Agosto: il nostro Ramadan

Città deserte,  fabbriche ed uffici chiusi, negozi vuoti ricordano il ramadan dei paesi musulmani durante il quale di giorno non avviene niente. Ed in effetti, pensandoci bene, anche da noi il mese di agosto è dedicato quasi obbligatoriamente alla celebrazione di uno dei principali riti (la vacanza) di quella che è diventata la nuova religione: il consumismo. Come le altre, anche questa religione ha i suoi riti che vengono celebrati settimanalmente nelle cattedrali dei centri commerciali dove gli adepti eseguono quello che la televisione/predicatore gli ha raccomandato (o consigliato) di fare. Tornano quindi a casa stressati  ma con la soddisfazione interiore di aver concretizzato il motivo per cui lavorano tutta la settimana e con la coscienza a posto per aver soddisfatto una parte dei bisogni indotti la cui non soddisfazione crea sensi di colpa  che vanno poi “confessati”. Esattamente la stessa soddisfazione interiore  della vecchietta che torna a casa dalla messa domenicale.    Come le altre anche questa religione permea gran parte di ogni nostra considerazione quotidiana e gran parte delle nostre azioni. Qualcuno ha scritto “… in Italia l’occupazione maggiore è consumare e la preoccupazione maggiore è non avere qualcosa da consumare….” Come le altre ha i  suoi comandamenti ed i suoi riti ed i  suoi periodi di massima celebrazione durante i quali le attività principali della giornata devono essere rivolte alle principali regole della religione stessa. Uno di essi è il mese di agosto dove il “ferragosto” dell’impero romano viene oggi trasformato e diventa il culmine di un periodo nel quale bisogna dedicarsi esclusivamente al divertimento ed ai consumi, facendo il possibile affinchè questi vadano ben oltre le proprie possibilità economiche: tanto […]