione di una societa’ e consiste nell’evitare che l’esperienza si trasmetta da una generazione all’altra. Uno dei fattori che ha determinato l’esponenzialita’ della velocita’ di sviluppo sociale e delle conoscenze, consiste nel poter trasmettere ad altri le informazioni. Quanto più velocemente e numerosamente queste si diffondono, tanto più veloce sarà l’evoluzione della società. Iniziando dalla stampa di Gutemberg, le informazioni e le conoscenze si sono diffusi sempre piu’ velocemente e le generazioni successive – leggendo libri – hanno potuto disporre in partenza di cio’ che una vita di ricerche aveva portato a conoscere. In questo modo lo sviluppo e’ diventato sempre piu’ veloce. All’interno di una societa’ anche i costumi, le abitudini, le tradizioni permettono uno sviluppo che con il passare delle generazioni si affina e si perfeziona permettendo di tramettere valori alle generazioni successive che sono la base della societa’ futura. Nel momento in cui una generazione deve ricominciare da capo le esperienze proprie, probabilmente si trovera’ a ripercorrere le esperienze gia’ vissute ed in molti casi a ripetere gli stessi errori. Ma se una generazione potesse utilizzare come base di partenza il punto di arrivo di una generazione precedente, ci sarebbe uno sviluppo ulteriore senza perdite di tempo. Putroppo il consumismo e, per certi versi, la democrazia hanno come effetto collaterale quello di evitare che avvenga la trasmissione delle esperienze alle generazioni successive […]

La Pornodemocrazia e l’ermafroditismo sociale

ECCO IN PRATICA IL BIPOLARISMO ITALIANO: Da una parte troviamo chi attrae voti e preferenze utilizzando in ogni forma possibile ma sopratutto attraverso i media, il look ed i comportamenti osè e quelle che erano battute da caserma. Dall’altra parte chi attrae minimizzando i ruoli e le attrazioni cercando di rendere tutto uguale e standardizzato. E pensare che c’è chi le chiama DESTRA e SINISTRA E c’è anche chi discute se sia più etico farsi venire a trovare a casa da una escort o sfilare per strada insieme a una escort transessuale.

il baco della democrazia

La distribuzione dell’intelligenza nella popolazione segue l’andamento a campana tipico della distribuzione quindi dire qualcosa di molto intelligente significa che in pochi sapranno capire quello che hai detto ed il suo valore effettivo. Ergo: Dire una cosa approvata da tutti e sulla quale tutti sono d’accordo, significa che molto probabilmente stai dicendo una banalità o una cosa sciocca. Dire una cosa stupida o banale significa che sarà compresa da tutti e condivisa da tutti gli stupidi che continueranno a ripeterla fra loro e a propagandarla. Ecco il segreto per avere consensi, ecco il baco della democrazia sopratutto quella mass mediatica veicolata da Giornali, televisione e quant’altro. Ne è una dimostrazione, l’incessante tambureggiare del pessimismo nei media, un virus che si autoriproduce e moltiplica le sue contaminazioni «Ecco, secondo me, come nascono le dittature. Esse hanno due madri: una è l’oligarchia quando degenera, per le lotte interne, in satrapia. L’altra è la democrazia quando, per sete di libertà e per l’inettitudine dei suoi capi, precipita nella corruzione e nella paralisi. Allora la gente si separa da coloro cui fa la colpa di averla condotta a tale disastro e si prepara a rinnegarla prima coi sarcasmi, poi con la violenza che della dittatura è pronuba e levatrice. Così la democrazia muore: per abuso di se stessa. E prima che nel sangue nel ridicolo.» Platone, La Repubblica

La democrazia del futuro

Mi piace pensare che, nel futuro, ogni Stato si differenzierà dagli altri Stati per le sue leggi immutabili che lo identificano e lo caratterizzano. Ed al tempo stesso, l’aumento della  possibilità individuale di spostarsi, permetta ad ognuno di scegliere la nazione che abbia quelle leggi che si ritiengono maggiormente aderenti al proprio stile di vita ed al proprio modo di pensare. Un futuro dove – per il semplice fatto di aver scelto di appartenere a quella nazione/Stato – tutti condividano le stesse motivazioni ed accettino  le stesse regole. https://democrazia.myblog.it/la-pirateria-quale-punto-d-incontro-tra-comunismo-e-capitali/

Rinnovarsi vecchiamente
latzarus-democrazia

Democrazia: Che gran bella parola e come riempie la bocca. Giustifica tutto ed ottiene immediati consensi. Nessuno osa dichiararsi contrario: Democrazia! La miglior forma di governo che, generalizzando, riteniamo valida al punto che cerchiamo in tutti i modi di imporla anche a chi non la condivide e per questo non la vuole. Ci crediamo così nel giusto al punto di utilizzare le armi. Qualunque cosa non sia democratica, deve diventarlo. La miglior forma di governo? Sicuramente, la democrazia, lo era! Dopo la seconda guerra mondiale, la fobia della dittatura ha giustificato, e continua ancora oggi a giustificare, la democrazia come la migliore tra tutte le possibili forme di governo. Praticamente nessuno ritiene che ve ne siano migliori, al punto tale che non si fa niente per metterla in discussione e cercare nuove forme di governo che siano migliori. Come dire: il progresso riguarda solo gli elettrodomestici. Eppure OGGI la democrazia è totalmente inutile. Non ha senso la democrazia, quando le idee si possono far nascere e manipolare a piacimento direttamente nelle menti dei componenti la democrazia stessa. Diventa inutile far votare ogni individuo, quando all’individuo stesso – utilizzando avanzatissime tecniche di persuasione sopratutto mediatica, sono state inculcate radicalmente le idee che generano la decisione del voto. In questo modo le elezioni sono ridotte niente altro che alla verifica di chi ha utilizzato il “marketing” migliore. Una democrazia che fa diventare ancora piu importante la capacità di controllo delle volontà altrui, autoalimentandosi. La ridondante informazione di massa, tipica di questa civiltà […]