il piano Kalergi

Dal 2012 si sente sempre pù spesso parlare del piano Kalergi. Molti sapranno ormai di cosa si tratta e le convinzioni che sia una bufala sono tante quante sono quelle del contrario. Quello che sta di fatto è che il piano Kalergi piace all’estrema Destra, ma anche all’estrema Sinistra (per cercare di opporsi al disegno di frantumazione dell’identità nazionale delle élite, beninteso). Sia Forza nuova, che Sel, infatti hanno ospitato in questi ultimi mesi le presentazioni del libro “La verità sul Piano Kalergi” che l’autore Matteo Simonetti, giornalista, scrittore, oltre che docente di storia e filosofia, sta proponendo lungo tutta la Penisola.

Chi non sapesse ancora di cosa si tratta può fare una ricerca su google e trovare versioni e considerazioni a 360 gradi. Chi volesse leggere il libro e farsi autonomamente un’idea puo’ trovarlo nei link in fondo a questo articolo.

In conclusione quello che riporta è: “Ma come mai gli immigrati non scelgono oltre rotte invece di sbarcare in paesi occidentali così culturalmente diversi dai loro ? Perchè non prediligono i paesi Arabi ricchi quali il Kuwait, l’Arabia Saudita, o il Qatar? Non avrebbero problemi di Read more »

L’ITALIA TRADITA

(tratto da un articolo di Cesare Corda su sakeritalia.it)

Da Ciampi (e Amato) fino a Renzi e al suo Referendum Costituzionale: 25 anni di declino italiano.

Secondo i dati diffusi dalla Banca Mondiale, nel periodo compreso tra i primi Anni Cinquanta e la fine degli Anni Ottanta, l’Italia si collocava al primo posto assoluto tra i Paesi Occidentali (e ad uno dei primi Posti a livello Mondiale) per crescita economica.

Sempre secondo i dati diffusi dalla Banca Mondiale, nel periodo che va dal 1995 ad oggi, l’Italia è invece all’ ultimo posto assoluto sul Pianeta per crescita economica. Cioè al primo posto per decrescita.

Sarebbe sempre meglio tenere molto bene a mente questi due dati Read more »

Il quinto potere SFASCISTA

Da un po di tempo mi ripeto una domanda cercando di trovare una risposta convincente. La domanda riguarda i mezzi d’informazione ed i loro introiti. Molti non sono minimamente a conoscenza dei ricavi pubblicitari che determina uno spot di 30 secondi e molti sono restii ad accettare che uno spot di 30 secondi puo’ anche superare i 100.000 euro, anche se e’ facilmente verificabile sul sito di Publitalia. Ed ovviamente il prezzo degli spot varia a seconda del programma in onda in quel momento, al quale sono legate determinate previsioni di audience. tv_hipnosis
A questo punto chiunque sarebbe portato a pensare che le TV cercheranno di avere programmi di alta qualita’ che possano attrarre un maggior numero di telespettatori e sopratutto cercare di non sprecare tempo prezioso che potrebbe essere destinato a produrre grandissimi introiti. E qui, per chi sa osservare attentamente la realta’ sorge il dubbio. Infatti questo presupposto nella realta’ trova applicazionema non in maniera cosi dominante. Se osserviamo la realta’ vediamo che la totalita’ dei canali dedica ampissimi spazi ad una pluralita’ di trasmissioni (talk show, inchieste, notiziari, approfondimenti politici…) che hanno un unico punto in comune vale a dire lo sfascismo inteso come la reiterazione di pseudo notizie strumentalizzate unicamente nella direzione del “e’ tutto un magna magna”. Con una ripetizione ossessiva di cose che non funzionano, di scandali, di ingiustizie. Molti di questi programmi sono evidentemente montati ma non e’ questo il punto. Read more »

Anche nel calcio l’inglesismo trionfa grazie ad AGEVOLAZIONI uniche che ne permettono una crescita “drogata”

Il dominio politico-sociale attuato nel mondo da parte degli anglo-americani e’ basato sulla promulgazione di regolamenti sovranazionali che valgono per gli altri ma non per questi due paesi. Molto spesso la gente non si rende conto delle disparita’ di trattamento o del mancato rispetto delle regole da parte di questi paesi, in quanto gran parte della gente comune non e’ in grado di costruire un pensiero negativo orientato verso questi paesi la cui propaganda fa credere a molti che siano il massimo per quello che riguarda: democrazia, liberta’, scienza, musica, film, arte… IL CALCIO NON E’ ESENTE DA QUESTA LOBOTOMIZZAZIONE GENERALIZZATA e lo dimostra il fatto che la Gran Bretagna ha ben 4 nazionali.

L’Inghilterra, la Scozia, il Galles e l’Ulster (Irlanda del nord) sono le uniche “regioni” ad avere riconosciuta una propria federazione calcistica e di conseguenza un canpionato di calcio ed una squadra nazionale ANCHE SE NON RAPPRESENTANO UNA NAZIONE e non e’ una banale divisione burocratica perche’ ciò influenza le partecipazioni alle Coppe.

Per fare un’esempio, sarebbe come se in Italia vi fosse il campionato e la nazionale del settentrione, quelli del centro, quelli del meridione e quelli delle isole: UN’ASSURDITA’ TOTALE. Tale assurdita’ pero’ E’ CUSTODITA GELOSAMENTE DAI BRITANNICI in quanto aumenta a dismisura gli introiti che La Gran Bretagna riceve nel suo complesso da UEFA e FIFA che ammontano a CENTINAIA DI MILIONI DI EURO per i diritti Read more »

L’imperialismo umanitario e la sinistra

L’imperialismo – del quale si parla pochissimo non perche’ non esista ma perche’ gli organi d’informazione hanno visto proibito l’uso di tale parola – per ottenere il suo scopo e’ organizzato in maniera da coprire un ampio spettro di campagne ben coordinate e facendo in maniera che i risultati non abbiano un impatto tale da rendere evidente lo scopo ultimo nonostante questi convergano tutti, ed in maniera evidente, nella stessa direzione supportandosi l’un l’altro. Si possono riconoscere tre tipi di imperialismo coordinati e con ampie zone di intersezione: l’imperialismo finanziario, l’imperialismo culturale e l’imperialismo umanitario. Quest’ultimo e’ forse il piu difficile da riconoscere – nonostante sia ben evidente – ed entra in campo quando i risultati dei primi due non permettono di arrivare ad una completa manovrabilita’ di un paese. Infatti quando un paese nonostante le politiche messe in atto da FMI e Banca mondiale non risulta sottomesso al potere finanziario internazionale al punto tale da permettere alle multinazionali di fare cio’ che vogliono, quando l’imperialismo culturale non e’ riuscito a sradicare credenze e convinzioni nazionali in maniera da poter impiantare le proprie tese a preparare il terreno per la colonizzazione finanziaria, in questi casi entra in gioco l’imperialismo umanitario che si avvale particolarmente di ONG spesso facenti capo alle Nazioni Unite, che mettono in atto fortissime campagne provocatorie senza alcuna esclusioni di colpi. Ecco quindi che un paese stabile nel quale la gente vive in armonia diventa oggetto di “attenzioni” da parte dei movimenti delle donne, dei giovani, dei carcerati, degli animalisti, degli ecologisti eccetera quasi sempre utilizzando il grimaldello della corruzione politica, dei brogli elettorali Read more »

mar 4, 2016 - Senza categoria    2 Comments

Prostituzione procreativa o utero in affitto o maternita’ surrogata… che dir si voglia

Relativamente al fenomeno della maternita’ surrogata e provando ad immaginare cosa potrebbe succedere nel giro di una trentina d’anni (30 anni fa non c’era nemmeno la posta elettronica e c’erano ancora le B.R. e Andreotti), mi viene da pensare di fare un bel film dal titolo Le famiglie.

La prima cosa che mi viene da pensare – forse lo scenario piu probabile – e’ che i costi per le maternita’ diminuiranno incredibilmente come accaduto per le colf (un tempo esclusiva borghese) e sposteranno verso l’utero in affitto anche tutte coloro non voglio rovinarsi la linea o hanno altro da fare…… poi potrebbero esserci dei personaggi tipo berlusca o altri forti possidenti che – visti i prezzi in ribasso – deciderebbero di “investire” in 1000 o forse 100.000 FIGLI da far nascere quasi contemporaneamente per assecondare le manie di grandezza ed assicurarsi un gran serbatoio di voti. Le Famiglie mafiose non sarebbero da meno e – dato che il numero significa potere – anche loro investirebbero molti dei loro capitali sporchi (non investibili altrimenti) riciclandoli in un esercito di maternita’ surrogate. I finanzieri non sarebbero interessati a cio’ per non suddividere troppo il patrimonio ed i poveri non hanno possibilita’ economiche che permettano di crescere ai ritmi di politici e di mafiosi.

Nel corso di 50 anni la classe politica (e quella mafiosa) saranno fortemente influenzate da famiglie numerosissime, mentre scompariranno le classi piu basse Read more »

Outbrain e Taboola i nuovi creatori di opinioni

Da un po di tempo sto facendo considerazioni su un particolare ormai presente su tutti gli organi d’informazione online. Anche se ormai siamo abituati alla pubblicita’ ed alle inserzioni varie che riempiono i siti internet, probabilmente in questo caso non e’ il caso di essere superficiali ed etichettare come pubblicita’ a scopo di lucro questa nuova pratica diffusissima.
Mi riferisco al fatto di inserire al termine di un articolo di un giornale (o simili) di un riquadro dove vengono richiamate delle notizie “forse potrebbe interessarti…” oppure “guarda anche…” che vengono proposte in maniera tale da far pensare che siano notizie dello stesso giornale, con lo scopo di non far abbandonare il sito al lettore e di fornirgli ulteriori notizie sull’argomento trattato. Sembrerebbe insomma una delle tante pubblicita’ che ormai affollano in modalita’ sempre nuove e sempre piu invasive le pagine web di ogni tipo.

Se non etichettiamo a priori la cosa come pubblicita’, ma osserviamo bene e facendo alcune verifiche iniziano ad emergere fatti concreti che lasciano spazio a dubbi sempre piu’ grandi. Innanzitutto si nota come questo riquadro non viene gestito dall’editore del giornale o dal sito web ma viene esplicitamente riportato che e’ “offerto” da una ditta privata. Si potrebbe immaginare che la ditta sia la solita societa’ parallella che si occupa della raccolta pubblicitaria ma non e’ cosi. Non e’ cosi perche’ la ditta e’ la stessa anche su altri giornali. Andando ad analizzare gli organi d’informazione e’ facile rilevare come tutti questi spazi siano gestiti da DUE DITTE in una situazione di duopolio a livello mondiale. Si proprio a livello mondiale, perche’ le stesse ditte sono presenti anche in altri organi d’informazione di altri paesi anche i piu’ sperduti. Queste due ditte, come chiunque potra facilmente verificare si chiamano Taboola e Outbrain.

Mi sembra strano che delle societa’ lontane dall’Italia sappiano quali sono le notizie d’interesse per ogni cittadino italiano ed anche per quelli di tutti Read more »

gen 29, 2016 - Articoli da conservare    No Comments

la cannibalizzazione del nostro sistema bancario

Siamo alla vigilia della cannibalizzazione del nostro sistema bancario e non possiamo farci proprio nulla. Tanto più se questa logica a qualcuno piace, qualcuno che di nome fa Matteo e che a ogni piè sospinto non perde occasione per ricordare come in Italia ci siano troppe banche e che è giunta l’ora di fusioni e acquisizioni per razionalizzare il comparto (in questo caso non si sbandiera piu’ IL LIBERO MERCATO), il quale inoltre pesa troppo sul Ftse Mib.

Ed ecco la parte più interessante della vicenda, ovvero quanto potrebbe aspettarci. Negli Stati Uniti le cosiddette “Big Four” (JP Morgan Chase, Bank of America, Wells Fargo e Citigroup), le principali quattro banche del Paese, insieme detengono il 45% di tutti i depositi del Paese, circa 4,6 triliardi di dollari. La quinta banca, US Bancorp, non si avvicina nemmeno, è un po’ come la quinta squadra del campionato spagnolo di calcio che alla fine del girone di andata è già 20 punti dietro chi la precede: pur avendo 3151 filiali e 65mila dipendenti, ha infatti depositi per soli 271 miliardi di dollari.

Secondo un grafico della Federal Reserve, tra il 1990 e il 2010 negli Stati Unti 37 banche inglobate dalle Big Four, sono sparite: il trionfo dell’M&A (merger&acquisition, fusioni e acquisizioni) che tanto viene invocato da Matteo Renzi.

 

 

E quando è stata maggiore la frequenza di questo processo di consolidamento del settore bancario Usa? Durante la crisi finanziaria del 2008, quando le Big Four hanno fatto man basse di piccoli competitor che stavano andando a zampe all’aria per i prestiti subprime: Washington Mutual, Bear Stearns, Countrywide Financial, Merrill Lynch e Wachovia furono tutte acquisite in quel periodo garantendosi cosi l’assenza di concorrenza a vita, visto che la creazione di nuove banche è scesa a zero. Read more »

PRIVATIZZAZIONI: COSI’ CI SIAMO FATTI RUBARE TUTTO !

La storia delle privatizzazioni e dei privatizzatori che hanno svuotato questo Paese di ogni sua ricchezza, trasformandolo da settima potenza economica mondiale a un grande discount per ricchi speculatori senza scrupoli. Il racconto di Valerio Lo Monaco, direttore della Voce del Ribelle.

Buongiorno Claudio e buongiorno a tutti i lettori del tuo blog! Verso la fine di novembre, il Ministro dei Trasporti, Graziano Del Rio, ha rilasciato una dichiarazione. Ha detto che, nel corso del 2016, il 40% delle Ferrovie dello Stato verrà privatizzato.  O meglio: Ferrovie dello Stato verrà quotata in borsa e in borsa saranno messi appunto il 40% delle azioni. Una postilla a questa operazione, epsressa nel classico “bizantinismo” del linguaggio politico, è il fatto che Ferrovie dello Stato si riserva di mantenere il controllo delle infrastrutture, cioè vale a dire della rete ferroviaria, mentre invece la veicolazione dei mezzi su questa rete ferroviaria, perlomeno per il 40%, verrà ulteriormente privatizzata.

Questa è solo l’ultima, in ordine di tempo, di tutta una serie di privatizzazioni che sono state fatte nel corso degli anni. I criteri che vengono veicolati per giustificare le privatizzazioni sono da una parte quello di fare cassa (perché avendo un debito pubblico alle stelle, avremmo bisogno di vendere) e dall’altro lato quello di consentire un migliore utilizzo di opere pubbliche, di beni pubblici, di asset pubblici che invece, se gestiti dallo Stato, verrebbero gestiti male. Ma vediamo, in nome di questi criteri, cosa è stato fatto nel corso degli anni.

Il divorzio tra la Banca d’Italia e il Tesoro

Una prima data storica che va assolutamente scolpita nella testa è quella del 1981/82, perché sancisce il divorzio tra la Banca d’Italia e il Tesoro. All’epoca il Governo era quello di Forlani e di Spadolini, membro del gruppo Bilderberg, e Banca d’Italia era allora diretta da Carlo Azeglio Ciampi. Però l’uomo chiave di questa operazione si chiamava Beniamino Andreatta, che fu colui che sancì il divorzio tra il Tesoro e la Banca d’Italia. In parole povere, fino a quel momento Read more »

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