Chi controlla i media

UN GRAN BELL’ARTICOLO DA CONSERVARE ……

tratto da www.centrosangiorgio.com

Pur essendo stata scattata nel 2010, questa istantanea dei mass media è ancora di grande attualità. Tenga inoltre ben presente il lettore che pur facendo riferimento alla realtà statunitense, buona parte delle trasmissioni, dei film, dei serial televisivi e delle notizie diffusi in America vengono quasi tutti riproposti al pubblico italiano.

«Hollywood è guidata dagli ebrei».– Così l’attore Marlon Brando (1924-2004) durante il Larry King Live, andato in onda il 5 aprile 1996.

 «Lo faccio a causa dello strapotere ebraico nel mondo dei media […]. Loro (gli ebrei) sono sempre in cima a qualsiasi commento, sono la lobby più potente che agisca a WashingtonIsraele ha fottuto la politica estera americana per anni». – Così il regista Oliver Stone, durante un’intervista rilasciata al London Sunday Times nel luglio del 2010. Stone è ebreo dalla parte paterna.

 «Il potere e l’influenza economica degli ebrei sono concentrati in modo spropositato a Hollywoodnella televisione e nellindustria mediatica». – Così Stephen Steinlights, ex direttore del National Affairs of the American Jews Committeee, in «The Jewish Stake in America’s Changing Demography: Reconsidering a Misguided Immigration Policy»Center For Immigration Studies, novembre 2001. Steinlights è ebreo.

 «Nei settori chiave dei media, specialmente negli studi cinematografici di Hollywood, gli ebrei sono così numericamente dominanti che definire questi affari sotto controllo ebreo è poco più che un’osservazione statistica […].Hollywood alla fine del ventesimo secolo è ancora un’industria con una pronunciata coloritura etnica. Praticamente tutti i capi delle produzioni cinematografiche sono ebrei.Scrittori, produttorie anche i meno evoluti direttori sono in larga maggioranza ebrei. Un recente studio ha mostrato come superino il 59% tra i produttori di film a budget più elevato. Il peso di tanti ebrei in una delle più lucrose e importanti industrie americane conferisce loro uno straordinario potere politico. Essi sono la maggior riserva di denaro per i candidati democratici». – Jonathan J. Goldberg, Jewish Power: Inside the American Jewish Establishment, Addison-Wesley, 1996, pagg. 280, 287, 288. Goldberg è editore di Forward, l’influente settimanale della comunità ebraica.

 Premessa

 schiavo mediaticoNell’articolo intitolato Mass media e controllo mentale, presente in questo sito, abbiamo visto come nel giro di vent’anni (dal 1983 al 2004) il numero delle società che gestiscono le notizie e l’intrattenimento negli Stati Uniti sia drasticamente calato. Da cinquanta società si è passati, tramite numerose acquisizioni e fusionia quattro grandi conglomerati. Ciò significa che dietro il velo di un apparente pluralismo dell’informazione si cela un pugno di persone che detengono un enorme potere. Lo scopo di questo articolo è di far conoscere il volto e il nome di questi individui e le losche finalità che perseguono. Leggendo questo scritto, il lettore noterà come di continuo venga messo in rilievo il fatto che la maggior parte dei proprietari o dei gestori di questi imperi finanziari sia composta da ebrei (che negli Stati Uniti rappresentano il 2% della popolazione totale). Quello della presenza di israeliti ai vertici di queste grandi holding mediatiche è un problema complesso che necessita di doverose precisazioni per non cadere in spiacevoli malintesi. Come abbiamo già rimarcato nella Nota sullantisemitismo, il nostro Centro condanna fermamente, in conformità al Magistero perenne della Chiesa cattolica, qualsiasi forma di discriminazione razziale.  E dunque, se abbiamo deciso di pubblicare questo articolo non è certo per istigare in chi ci legge una qualsiasi forma di odio o di risvegliare antichi pregiudizi. Né è nostra intenzione creare o diffondere black list mediatiche. É altrettanto doveroso sottolineare che qui non è questione dell’intero popolo ebraico o della maggior parte parte di esso, ma – come diceva San Massimiliano Kolbe (1894-1941) parlando degli ebrei ai vertici della Massoneria – di una «cricca», ossia di un gruppo ristretto per nulla rappresentativo della maggioranza.

Il mondo ebraico del resto, lungi dall’essere un corpo monolitico, è attraversato da diverse correnti di pensiero assai diverse tra loro. Non tutti gli ebrei, ad esempio, condividono la politica del pugno di ferro adottata in questi ultimi decenni dal governo di Tel Aviv nei confronti del popolo palestinese (pensiamo in Italia a personaggi fuori dal coro come Moni Ovadia). Vi sono poi numerosi ebrei ortodossi (i Neturei Kartache ritengono il sionismo un male e lo Stato d’Israele una bestemmia contro Dio.

neturei karta

Ebrei ortodossi manifestano contro il sionismo e contro lo Stato di Israele.

Senza contare tutti gli ebrei pacifisti (non solo in Israele, ma anche sparsi in tutto il mondo) favorevoli alla creazione di uno Stato indipendente palestinese. Detto questo, resta ora da capire per quale ragione un manipolo di ebrei cerca di monopolizzare il mondo dei mediavolto di gesù cristo statunitensi. Innanzi tutto, bisogna comprendere che la ragioni di questo atteggiamento sono di origine essenzialmente religiosa. Leggendo i Vangeli salta agli occhi quanto duemila anni fa fosse fervente presso il popolo eletto l’attesa di un Messia, ma anche quanto fosse sciovinista l’idea che gli ebrei si erano fatti di questo Salvatore. Secondo la mentalità imperante a quel tempo, dovuta in buona parte ad una lettura distorta delle profezie contenute nei Libri Sacri, si sarebbe trattato di una sorta di re terreno o di un grande conquistatore che avrebbe ristabilito il regno di Israele e lo avrebbe riportato ai grandi fasti del passato. Ma soprattutto, il Messia promesso una volta apparso avrebbe portato la pace e l’unità su tutta la Terra per mezzo di Israele. Scrive a questo proposito SantAlfonso Maria De Liguori (1696-1787), Dottore della Chiesa, nella sua opera Verità della Fede (1767): «Questo fu l’inganno dei miseri ebrei; essi volevano il Messia, non quale doveva venire per la loro eterna salute e per la redenzione di tutto il mondo, ma, qual lo bramavano, e se l’avevan figurato secondo i proprî desideri, ricco, glorioso e trionfante di tutti i re della terra, e che avesse liberato il suo popolo da tutte le calamità sant'alfonso maria de' liguoritemporali, con sottomettergli tutti i suoi nemici, e colmarlo di onori e di ricchezze. E perciò avendolo veduto poi comparire povero, umile e disprezzato, non vollero riconoscerlo per loro Signore, e lo rifiutarono, e così si avverò la predizione d’Isaia, che udissero, e non intendessero: vedessero, e non conoscessero la verità». Così lontano da questa idea materiale e nazionalistica di Messia, Gesù Cristo ha predicato la venuta di un regno spirituale (la Chiesa) cui erano chiamati a far parte (mediante il Battesimo) non solo i membri del popolo ebraico, ma tutti gli uomini di buona volontà, al di là della razza o del colore della pelle. Ma la libertà spirituale dal peccato che Egli ha annunciato non andava incontro alle attese di un monarca trionfante che avrebbe liberato materialmente Israele dal giogo dei romani e fatto di Sion il centro del mondo. Dopo aver rifiutato la messianicità e la divinità di Gesù Cristo e la conseguente distruzione del Tempio di Gerusalemme ad opera dell’occupante romano (70 d. C.), gli ebrei furono condotti in schiavitù fuori di Israele e dispersi su tutta la Terra (la Diaspora). Nonostante questi drammatici avvenimenti, gli israeliti continuarono ad attendere il Messia. Tuttavia, col passare dei secoli, molti ebrei, stanchi di attendere un Messia che tardava a venire, elaborarono una corrente di pensiero secondo cui iljews run hollywood - moment agosto 1996 Messia atteso non era un uomo, ma lo stesso popolo ebraico. In una lettera indirizzata a Karl Marx (1818-1883), e pubblicata da La Revue de Paris (pag. 574, 1º giugno 1928), scrisse il rabbino Baruch Levy: «Il popolo israelita,preso collettivamente, sarà esso stesso il proprio Messia. Il suo regno si otterrà con l’unificazione delle razze umane, la soppressione delle frontiere e delle monarchie, che sono la difesa del particolarismo, e con l’istituzione di una Repubblica Universale […]. In questa nuova organizzazione dell’umanità i figli d’Israele, sparsi da tempo su tutta la superficie del globo, tutti della stessa razza e della stessa conformazione naturale, senza tuttavia costituire una nazionalità distinta, diventeranno senza contrasti lelemento ovunque dirigente […]. Così si realizzerà la promessa del Talmud che, allorquando i tempi del Messia saranno venuti, gli ebrei terranno sotto le loro chiavi i beni di tutti i popoli del mondo». Questa forma deviata di messianismo si è radicata nelle menti di un certo numero di persone e continua tutt’ora ad animare una fazione del giudaismo. Secondo questa corrente, il popolo messianico regnerà sul mondo, ma prima bisogna togliere di mezzo l’ostacolo principale che si frappone al trionfo di Sion: il cristianesimo. Per accelerare la scomparsa di questa religione occorre che i cristiani abbandonino la loro moralità e abbraccino una nuova religiosità all’interno della quale Israele torni ad essere al centro del piano di salvezza. É per questa ragione che un pugno di israeliti occupa i posti più elevati all’interno di quella terribile arma psicologica che sono i mezzi di comunicazione, l’unico strumento in grado di rimuovere qualsiasi forma di resistenza all’avanzata del pensiero unico.

al goldstein    

 Introduzione

Non c’è potere più grande nel mondo odierno di quello in possesso dei manipolatori dell’opinione pubblica in America. Nessun re o Papa dell’antichità, nessun sommo sacerdote o conquistatore ha mai potuto avvalersi di un potere che somigliasse anche solo lontanamente a quello che è nelle mani di una dozzina di uomini che controllano i mass media americani (sia per le notizie che per l’intrattenimento). Il loro poterecontrollo mentale non è lontano e impersonale, ma arriva in ogni casa, e viene esercitato nel corso di tutta la giornata. La loro influenza comincia nella prima infanzia e continua per tutta la nostra vita. È il potere che plasma e forgia virtualmente la mente di ogni cittadino, giovane o vecchio, ricco o povero, semplice o sofisticato. In una democrazia moderna le persone che possono plasmare lopinione pubblica sono le uniche che detengono il vero potere. I mass media contribuiscono a formare la nostra immagine del mondo e ci dicono – esplicitamente e implicitamente – cosa pensare o per chi votare. Nel nostro mondo indaffarato, tutto ciò che sappiamo – o pensiamo di sapere – a riguardo degli eventi o delle persone giunge a noi tramite i quotidiani, le riviste settimanali, la radio o la televisione. I mass media esercitano una particolare influenza su come vediamo i nostri statisti o gli altri leader mondiali. La copertura mediatica universalmente positiva della campagna presidenziale di Barack Obama manipolazione mediaticae il silenzio metodico sulle campagne dei suoi concorrenti sono solo uno esempio di deviazione attuata dai media. Similmente, quei leader mondiali che non vogliono accondiscendere alle richieste americane vengono puntualmente ritratti come psicopatici pericolosi o fanatici religiosi, preparando così la strada all’accettazione da parte dell’opinione pubblica di un intervento militare fuori dai confini nazionali. Non si tratta solamente della pesante soppressione di certe notizie dai nostri giornali o della chiassosa diffusione di storie distorte televisive (i cosiddetti «docudramas»), che caratterizzano le tecniche utilizzate dai manipolatori che possiedono i mezzi di comunicazione. Essi esercitano la loro influenza sottilmente e accuratamente anche nella gestione delle notizie e nell’intrattenimento che ci presentano. Il modo in cui le notizie vengono trattate, quali articoli enfatizzare e quali ignorare, la scelta del reporter, il tono della voce e le espressioni facciali, l’enunciazione dei titoli, la scelta delle immagini, in breve tutti quegli accorgimenti che ci colpiscono in maniera subliminale, e che tuttavia colpiscono profondamente il modo in cui interpretiamo ciò che vediamo o sentiamo. Oltre a tutto ciò, naturalmente, gli articolisti e i redattori cercano di rimuovere ogni dubbio residuo dalle nostre menti su ciò che dobbiamo pensare a proposito di un determinato argomento. Impiegando attentamente certe tecniche psicologiche sviluppate, essi guidano il nostro pensiero e la nostra opinione in modo tale da essere in sintonia con la massa «in», con le «belle persone» e con chi è «ben informato». Essi ci fanno sapere con precisione quale dovrebbe essere il nostro atteggiamento verso i vari tipi di persone e i diversi comportamenti mettendo quelle persone o quei comportamenti all’interno del contesto di un docudramas o di una sitcom in cui i personaggi televisivi reagiscono in modo politicamente corretto.

  Plasmare le menti degli americani

Per fare un esempio, ci sono innumerevoli film e spettacoli televisivi in cui una coppia omosessuale viene presentata come rispettabile e socialmente apprezzata dagli altri personaggi. Generalmente, gli omosessuali vengono dipinti come vittime talentuose e sensibili della discriminazione. Gli immigrati clandestini vengono invece ritratti come ottimi lavoratori che inseguono il «sogno americano». Naturalmente, il loro ampio contributo al problema della crescente criminalità nella nostra nazione e i danni sociali creati dall’immigrazione selvaggia eteledipendenteincontrollata vengono metodicamente taciuti. Al contrario, i personaggi allarmati dall’immigrazione clandestina, dalla crescente ipersessualizzazione degli adolescenti o dalla promozione dei diritti delle coppie gay, vengono, nel migliore dei casi, ritratti come spregevoli fanatici che vengono ingiuriati dagli altri personaggi, o, nella peggiore delle ipotesi, come pericolosi psicopatici affascinati dalle armi da fuoco e una minaccia per tutti i cittadini rispettosi della legge. Per l’americano medio, che guarda approssimativamente 153 ore di televisione al mese, distinguere tra questi ritratti immaginari e la realtà diventa sempre più difficile. Per i giovani fare questa distinzione può essere quasi impossibile. Molte persone vengono influenzate dalle azioni trasmesse alla televisione, dalle asserzioni e dagli atteggiamenti degli attori televisivi molto più di quanto non lo siano dai loro simili nella vita reale. Per molti, troppi americani il mondo reale è stato sostituito dalla falsa realtà dell’ambientazione televisiva, ed è a questa falsa realtà che vengono spinti a conformarsi. Così, quando uno sceneggiatore televisivo esprime approvazione per certe idee o azioni attraverso i personaggi televisivi, o disapprovazione per altre idee o azioni, egli esercita una potente pressione su milioni di telespettatori che vengono così spinti ad adeguarsi alle sue opinioni. Ciò avviene nei programmi di intrattenimento televisivo e nei notiziari, sia teletrasmessi che cartacei. La cosa più insidiosa di questa forma di controllo del pensiero è che anche quando siamo consapevoli del fatto che l’intrattenimento o i notiziari potrebbero influenzarci, i padroni dei media sono ancora in grado di manipolare la maggior parte di noi.

Ciò avviene non solo perché essi distorcono quello che presentano, ma anche perché stabiliscono taciti confini e norme basilari che determinano lo spettro lecito dellopinione. Ai telespettatori viene presentata l’illusione della diversità di opinione fra le più importanti reti televisive, fanatico religiosoquando in realtà, per tutti i problemi realmente importanti, i vari canali dicono tutti la stessa cosa. Ad esempio, reti come CNN o MSNBC sono considerate più «liberali», mentre i «conservatori» preferiscono il canale Fox News. In realtà, queste reti (ed altre), sono completamente allineate quando si tratta di presentare i problemi più importanti che la nostra nazione e la nostra gente sono chiamati ad affrontare. Ad esempio, considerate come i media trattano le notizie provenienti dal Medio Oriente. Alcuni redattori o commentatori sono servilmente pro-Israele in ogni loro espressione, mentre altri sembrano quasi neutrali. Ciò nonostante, nessuno osa anche solo suggerire che il governo americano sta appoggiando lo schieramento sbagliato nel conflitto arabo-israeliano, o che l’attentato dell11 settembre 2001 è stato uno dei risultati di questo appoggio. Nessuno ha osato affermare che è equivalso a servire gli interessi d’Israele – anziché quelli dell’America – spedire forze armate per colpire l’Iraq, il principale concorrente dello Stato israeliano nel Medio Oriente. La copertura mediatica del programma nucleare dell’Iran è un altro esempio. Tutte le reti, in un modo o nell’altro, hanno ritratto l’Iran e il suo leader(Ahmadinejād) come un pericolo per il mondo intero, piuttosto che un ostacolo alla supremazia israeliana in tutto il Medio Oriente. Le reti televisive si comportano abbastanza similmente quando si tratta di parlare dell’immigrazione clandestina e dei danni sociali ed economici che essa provoca. Alcune reti considerano l’avvento di una società multietnica e multireligiosa come un cambiamento positivo, mentre altre si concentrano sulla lotta per limitare l’immigrazione clandestina, anche se poi tacciono sull’aumento della spesa pubblica che essa comporta, sull’ondata di delinquenza o sui cambiamenti culturali provocati dall’immigrazione massiccia proveniente dal Terzo Mondo. Allo stesso tempo, vi è una condanna universale della politica americana di immigrazione anteriore al 1965, che favoriva l’immigrazione dall’Europa rispetto a quella dal Terzo Mondo.

 Tutti i portavoce dei media, senza eccezione, sono dell’opinione che il «multiculturalismo» e la «diversità» non solo sono ormai una realtà da accettare, ma anche una cosa positiva. Il mantra secondo cui «la diversità è la nostra forza» riecheggia senza sosta non solo nei nostripoliticamente corretto media, ma anche nelle nostre scuole e nelle istituzioni governative. Nessuno dei principali media è disposto a parlare della balcanizzazione di certi territori o dei problemi provocati dal multiculturalismo. In questo modo viene stabilito uno spettro di opinione lecita su questa e su altre questioni. Le opinioni che non rientrano in questo spettro di liceità vengono etichettate come «estremiste» o persino «razziste». Per i padroni dei media, ogni punto sullo spettro lecito dell’opinione pubblica è accettabile, mentre non è permessa l’esposizione di quei fatti o di quei punti di vista definiti «intollerabili», qualora sia possibile impedirlo. Nondimeno, anche se ci sono gradazioni diverse, la maggioranza degli americani non riesce a comprendere che è stata manipolata. Anche il cittadino che si lamenta del fatto che certe notizie vengono rimaneggiate cade nella trappola di chi pensa che, poiché è in possesso di un apparente spettro di opinione, il dissenso è terrorismopuò evitare di cadere sotto l’influenza dei controllori del pensiero credendosi il redattore o il commentatore della sua scelta. É una situazione del tipo «voglio vincere qualsiasi cosa accada». Offrendo un’«opposizione controllata» ai cittadini scontenti, i potentati mediatici sono in grado di tenere queste persone alla larga da opinioni politicamente scorrette e contenere i loro modi di vedere all’interno di confini accettabili. Il controllo dei media è pressoché monolitico. Tutta i media controllati (la televisione, la radio, i quotidiani, le riviste, i film) parlano con una sola voce, rafforzandosi a vicenda. Nonostante le apparenze di varietànon vi è un vero dissenso, non c’è una sola fonte alternativa di fatti o di idee accessibile alla grande massa delle persone che permetterebbe loro di formarsi opinioni in disaccordo con quelle dei padroni di media. Essi si trovano sempre di fronte ad un’unica visione del mondo, un mondo in cui ogni voce proclama l’equivalenza morale di tutti gli orientamenti sessuali e l’allettante prospettiva di una società «pluralistica» e cosmopolita. Si tratta di una visione del mondo progettata dai padroni dei media per raggiungere i loro scopi, e la pressione per adattarsi a quella visione ci sta sommergendo. Le persone conformano le loro opinioni a quelle del Grande Fratello, votano secondo le sue indicazioni e plasmano le loro vite per uniformarsi al pensiero unico. E chi sono i padroni onnipotenti dei media? Come vedremo, per la maggior parte sono ebrei. Non si tratta semplicemente di affermare che i media sono controllati da avidi capitalisti, alcuni dei quali sono ebrei. Se così fosse, l’etnicità dei padroni di media rifletterebbe, almeno approssimativamente, il rapporto tra i gentili (i non-ebrei) ricchi e gli ebrei ricchi. Ciò nondimeno, nonostante alcune eccezioni, la preponderanza degli ebrei nei media è così schiacciante da indurci a presumere che ciò non sia una mera coincidenza.

 media delle notizie e dellintrattenimento
La mancanza di una regolamentazione governativa in materia destinata all’industria delle telecomunicazioni non ha provocato un aumento della competizione, quanto piuttosto un’ondata di rapide fusioni di società e acquisizioni che hanno dato vita ad una manciata di conglomerati mediatici multi-miliardari. I più grandi di questi conglomerati sono cresciuti rapidamente distruggendo ogni tipo di concorrenza, e triplicando le loro dimensioni (soprattutto durante gli anni Novanta). Ciò ha virtualmente consegnato tutti i media americani nelle mani di un numero assai ristretto di uomini d’affari (quasi sempre ebrei). Ogni qualvolta guardate la televisione, sia da una piccola rete locale, via cavo o via satellite; ogni volta che seguite un documentario o un film al cinema o a casa; ogni volta che ascoltate la radio o un CD; ogni volta che leggete un giornale, un libro o una rivista, è più che probabile che le informazioni o l’intrattenimento di cui fruite sia stato prodotto e/o distribuito da una di queste quattro mega-società mediatiche:

 – La Disney

walt disney company

La Walt Disney Company è il più grande conglomerato mediatico al mondo con un reddito annuale che si avvicina ai 39 miliardi di dollari. Nel 2005, il suo amministratore delegato Michael Eisner (un ebreo) si è dimesso dalla Disney dopo un voto di sfiducia da parte  degli azionisti della società. Eisner era stato accusato da Roy Disney (1930-2009), il nipote di Walt Disney (1901-1966), di aver trasformato la Walt Disney Company in una «società rapace e crudele». Al suo posto è subentrato il suo assistente Robert Iger (anche lui ebreo), che ha assunto il controllo della società nel 2005.

 Iger è un membro attivo del Comitato Aish HaTorah, un gruppo ortodosso sionista che incoraggia l’occupazione israeliana dei territori palestinesi, promuove l’identità ebraica, e si «impegna a divulgare precetti universali dell’ebraismo, primo fra tutti il perfezionamento del mondo» in accordo con valori ebraici. Direttamente sotto il controllo di Iger ci molte società di produzione televisiva (tra cui la Walt Disney Television, la Touchstone Television e la Buena Vista Television), e numerosi canali di cavo con più di 100 milioni di abbonati. Tra le società cinematografiche che fanno parte del Walt Disney Motion Pictures Group c’è la Walt Disney Pictures, la Touchstone Pictures, la Pixar, la Hollywood Pictures e la Caravan Pictures.

 

michael eisner robert iger
Michael Eisner Robert Iger

priest - miramaxLa Disney possiede anche la Miramax Films, fondato dai fratelli Bob e Harvey Weinstein (ebrei), che hanno prodotto film osceni o irriverenti come The Crying Game (La moglie del soldato; 1992), Priest («Il prete»; 1994), e Kids («Bambini»; 1995). I fratelli Weinstein hanno lasciato la Miramax nel 2005 per formare una loro compagnia nota come Weinstein Company. Da allora essi hanno prodotto film come Inglourious Basterds (Bastardi senza gloria; 2009), una pellicola che glorifica la tortura e la mutilazione di prigionieri tedeschi da parte di soldati ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale. Dopo il suo rilevamento da parte di Eisner nel 1984, la Disney ha allargato la sua griglia iniziando a produrre quel grosso affare che è il cosiddetto materiale per «adulti». Nel 1985, la Disney ha acquisito la Capital Cities/ABC, che a sua volta è proprietaria della rete televisiva ABC, che a sua volta possiede dieci stazioni televisive collocate in grandi piazze di mercato come New York, Chicago, Filadelfia, Los Angeles, San Francisco e Houston. Inoltre, negli Stati Uniti l’ABCdispone di 225 stazioni televisive affiliate. La rete sportiva via cavo ESPN, un affiliata dell’ABC, è capitanata dal presidente e amministratore delegato George W. Bodenheimer (un ebreo). La Disney controlla anche Disney ChannelToon Disney (ora Disney XD), A&ELifetime TelevisionSOAPnet ed History Channel, con circa 8688 milioni di abbonati per ogni canale. La rete televisiva ABC Familyche ha come target gli adolescenti, i giovani e le famiglie, conta 84 milioni di abbonati e, oltre a trasmettere programmi di intrattenimento (alcuni dei quali piuttosto indecenti per un canale destinato alla famiglia), è anche il network che accoglie l’evangelista (sionista) Pat Robertson.

bob e harvey weinstein george w. bodenheimer
Bob e Harvey Weinstein George Bodenheimer

 

miley cyrus - pole danceFin dall’entrata in scena di Iger, la Disney ha promosso un certo numero di programmi e di film destinati ai bambini in cui si incoraggiano le relazioni sessuali nell’età adolescenziale, come The Princess and the Frog (La principessa e il ranocchio; 2009) e The Secret Life of the American Teenager (La vita segreta di una teenager americana; 2008). Ad esempio, quando i critici si lagnarono per una pole dance da spogliarellista (vedi foto a lato) andata in onda durante il Kid’s Choice Awards per celebrare il serial televisivo disneyano Hanna Montana (un personaggio interpretato dall’allora sedicenne Miley Cyrus, oggi ormai giunta al capolinea della volgarità), il portavoce della Disney rifiutò seccamente questa critica affermando che ogni contenuto della Disney è «conforme a quelli che sono i nostri valori di sempre» 1. Sebbene sia primariamente una società di telecomunicazioni, l’ABC/Disney guadagna circa un miliardo di dollari allanno con diverse pubblicazioni,essendo proprietaria della Walt Disney Company Book Publishing, della Hyperion Books e della Miramax Books. Essa possiede anche sei quotidiani e pubblica più di una ventina di rivisteLa Disney Publishing Worldwide, la più grande casa editrice al mondo di libri e di riviste per bambini, pubblica oltre 400 periodici per bambinivende ogni anno 120 milioni di libriLa Disney Publishing Worldwide è capeggiata da Russell Hampton Jr, mentre il vicepresidente è l’ebreo Andrew Sugerman. Su Internet, la Disney può contare su società come Buena Vista Internet GroupABC Internet GroupABC.comABCNEWS.com, Oscar.comMr. ShowbizDisney OnlineDisney’s Daily BlastDisney.comFamily.comESPN Internet GroupESPN.sportzone.comSoccernet.comNFL.comNBA.comInfoseek (di cui è in parte proprietaria), e Disney Interactive.

russell hampton jr. andrew sugerman
Russell Hampton Jr. Andrew Sugerman

 La News Corporation
news corporation

La News Corporation di Rupert Murdoch è attualmente il secondo conglomerato mediatico più grande al mondo, con un reddito annuo che supera i 30 miliardi di dollari. Essa possiede un gran numero di studios, di reti televisive (via cavo o via satellite), di giornali e di società editoriali. Il suo più grande studio cinematografico è la Twentieth Century Fox. La sue compagnie televisive e le reti via cavo includono tra le altre Fox Television NetworkFox NewsFX ChannelFox SportsMyNetworkTVESPN Star Sports e DirectTV. Il braccio editoriale della News Corporation include News LimitedNews InternationalHarper Collins, e pubblica il New York Post e il Wall Street Journal.

Nel 2005, la News Corporation, attraverso la sua subalterna Fox Interactive Media, ha acquisito il popolare social network MySpace. Il suo Fox News Channel, nonostante la reputazione di canale conservatore, ha giocato un ruolo-chiave nella promozione dell’agenda neocon, la destra americana che ha voluto le guerre in Iraq e in Afghanistan. I suoi conduttori hanno abbracciato quasi all’unisono e sostenuto il sionismo più aggressivo e la prospettiva di una società multiculturale e multireligiosa. Presentatori come Bill OReillySean HannityGreta Van Susteren e Glenn Beckhanno tutti promosso servilmente l’agenda pro-Israele, supportata da tutte le più grandi personalità televisive.

fox news channel

Da sinistra: Bill O’Reilly, Sean Hannity, Greta Van Susteren e Glenn Beck.

Murdoch è nominalmente un gentile, ma c’è incertezza sulle sue ascendenze, 2 ed egli ha vigorosamente sostenuto il sionismo e altre cause ebraiche per tutta la sua vita. Nel 2009, Murdoch ha sostituto il suo vice ebreo Peter Chernin con il gentile Chase CareyTuttavia, anche sotto Carey, numerosi ebrei occupano posti-chiave nella compagnia: la News Corporation Digital Media (la ex Fox Interactive Mediaè amministrata da Peter Levinsohn, mentre l’amministratore delegato di Fox News è l’ardente sionista Roger Ailes. Questi è stato consigliere di Ronald Reagan (1911-2004) e diGeorge Bush Sr., ed è molto accreditato per le sue campagne di successo. Ailes è stato schietto nel suo appoggio al governo di Tel Aviv affermando: «Io difendo gli Stati Uniti, Israele e la Costituzione», un fatto che non è passato inosservato ai dirigenti di Fox News.

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Rupert Murdoch Peter Chernin Peter Levinsohn

David Hirshey è il redattore esecutivo della Arpista CollinsThomas Rothman è il presidente della Fox Filmed Entertainment. L’ebreo William Kristol è il redattore di uno dei più popolari giornali neoconThe Weekly Standard, pubblicato dalla News Corporation. Kristol è uno dei più importanti portavoce e intellettuali neocon. Egli è stato un aperto fautore della guerra in Iraq e della campagna israeliana del 2006 in Libano, che definì «anche la nostra guerra». Kristol è stato consigliere del repubblicano John McCain per la politica estera durante la sua campagna presidenziale, e continua tuttora a sostenere vigorosamente la necessità di un’azione militare contro l’Iran in difesa d’Israele.

david hirshey thomas rothman william kristol
David Hirshey Thomas Rothman William Kristol

riquadro ebrei hollywood

 Viacom
logo viacom

Viacom è il terzo conglomerato mediatico più grande degli Stati Uniti, con un reddito che nel 2008 ha superato i 14 miliardi di dollari, Esso è di proprietà dell’ebreo Sumner Redstone (nato Murray Rothstein). Melvin A. Karmazin, un altro ebreo, è stato il numero due di Viacom fino a giugno del 2004, occupando la carica di presidente e direttore operativo. Pur rimanendo un grande azionista di Viacom, Karmazin si è spostato divenendo l’amministratore delegato di Sirius Satellite Radio, dove è stato un aperto sostenitore dell’eccentrico DJ ebreo Howard Stern. Karmazin è stato sostituito come vicepresidente e vicedirettore operativo dall’ebreo Leslie Moonves, affiancato da Tom Freston (forse ebreo pure lui). Moonves è un fedele sionista ed è pronipote di David BenGurion (1886-1973), il primo premier nella storia dello Stato d’Israele. Moonves è anche presidente del Comitato ebraico Aish HaTorah per il Nord America.

Egli continua ad essere presidente e amministratore delegato della CBS, una delle più grandi affiliate di Viacom. Quest’ultima possiede molte reti televisive (via etere e via cavo) e società cinematografiche come CBSMTVVH1NickelodeonBETComedy CentralParamount PicturesDreamworksSpike e molti altre. Viacom produce e distribuisce programmi televisivi per le tre reti più grandi del Paese, possiede trentanove stazioni televisive insieme ad altre 200 società affiliate alla CBS Television Network. Inoltre, essa è proprietaria di 185 stazioni radiofoniche inglobate nel suo gruppo radio Infinity, e può contare su altre 1.500 stazioni affiliate attraverso la CBS Radio NetworkIl più grande studio cinematografico della Viacom è la Paramount Pictures, di proprietà della Dreamworks, il cui amministratore delegato è l’ebreo Brad Grey.

sumner redstone melvin a. karmazin howard stern
Sumner Redstone Melvin A. Karmazin Howard Stern
leslie moonves tom freston brad grey
Leslie Moonves Tom Freston Brad Grey

Sotto la proprietà di Redstone, MTV e VH1 hanno continuato a spingere prodotti oltre i limiti della degenerazione trasmettendo un buon numero di nuovi reality a sfondo omosessuale come Strange Love e Flavor of Love, mandando in onda il rapper Flavor Flav (William Jonathan Drayton Jr.), un tossicodipendente criminale più volte condannato, o A Shot at Love with Tila Tequila, un programma in cui uomini e donnea shot at love with tila tequila erano in gara tra loro per conquistare questa star bisessuale 3MTV domina il mercato televisivo per spettatori tra i dodici e i quattordici anni, e pompa videoclip musicali sempre più trasgressivi in 342 milioni di case sparse in 140 Paesi, ed esercita un’influenza culturale dominante sugli adolescenti di tutto il mondo. La Viacom possiede anche Country Music Television, un canale via cavo che ha permesso a Redstone di raggiungere un pubblico tradizionalmente cristiano inondandolo con lo stesso fango veicolato da MTV e da VH1. Negli ultimi cinque anni, MTV ha aumentato il numero di video pop trasmessi a spese della musica country più tradizionale. Questo canale ha presentato anche un certo numero di reality show, come My Big Redneck Wedding, condotto dall’ebreo Tom Arnold, e Redneck Dreams, una trasmissione che rafforza lo stereotipo del cristiano rurale come una persona gretta e razzista. Il contenuto apertamente sessuale del canale è aumentato, come lo è quello di show come Dallas Cowboys Cheerleaders: Making the TeamThe Ultimate Coyote Ugly Search ed altri. Come proprietario di BET, Redstone ha spinto sempre più generi musicali come il gangsta rap, l’hip hop, e commedie a sfondo sessuale destinate soprattutto al pubblico di colore. Nonostante la nomina di amministratore delegato conferita a Debra L. Lee nel 2005, e ad altri sconosciuti di colore, BET è una rete completamente controllata da ebrei e con un numero simbolico di dirigenti d’azienda e conduttori di colore. L’influenza di Viacom si estende anche alla pubblicità e al mondo dell’editoria. Essa è la più grande agenzia pubblicitaria (su carta) statunitense che lavora per colossi come Simon & SchusterScribnerThe Free PressFireside e Archway PaperbacksViacom distribuisce video attraverso i suoi 8.000 punti-vendita di Blockbuster (che ha dichiarato bancarotta nel 2010), ed è coinvolta anche in molte reti televisive via satellite, parchi giochi e videogames.

flavor flav tom arnold debra l. lee
Flavor Flav Tom Arnold Debra L. Lee

Nickelodeon, con oltre 87 milioni di abbonati, è di gran lunga il più grande canale televisivo americano destinato ai piccoli dai quattro agli undici anni, e si sta rapidamente espandendo anche in Europa. La maggior parte dei suoi show non fanno ancora mostra di quella degenerazione sfacciata che è il marchio di fabbrica di MTV, ma Redstone sta spingendo gradualmente il contenuto presentato ai suoi giovanissimi telespettatori verso lo stesso veleno fornito da MTV con trasmissioni come True Jackson VP e altre.

nickelodeon 2005

Sopra: sul canale Nickelodeon, il Giorno del Ringraziamento del 2005 sono apparsi sullo

schermo televisivo tanti occhi, tra cui anche l’Occhio onniveggente, un simbolo dell’occulto.

 Time Warner
time warner

Nonostante le ristrutturazioni avvenute a livello gestionale tra il 2005 e il 2010, la Time Warner, precedentemente nota come AOL-Time Warner, rimane il quarto conglomerato mediatico più grande al mondo con un reddito annuale medio che si avvicina ai 47 miliardi di dollari.fratelli warner Time Warner conduce i suoi lucrosi affari nel mondo del cinema, della televisione, dei servizi Internet, dell’editoria e delle telecomunicazioni. La Warner fu fondata dai fratelli ebrei Harry, AlbertSam e Jack Warner (vedi foto a lato) nella prima parte del XX secolo, e divenne rapidamente parte della base del potere ebraico ad Hollywood, un fatto così noto da essere apertamente ammesso anche da autori israeliti. Fra i suoi consociati ricordiamo CNNHBOCartoon NetworkDC ComicsWarner Bros. GamesBoomerangKid’s WBNew Line CinemaCastle Rock EntertainmentTime Inc.CW Television NetworkAOLWarner Bros. EntertainmentThe CW4KidsAdult SwimHanna-BarberaRuby-Spears Productions, e Telepictures (i produttori dell’Ellen Degeneres Show e del Rosie O’Donnell Show). Tim Warner possiede molti dei marchi mediatici più prestigiosi, incluse le serie di Harry Potter e de sex and the cityIl signore degli anelli, così come la rivista People. Dopo numerosi anni di bilanci in negativo, l’amministratore delegato Gerald Levin (ebreo) è stato sostituito da Richard Parsons. Questi, nonostante la reputazione di abile negoziatore, non è stato in grado di risollevare la Time Warner, particolarmente nel campo dei servizi di Internet. Parsons è sostituito nel gennaio 2009 da Jeffrey L. Bewkes. Mentre Bewkes era responsabile all’HBO, questa emittente ha scodellato serial televisivi come Sex and the City e Oz a milioni di telespettatori. Pur non essendo ebreo, Bewkes è sempre stato un forte sostenitore degli interessi sionisti. Nel 2001, egli è stato insignito con il Sherrill C. Corwin Human Relations Award dall’American Jewish Committee («Comitato Ebraico Americano»), e siede nel Consiglio Direttivo dell’influente Jewish Council on Foreign Relations. Bewkes è a capo un consiglio di amministrazione che comprende molto ebrei, inclusa Jessica Einhorn, ex consigliere delegato della Banca Mondiale, Reuben Mark eKen NovackMathias Döpfner, l’amministratore delegato del gigante mediatico tedesco Axel Springer AG, siede come membro onorario nell’American Jewish Committee e si descrive come un «non-ebreo sionista».

gerald levin richard parsons jeffrey l. bewkes
Gerald Levin Richard Parsons Jeffrey L. Bewkes
jessica einhorn reuben mark ken novack
Jessica Einhorn Reuben Mark Ken Novack

Anche le società sussidiare della Time Warner sono per lo più dominate da dirigenti d’azienda israeliti. La DC Comics è guidata dall’ebreo Paul Levitz. A capo della Warner Bros. Entertainment c’è l’amministratore delegato ebreo Barry M. Meyer. Il suo vicepresidente esecutivo Jeff Robinov è anch’egli ebreo, come lo è Bruce Rosenblum, presidente del Warner Bros. Television Group. Meyer ha il controllo diretto su New Line Cinema, che ha prodotto film come Harold & Kumar Escape from Guantanamo Bay (Harold & Kumar – Due amici in fuga; 2008), e la serie horror Texas Chainsaw Massacre (Non aprite quella porta; 1974, 2013).

New Line Cinema è amministrata da un gran numero di dirigenti ebrei, come l’amministratore delegato Robert Shaye, il direttore finanziario Stephen AbramsonStephen Einhorn, presidente della New Line Home VideoJim Rosenthal, presidente di New Line TelevisionBen Zinkinvicepresidente esecutivo per il commercio e per gli affari legali, e molti altri. Il capo della CNNstatunitense, Jonathan Klein, un ebreo, è stato sostituito nel settembre 2010 da Ken Jautz. Questo avvicendamento ha spianato la strada all’ebreo Scot Safron, che ha assunto la gestione della rete Headline NewsTime Warner ha collaborato con l’amministratore delegato di 4Kids Entertainment, l’ebreo Alfred Robert Kahn, e con la CBS per produrre il pacchetto del sabato mattina CWKids. Questo blocco include Teenage Mutant Ninja TurtlesYu-Gi-Oh! ed altri programmi. Kahn è stato criticato per aver diffuso cartoni animati per bambini sempre più violenti.

yu-gi-oh! - occulto

Sopra: nell’anime giapponese Yu-Gi-Oh! fanno la loro comparsa simboli dell’occulto come la Piramide e l’Occhio di Horus.

paul levitz barry m. meyer jeff robinov
Paul Levitz Barry M. Meyer Jeff Robinov
bruce rosenblum jonathan klein scot safron
Bruce Rosenblum Jonathan Klein Scot Safron

Il Parent’s Television Council ha affermato che i programmi per bambini della Warner Bros. contengono «i livelli più elevati di linguaggio offensivo, di abuso verbale, di contenuto sessuale e di riferimenti offensivi». Nel 2009, a causa dei suoi profitti in declino, i dirigenti di Time rivista peopleWarner hanno deciso di assorbire AOL. Sotto la guida dell’amministratore delegato Tim ArmstrongAOL, precedentemente uno dei principali provider statunitensi di servizi Internet, ha tentato di rilanciare la sua azione in Internet e nel mercato multimediale. Time Inc. è il più grande editore di periodici degli Stati Uniti e uno degli editori principali in Europa. Esso controlla numerose società affiliate di successo che estendono il loro raggio d’azione sulla televisione, via cavo on demand, sulla radio via satellite e sulla telefonia mobile. La metà di tutti gli americani ha letto riviste edite da Time Inc., inclusa People – che è letta da oltre 40 milioni di persone al mese – Sports IllustratedLifeTimeFortune e un altro centinaio di rotocalchi. Nel 2005, il redattore-capo di Time Inc., l’ebreo Norman Pearlstine, ha lasciato questa azienda per diventare amministratore delegato di un’altra importante società mediatica: la Bloomberg. Egli è stato sostituito da John Huey. L’amministratore delegato di Time Inc. Ann Moore ha nominato l’ebrea Sylvia Auton, già direttore generale di IPC Mediaalla posizione di vicepresidente esecutivo. La Auton è la figlia di ebrei austriaci che emigrarono dalla Germania nel 1938. IPC è il più grande editore di periodici della Gran Bretagna. Le suewarner music groupriviste sono lette da oltre la metà delle donne d’Inghilterra e quasi dalla metà dei suoi uomini. Nel gennaio del 2007, la Time Inc. ha ceduto diciotto delle sue riviste al Bonnier Magazine Group, tra cui Outdoor LifePopular ScienceField & Stream e ParentingIl Bonnier Group, dopo la sua acquisizione da parte di MTV Finland, è stato descritto dal giornalista finlandese Marko Juutinen come «un ramo organizzativo politico, ideologico e segretissimo della dinastia sionista Bonner, che è la stessa rete di personaggi imparentati tra loro che possiede e domina i mass media nordamericani»Time Inc. Interactive possiede diverse società di siti web e le relative ramificazioni digitali. Ned Desmond guida questo settore. Gli ex dirigenti d’azienda di Time Inc. Interactive Jodi Kahn e Meg Siesfeld, entrambe ebree, hanno lasciato la società per intraprendere altre carriere. Ora la Kahn è vicepresidente esecutivo di iVillage Networks, una società mediatica che possiede una gran quantità di siti web destinati alle ragazze e alle donne. Nel 2004, Time Warner ha venduto il suo settore musicale, Warner Music Group, al multimiliardario ebreo Edgar Bronfman Jr.

Il padre di Bronfman, Edgar Bronfman Sr. (1929-2013) è stato presidente del World Jewish Congress, la più grande organizzazione ebraica al mondo. Dopo aver acquisito Warner Music Group, Edgar Bronfman Jr. ha immediatamente assunto il correligionario Lyor Cohen, nipote di un generale dell’esercito israeliano, come amministratore delegato del gruppo. Cohen, fondatore dell’etichette discografica Murder Inc. Records, è più conosciuto come pioniere nella promozione del gansta-rap e dell’hip-hop, due generi musicali i cui testi esortano esplicitamente i giovani neri a commettere atti di violenza contro i bianchi, contro gli agenti di polizia e contro le donne.

norman pearlstine sylvia auton jodi kahn
Norman Pearlstine Sylvia Auton Jodi Kahn
john huey edgar bronfman jr lyor cohen
John Huey Edgar Bronfman Jr Lyor Cohen

Sotto il comando di Cohen, il Warner Music Group ha firmato contratti con artisti come JayZMarilyn MansonSealKid RockMissy ElliottSean «PDiddy» Combs, i gangsta-rapper Boyz n da Hood e molti altri. In questi ultimi anni, Bronfman ha spinto in modo aggressivo per un’azione più vasta nel mercato musicale di Internet. Irritato dal fatto che gli utenti di YouTube caricano contenuti musicali di proprietà rock banddel Warner Music Group senza pagare i diritti d’autore, Bronfman ha costretto YouTube a bloccare o a rimuovere ogni filmato su cui ci fossero tali diritti. Alla fine del 2009, YouTube ha ammorbidito le richieste di Bronfman. In cambio del permesso di poter caricare la sua musica su YouTubeWarner Music Group ha ottenuto il diritto di vendere annunci su questa piattaforma web e di creare un proprio canale YouTube che consiste in contenuti «premium», una mossa che ha allontanato numerosi utenti regolari da YouTube. Similmente, Bronfman si è lamentato del fatto che la nuova generazione di videogiochi musicali come Rock Band non sta pagandolo abbastanza per l’utilizzo della musica di sua proprietà, e ha affermato: «L’ammontare di ciò che viene pagato all’industria musicale (anche se il contenuto di questi giochi è completamente dipendente da noi, che lo possediamo e lo controlliamo) è insignificante»; e ha concluso: «Non vogliamo autorizzare questi giochi». Con tre su quattro dei mega-conglomerati mediati nelle sue mani (DisneyViacom, e News Corporation), e con i suoi uomini che occupano una grande porzione degli incarichi più elevati nella Time Warner, il dominio di pochi israeliti sui giganti mediatici più potenti al mondo è quasi totale. Con un egemonia così rampante è inverosimile che un controllo così opprimente possa essersi realizzato per puro caso. Se non ci fosse stata una strategia coesiva di gruppo fra questi dirigenti ebrei per promuoversi l’un l’altro ed escludere i non-ebrei non si sarebbe giunti a questa egemonia. Ci si aspetterebbe che il numero degli ebrei nei posti più elevati dell’industria mediatica rifletta la loro percentuale di presenza nella popolazione nazionale. Al contrario, ciò che noi constatiamo è un monopolio ebraico quasi assoluto dei più grandi conglomerati mediatici statunitensi.

riquadro ben hecht

 Altre compagnie mediatiche

La maggior parte delle compagnie minori di produzione televisiva e cinematografica odierna che non sono possedute dai quattro grandi conglomerati mediatici è anch’essa controllata da ebrei. La NBC Universal Inc, ad esempio, è un altro conglomerato mediatico nato nel 2004 dalla fusione di NBC e di Vivendi Universal (ora nota come Vivendi SA). La NBC fu fondata originariamente dall’ebreo russo Robert Sarnoff (1918-1997). Questi era noto per le sue spietate tattiche affaristiche e per la propensione a violare i diritti d’autore dei suoi concorrenti.

A partire dal 1971, prima della morte di Sarnoff, la NBC è cresciuta grazie ad una serie di fusioni e di acquisizioni fino a divenire un gigante multimediatico. Nella sua forma attuale, la NBC Universal è di proprietà della General Electric e della Comcast. Grazie ad un accordo raggiunto nel dicembre 2009, le azioni della Vivendi sono state rilevate dalla Comcast, il più grande provider americano via cavo. Ora la Comcast controlla il 51% delle azioni della società. Essa fu fondata da Ralph JRoberts, da Julian A. Brodsky e da Daniel Aaron, tutti tre ebrei.

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Da sinistra: Ralph J. Roberts, Julian A. Brodsky e Daniel Aaron, i tre fondatori di Comcast.

Il figlio di Ralph Roberts, Brian Roberts, ha ereditato dal padre la guida della società e ora ne è l’amministratore delegato. Egli ha vinto alcune medaglie d’argento giocando a squash in una squadra di ebrei americani ai Maccabiah Gamesuna specie di giochi olimpici per soli israeliti che si tiene ogni quattro anni in Israele. Fin dal rilevamento della NBC Universal da parte di Comcast, Roberts ha sostituito il presidente ebreo Jeff Zucker (ora alla CNN) con Stephen Bewkes, che a quanto pare sarebbe di ascendenze ebraiche. Mark Hoffman, il presidente ebreo di CNBC, lavora direttamente con Bewkes per sorvegliare la più grande rete di notizie affaristiche del mondo.

L’ebreo Ron Meyer è presidente e direttore operativo degli Universal Studios. L’ex presidentessa della Universal Pictures, l’ebrea Stacey Snider (ora ai DreamWorks Studios), è stata sostituito daDebbie Liebling, un’altra ebrea. Anche Mark Graboff, co-presidente della NBC Entertainment e della NBC Universal Television Studio è ebreo. NBC Television trasmette a più di 200 stazioni affiliate e la sua programmazione giunge quasi in ogni casa americana. NBC News trasmette un buon numero di notiziari inclusi TodayMeet the PressNightly News con Brian Williams, e Dateline NBC.

brian roberts jeff zucker mark hoffman
Brian Roberts Jeff Zucker Mark Hoffman
ron meyer debbie liebling mark graboff
Ron Meyer Debbie Liebling Mark Graboff

Attraverso il suo affiliato MSNBCNBC Universal offre televisione 24 ore su 24 e notiziari su Internet in tutto il mondo. MSNBC è stata criticata per il grande spazio riservato regolarmente a notizie di stampo liberal commentate da Keith Olbermann e da Rachel Maddow, unanbc commentatrice politica lesbica di origini ebraiche. NBC Universal è passata nel mercato dei mediasu Internet negli anni recenti. Essa produce Hulu, un servizio di video on-line che offre la possibilità di scaricare televisione o filmati. Grazie ad accordi con FoxTime Warner Inc.ABCComedy CentralMGMMTVParamount e numerose altre società mediatiche, Hulu offre una piattaforma per il download di una varietà di show televisivi e di film. iVillage, la più grande comunità on-line per donne, è di proprietà della NBC Universal sotto la direzione dell’amministratore Jodi Kahn,  anch’essa ebrea. iVillage controlla oltre 1.000 gruppi di discussione e gestisce NBC Digital Health NetworkAstrology.comGardenWebil e BlogHer, il principale blog di notizie per donne. Nel tentativo di catturare una quota sempre più larga della popolazione ispanica, in continua espansione, nel 2002 NBC Universal ha acquisito Telemundo. Quest’ultima – la più grande rete televisiva in lingua spagnola – raggiunge oltre il 90% dei telespettatori ispanici attraverso sedici stazioni e quarantacinque società affiliate. Essa è guidata dall’ebreo Jeff Gaspin, presidente della NBC Universal Television EntertainmentSpyglass Entertainment, una casa di produzione cinematografica «indipendente», che ha prodotto film come The Sixth Sense (Il sesto senso; 1999), The Insider (Dietro la verità; 1999)and Shanghai Noon (Pallottole cinesi; 2000), è diretta da suoi fondatori e co-presidenti Gary Barber e Roger Birnbaum, entrambi ebreiJonathan Glickman ne é il presidente e Paul Neinstein è vicepresidente esecutivo.

Entrambi sono israeliti. La Spyglass gira film per la DreamWorks SKG, una sussidiaria della Viacom e della Walt Disney CompanySpyglass è di proprietà della Cerebrus Capital Management, una delle più grandi società degli Stati Uniti. Cerebrus è amministrata dal finanziatore ebreo Steve Feinberg.

rachel maddow jeff gaspin gary barber
Rachel Maddow Jeff Gaspin Gary Barber
roger birnbaum paul neinstein steve feinberg
Roger Birnbaum Paul Neinstein Steve Feinberg

Tutti pensano che la Sony sia sempre stata un conglomerato mediatico giapponese. Nel 2009, il presidente giapponese Ryoji Chubachi è stato l’ultimo dirigente nipponico della Sony. Nel febbraio 2009, Chubachi è stato sostituito da Howard Stringer. Questi, pur dichiarando di essere di sonyascendenze gallesi, in realtà è un ebreo immigrato dal Galles agli Stati Uniti nel 1965. Nel 1997, Stringer è stato uno dei primi dirigenti d’azienda di alto livello alto nella CBS a passare alla Sony. Stringer è ora a capo di un team formato in buona parte da ebrei che occupano le posizioni più elevate all’interno della Sony e delle sue sussidiarie. Nicole Seligman è vicepresidente esecutivo e consulente generale; Robert Wiesenthal è vicepresidente esecutivo e direttore finanziario della Sony Corporation of America. L’amministratore delegato della Sony Pictures Entertainment è Michael Lynton e la sua co-presidente è Amy Pascal, che è anche presidente del Columbia TriStar Motion Picture Group. Entrambi sono ebrei.

Lynton controlla anche alcune sussidiarie della Sony, come la Metro-Goldwyn-Mayer, la United Artists e la Orion Pictures. Tutti i tre questi studios sono guidati da dirigenti d’azienda ebrei. La sezione musicale della Sony è il risultato di una fusione con il gigante mediatico Bertelsmann. Attualmente, la Sony BMG è una delle più grandi distributrici musicali al mondo. La Sony BMG è stata al centro di numerose controversie, incluso l’inserimento di software illegale su CD musicali che ha reso i computer dei consumatori più vulnerabili ai virus. Nell’ottobre del 2007, la Sony BMG ha iniziato a denunciare con successo diversi utenti musicali che condividevano questo software. La loro prima vittima è stata Jammie Thomas, una ragazza-madre che è stata condannata a pagare alla Sony BMG 1.920.000 dollari di danni per aver reso disponibili per lo scarico ventiquattro brani sul suo computer di casa.

howard stringer robert wiesenthal michael lynton
Howard Stringer Robert Wiesenthal Michael Lynton

É cosa risaputa che la maggior parte della produzione e della distribuzione di film fin dai primordi dell’industria cinematografica agli inizi del XX secolo è sempre stata controllata da un manipolo di israeliti. Quando nel 1966 Walt Disney morì, l’ultima barriera al dominio ebraico su Hollywood cadde, e alcuni ebrei riuscirono a mettere le mani sulla società che Disney aveva costruito. A partire da quel momento essi hanno avuto mano libera nell’industria cinematografica.

Nel 2009, i film prodotti da sette delle summenzionate compagnie – la Disney, la Warner Bros., la Paramount (Viacom), la Universal (NBC Universal), la 20th Century Fox (News Corp.), la DreamWorkse la Columbia (Sony) – hanno intascato il 90% degli incassi. Un tempo, il grande trio delle reti televisive era costituito da ABC, da CBS e da NBC. Col consolidamento degli imperi mediatici, queste tre reti non sono più entità indipendenti. Nondimeno, anche quando erano ancora indipendenti, ognuna di esse era controllato da ebrei fin dalla sua nascita:

  • La ABC da Leonard Goldenson (1905-1999);

  • La NBC prima da David Sarnoff e poi dal figlio Robert;

  • La CBS prima da William Paley (1901-1990) e poi da Laurence Tisch (1923-2003).

Per molti decenni queste reti furono gestite da dirigenti ebrei, e le leve di comando non cambiarono quando queste reti furono assorbite da altre società mediatiche. La presenza ebraica nei notiziari televisivi rimane ancora oggi particolarmente forte.

leonard goldenson william paley laurence tisch
Leonard Goldenson William Paley Laurence Tisch

 Le società mediatiche su Internet

Il decennio passato ha visto l’esplosione delle abitazioni americane che hanno un accesso a Internet. Le statistiche di Nielson/NetRatings dimostrano che oltre il 75% degli americani può accedere ad Internet dalla propria casa. Per i bambini e gli adolescenti si va intorno all’80%. Un numero crescente di americani naviga sul web per aver accesso alle notizie, al divertimento e all’informazione. Ora, la maggior parte delle classi scolastiche è dotata di computer che permettono l’accesso agli studenti bambini a fonti di informazione e al divertimento.

Come per i notiziari tradizionali e per i media per l’intrattenimento, un piccolo numero di società di Internet, controllato da una nuova élite avveduta di imprenditori che lavorano nel campo tecnologico, sorveglia su come la gente accede all’informazione pubblica, su come interagisce socialmente, su come comunica e persino su cosa compra. Dopo il crollo del Dot-com Bubble 4 nella prima parte di questo decennio, alcune società sono diventate dominanti nel campo delle comunicazioni di Internet, della tecnologia dell’informazione e del mercato. Come nel caso delle società mediatiche convenzionali, la presenza ebraica in questo settore è cresciuta in modo rapido ed esponenziale.

 Wikipedia

wikipedia

Wikipedia è stata fondata nel 2001 ed è rapidamente diventata la più grande enciclopedia collaborativa on-line del mondo. Gli articoli di Wikipedia vengono postati e incrementati da utenti registrati che restano anonimi, e possono essere compilati da chiunque. Nonostante questo fatto, la massa degli articoli di Wikipedia è regolarmente passata al setaccio da una combriccola ristretta di redattori abituali. Diversi nuovi utenti si sono lamentati del fatto che spesso le voci da essi curate sono state pesantemente rimaneggiate o completamente rimosse dalla cricca che sta al comando.

Negli ultimi cinque anni, Wikipedia è cresciuta tremendamente, e ora è una dei dieci siti web più visitati al mondo grazie soprattutto a Google, il motore di ricerca più popolare. Wikipedia è stata oggetto di critiche per la sua mancanza di accuratezza e per la pervasiva parzialità a riguardo di un certo numero di problemi sociali. Ciò nonostante, Wikipedia è divenuta una delle fonti di informazione più citate negli articoli di attualità, in quelli di ricerca e in altri tantissimi progetti. Wikipedia è stata fondato da Jimmy Wales, un imprenditore di Internet, e da Larry Sanger, un studente di dottorato dello Stato dell’Ohio. Jimmy Wales – che è ebreo – è stato anche il fondatore di Bomis, una sito dedicato alla ricerca di pornografia on-line 5.

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Larry Sanger Jimmy Wales

Nel 2006, Larry Sanger è stato identificato come ebreo in un articolo pubblicato dal quotidiano israelita The Jewish Chronicle, ma altre fonti non sono della stessa opinione. Sanger ha lasciato Wikipedia nel 2002. Recentemente, numerosi gruppi pro-Israele si sono messi in luce per i loro loro sforzi collaborativi volti a ricompilare o a rimuovere materiale da Wikipedia che non fosse adulatorio nei confronti dello Stato di Israele. Alcune e-mail del gruppo sionista CAMERA (Commitee for Accuracy of Middle East Reporting in Americasono state pubblicate dal sito Web pro-palestinese Electronic Intifada (EI). Quest’ultima ha accusato CAMERA di «orchestrare una campagna segreta a lungo termine per infiltrarsi in Wikipedia e riscrivere la storia palestinese, spacciando pura propaganda per fatti, e assumere il controllo delle strutture amministrative di Wikipedia per assicurarsi che questi cambiamenti passino inosservati o incontestati».

 Google

google

Google, fondato nel 1998 dagli studenti universitari ebrei Larry Page e Sergey Brin è divenuto rapidamente il motore di ricerca di Internet più popolare al mondo e ha esteso la sua attività fino a divenire una società multimiliardaria. Attualmente Google è classificato come il sito Internet più visitato. Google ha quasi 20.000 impiegati e può contare su migliaia di server sparsi in tutto il mondo. Il suo reddito pubblicitario annuo supera i 10 miliardi di dollari. Brin è uno degli uomini più ricchi d’America con un capitale netto che supera i 18 miliardi di dollari. Man mano che è cresciuto, Google ha acquisito un numero sempre più elevato di piccole società.

Nel 2005, Google ha acquisito Keyhole Inc., che aveva sviluppato il software per Google Earth. Forse, il più grande sussidiario di Google è il conosciutissimo YouTube, il quale è stato acquisito nel 2006. L’amministratore delegato di YouTube è Chad Hurley, anch’egli ebreo. Hurley ha fatto molti viaggi in Israele per promuovere YouTube in questo Paese. Nel 2009, egli ha presieduto l’inaugurazione del canale personale di YouTube del presidente israeliano Shimon Peres.

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Larry Page e Sergey Brin Chad Hurley

Le società controllate da Google includono JotSpotDoubleClickGrandCentralPostiniOn2 Technologies e TeracentGoogle ha collaborato anche con Time Warner per migliorare i risultati della ricerca per i video e per i film di questa società. Nonostante sia un cittadino americano, Brin ha sempre coltivato buoni rapporti con il governo israeliano, e nel 2008 è stato invitato dal presidente israeliano Shimon Peres, insieme ai  dirigenti di Facebook, ad una conferenza a Gerusalemme dedicata all’influenza su Israele e sugli ebrei derivante dallo sviluppo tecnologico di Internet. Dal canto loro, Page e Brin hanno fatto grosse donazioni a numerose organizzazioni politiche e umanitarie filo-ebraiche.

Nel 2008, Brin ha donato 1 milione di dollari all’Hebrew Immigrant Aid Society, un’organizzazione ebraica di sinistra fondata originariamente alla fine dell’800 per assistere gli ebrei immigrati negli Stati Uniti, ma che oggi si occupa del trasferimento di immigranti terzomondisti negli Stati Uniti e in Europa. Nel 2009, Page e altri dirigenti di Google hanno sborsato 150.000 dollari per la festa dell’elezione presidenziale di Barack Obama e hanno generosamente contribuito alla sua campagna elettorale con grosse donazioni.

shimon peres - sergey brin

Sopra: il presidente Shimon Peres riceve Sergey Brin in Israele.

 

A partire dal 2004, Brin e Page sono stati oggetto di critiche per aver manipolato i risultati delle ricerche su Google censurando i siti web ritenuti offensivi per la comunità ebraica. Con l’aiuto dell’Anti-Defamation League (ADL), Google ha identificato centinaio di siti web considerati «oltraggiosi». La maggior parte dei siti critici nei confronti della persecuzione dei palestinesi, sebbene alcuni fossero gestiti da cristiani, sono stati efficacemente rimossi dai risultati di questo motore di ricerca. In altri casi Google ha cercato di rendere difficile l’accesso a questi siti all’utente medio di Internet.

I siti gestiti da estremisti di ogni risma o di pornografia hardcore, così come certi siti web di fondamentalisti religiosi non-cristiani, non sono stati censurati da Google. Questo motore di ricerca ha cooperato anche con i governi di Paesi stranieri per censurare il contenuto reso disponibile ai loro concittadini. Google ha creato dei filtri in Internet per Paesi come la Cina, la Francia, la Germania e la Gran Bretagna per limitare l’accesso a siti ritenuti pericolosi dai governi di queste nazioni. Di conseguenza, Brin e Page sono stati pesantemente criticati dai sostenitori della libertà di espressione per aver limitato l’accesso a punti di vista alternativi su temi controversi.

 Facebook

facebook

Facebook è divenuto rapidamente il più grande social network su Internet con oltre 350 milioni di utenti registrati in tutto il mondo. Esso è stato fondato nel 2004 all’Università di Harvard dagli studenti ebrei Mark ZuckerbergEduardo SaverinDustin Moskovitz, e dal loro compagno di stanza Chris Hughes. Fin da quel tempo Saverin, nonostante avesse contribuito con un investimento iniziale in contanti per fondare la società, venne emarginato, e alla fine abbandonò Facebook. Con un capitale aggiunto fornito dall’ebreo Peter Thiel, il fondatore di PayPal, Zuckerberg ha trasformato Facebook in una società da 300 milioni di dollari allanno. Nonostante il suo successo, Zuckerberg ha dovuto affrontare non poche difficoltà con i suoi collaboratori. Nel 2008, il co-fondatore Moskovitz se n’è andato con l’ebreo Justin Rosenstein, l’ex dirigente manager di Facebook (che era stato anche dirigente di Google), per formare una sua società.

Anche il direttore dello sviluppo degli affari Netanel Jacobsson e lo sviluppatore Charlie Cheever hanno lasciato la società. Zuckerman è stato criticato dal suo personale perché troppo esigente. Secondo un ex impiegato, «se fai un errore, un giorno sei “in”, il giorno dopo sei “out”, persona non grata». Come amministratore delegato di Facebook, Zuckerberg ha fatto in modo che la maggior parte dei posti di comando della sua società siano occupati da ebrei. Oltre a Zuckerberg stesso, il team di Facebook include il multimiliardario ebreo Jim Breyer. Questi è un membro senior di Accel Partners, una società di investimento che possiede oltre 200 società di ampio ventaglio che vanno dalla cura sanitaria alla biotecnologia, da Internet ai servizi multimediali. Accel, che nel 2005 ha investito in Facebook 12,7 milioni di dollari, opera nel settore dell’offerta di capitale a giovani società in Israele e in Europa. Breyer siede anche come membro del consiglio di società come la Marvel Entertainment and Wal-Mart.

mark zuckerberg eduardo saverin dustin moskovitz
Mark Zuckerberg Eduardo Saverin Dustin Moskovitz
peter thiel justin rosenstein jim breyer
Peter Thiel Justin Rosenstein Jim Breyer

Nel 2008, Don Graham è entrato in Facebook. Com’è noto, Graham è l’amministratore delegato e il presidente del consiglio di amministrazione della Washington Post Company. Egli è nipote del finanziere ebreo Eugene Isaac Meyer (1875-1959) che nel 1933 acquistò il Washington Post ad una vendita all’asta, e che più tardi divenne capo della Federal Reserve e primo presidente della Banca Mondiale. Marc Andreessen è uno dei pochi non-ebrei a capo di Facebook, anche se questo dato non può essere verificato con esattezza. Andreessen è stato uno dei fondatori originali di Netscape, il browser che lo ha reso improvvisamente multimiliardario. Nel 2009, oltre al suo lavoro in Facebook, Andreessen ha fondato la società di investimenti Andreessen Horowitz con il suo caro amico Ben Horowitz, un miliardario ebreo.

Horowitz è un grande investitore della Israel Seed Partnersuna società che si occupa su come procurare tecnologia dell’informazione e società di scienze umane. Il responsabile delle relazioni pubbliche di Facebook è l’ebreo Elliot Schrage. Questi, un avvocato nel ramo del commerciale, è stato vicepresidente delle comunicazioni e degli affari pubblici in Google. Schrage è anche stato vicepresidente degli affari globali della Gap Inc., dove difese la società dalle accuse di sfruttare il lavoro minorile in fabbriche all’estero. Mentre lavorava nello studio legale Sullivan & Cromwell Schrage è stato anche responsabile per la sicurezza del consolidamento per la Disney quando Michael Eisner ha costruito Euro Disney a Parigi. Egli è anche membro senior del mondialista Council on Foreign Relations (CFR).

riquadro sarah silvermann - jesus is magic

Sheryl Sandberg è direttrice operativa in Facebook e il secondo dirigente più potente dopo Zuckerberg. La Sandberg (che è ebrea) è stata vicepresidente delle vendite globali on-line e delle operazioni in Google. Essa è stata prima assistente nell’amministrazione Clinton del segretario del Tesoro Lawrence Summers. La Sadberg è sposata con l’ebreo David Goldberg, un ex responsabile del settore musicale di Yahoo!. Nel 2009, la Sandberg è stata chiamata a far parte del consiglio di amministrazione della Disney dall’attuale amministratore delegato Robert Iger, un segno che Facebook è ormai all’altezza degli altri grandi conglomerati mediatici.

Recentemente, Facebook ha iniziato a collaborare con il laboratorio della Stanford Persuasive Technology su un progetto intitolato peace.facebook.com, concepito per incoraggiare la comunicazione on-line tra gruppi etnici diversi. Il direttore del laboratorio della Stanford Persuasive Technology è il Dr. B. J. Fogg, uno scienziato che si è specializzato nell’uso della tecnologia informatica per manipolare il comportamento e le convinzioni degli esseri umani. Egli ha scritto ampiamente sull’uso di Facebook per forgiare l’opinione pubblica e influenzare la visione del mondo del pubblico su una gran varietà di temi.

don graham eugene isaac meyer ben horowitz
Don Graham Eugene Isaac Meyer Ben Horowitz
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Elliot Schrage Sheryl Sandberg B. J. Fogg

 InterActive Corp

interactive corp

L’InterActive Corp (IAC) è una delle società mediatiche on-line più grandi al mondo, anche se meno conosciuta di quelle sopracitate, con un reddito che supera gli 1,4 miliardi di dollari lanno. Essa possiede e dirige cinquanta società attraverso il globo, incluse Ask.comExciteUrbanspoonGifts.comLife123Match.comDictionary.com, e il popolare sito di video VimeoL’InterActive Corp è anche proprietaria di CollegeHumor.com, un sito che presenta contenuti sia originali che generati dall’utente contenenti materiale pornografico e umorismo volgare destinati ai giovani studenti universitari. Il presidente e amministratore delegato dellInterActive Corp è Barry Diller, un ebreo omosessuale che ha creato questa società attraverso un numero di oculate fusioni e acquisizioni.

Egli è stato amministratore delegato della Fox Inc., della Paramount Pictures Corporation e di QVC Inc. Diller è anche l’attuale presidente di Expedia Inc., che dirige insieme all’ebreo Victor KaufmanExpedia possiede numerosi siti web molto proficui dedicati ai viaggi, inclusi Expedia.comHotels.com e Hotwire.com. Il fatturato di Expedia si aggira intorno ai 3 miliardi di dollari lanno. Diller è stato per lungo tempo un’istituzione della cosiddetta Velvet Mafia di Hollywood, un termine utilizzato per quei membri gay delle varie lobby politiche largamente composte da individui appartenenti all’élite del mondo della moda e dell’industria dell’intrattenimento negli Stati Uniti e in tutto il mondo.

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Barry Diller Victor Kaufman

Egli è ben conosciuto per le sue grandi donazioni in favore di numerosi gruppi LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transgender), incluso il Gay Men’s Health Crisis, così come per la sua presenza regolare in occasione delle più importanti raccolte di fondi per i movimenti omosessuali. Diller, conosciuto per il suo temperamento esplosivo e per non lesinare umiliazioni in pubblico a quei dirigenti che ritiene non all’altezza della situazione, è uno degli amministratori delegati più pagati al mondo. Il suo compenso annuale totale si aggira intorno ai 300 milioni di dollari dalla InterActive Corp, e di 175 milioni di dollari da Expedia. Diller è stato il mentore di un buon numero di magnati mediatici ebrei che oggi sono all’apice della loro carriera.

Egli ha lavorato ed ha aiutato Michael Eisner mentre questi era presidente della Paramount Pictures prima di passare alla Disney Company. La presidentessa della Columbia PicturesDawn Steel(1946-1997), il cui padre di cognome faceva Spielberg, ha lavorato per Diller quando questi era alla Paramount, così come ha fatto l’ex presidente della Dreamworks Jeffrey Katzenberg. Diller è stato anche il mentore dell’attuale presidente della Federal Communications Commission (FCC), l’ebreo Julius Genachowski. Per un certo periodo, questi è stato responsabile per le operazioni commerciali nell’InterActive Corp. Da notare che egli ha potuto accedere alla carica di capo della Federal Communications Commission dopo essere stato presidente della Technology, Media and Telecommunications durante la campagna presidenziale del 2008 di Obama.

jeffrey katzenberg julius genachowski
Jeffrey Katzenberg Julius Genachowski

 La stampa

Dopo i telegiornali, i quotidiani sono tradizionalmente la fonte più influente e vasta di notizie e di informazioni sugli eventi di carattere nazionale e mondiale. Tuttavia, con l’aumento di Internet le vendite e la circolazione dei giornali negli ultimi cinque anni è drammaticamente calata. Secondo la Newspaper Association of America, solo nel 2008, le entrate dovute agli annunci pubblicitari per i giornali statunitensi sonomass_media scese del 16%, e il trend non si è invertito. Di conseguenza, molti quotidiani nazionali vengono pubblicati solamente nella versione digitale  on-line, nel tentativo di stare al passo con la tecnologia. Ciò malgrado, oltre 1.400 quotidiani sono ancora letti da quasi il 50% degli adulti, e continuano ad essere un notevole strumento non solo per la copertura delle notizie, ma anche per plasmare l’opinione pubblica. Un osservatore potrebbe concludere che l’elevato numero di quotidiani sia una sorta di protezione che preserva i lettori dal controllo e dalla distorsione da parte di un’influente minoranza. Purtroppo, questo non è il nostro caso. C’è meno indipendenza, meno competizione e meno istanze degli interessi della maggioranza di quanto un osservatore casuale potrebbe pensare. Nel 1945, quattro su cinque giornali americani erano indipendenti, ed erano pubblicati da persone del posto legate alle loro comunità. Ahimè, quei giorni sono andati. La maggior parte dei giornali indipendenti sono stati comprati o chiusi a metà degli anni ’70. Oggi, la maggior parte dei giornali «locali» è posseduta da un piccolo numero di grandi società controllate da dirigenti che vivono e lavorano a centinaia o a migliaia di chilometri di distanza. Attualmente, solo il 20% degli oltre 1.400 giornali è indipendente; il resto associated pressappartiene a catene proprietarie di molte testate. Solamente 103 di questi quotidiani sul numero totale arrivano a circa 100.000 persone. Solo una manciata di società è abbastanza grande ed è in grado di mantenere uno staff di inviati fuori dalle proprie comunità; il resto deve dipendere da queste poche società per ciò che riguarda le notizie nazionali e internazionali. Di conseguenza, fin dai primi giorni della repubblica americana, uno dei controlli più essenziali sul governo e sui grandi affari  – la stampa libera – è stato seriamente compromesso. L’Associated Press (AP), una delle fonti più potenti al mondo per le notizie, vende contenuti a migliaia di giornali. Virtualmente, tutti giornali del mondo riportano notizie approvate dall’Associated Press. Attualmente, il contenuto delle notizie diffuse dall’Associated Press è sotto il controllo del suo presidente William Dean Singleton, il quale è a capo di un consiglio di amministrazione composto per la maggior parte da ebrei come Sam ZellCraig A. DubowR. Jack FishmanSteven Newhouse e David Weston.

Solamente nel 2% delle città americane c’è più di un quotidiano, e la competizione fra le testate è spesso solo nominale, come accade tra le edizioni del mattino e quelle del pomeriggio che sono della stessa proprietà o sotto accordo. Gran parte della competizione è scomparsa grazie alle tattiche monopolistiche dell’Advance Publications, una società finanziaria appartenente alla famiglia ebraica Newhouse. Una delle tipiche tattiche adottate dall’Advance Publications consiste nel comprare uno dei due quotidiani in competizione per poi avviare una guerra pubblicitaria riducendo drasticamente gli introiti pubblicitari e guidando entrambi i giornali sull’orlo di fallimento.

sam zell craig a. dubow steven newhouse
Sam Zell Craig A. Dubow Steven Newhouse

A questo punto, l’Advance Publications può comprare anche l’altro giornale. Spesso entrambi i quotidiani continuano ad esistere: uno come edizione del mattino e l’altro come edizione della sera. A volte, tuttavia, uno dei giornali chiude i battenti lasciando i fratelli Newhouse proprietari dell’unico quotidiano di quella città. Nel 2001, i Newhouse hanno chiuso il Syracuse Herald-Journal, e siccome l’altro giornale di Syracuse, il Post-Journal, era già loro, hanno ottenuto il monopolio dell’informazione. L’impero mediatico della famiglia di Newhouse offre un esempio che va al di là della mancanza di vera competizione fra i quotidiani d’America: esso illustra anche l’appetito insaziabile che certe persone nutrono per tutti gli organi di controllo dell’opinione sui quali possono mettere le mani.

I Newhouse possiedono trentun quotidiani, incluse grandi ed importanti testate come il Cleveland Plain Dealer, il Newark Star-Ledger e il New Orleans Times-Picayune; così come la Newhouse Broadcasting, una società che raccoglie diverse stazioni televisive via etere e via cavo; il supplemento domenicale di Paradecon una tiratura di oltre di 35 milioni di copie alla settimana; una dozzina popolari riviste, come The New YorkerVogueWiredGlamourVanity FairBride’sGentlemen’s QuarterlySelfHouse & Garden, e tanti altri periodici di proprietà del gruppo Conde Nast. Il personale che lavora nei posti-chiave di queste riviste è – come ci aspettavamo – piuttosto kosher 6. La rivista Parade ce ne offre un esempio: il suo presidente ed editore è Randy Siegel; il suo vicepresidente e direttore creativo è Ira Yoffe; il suo redattore scientifico è David H. Levy; e il suo redattore per la salute è il Dr. Isadore Rosenfeld. Sono tutti ebrei. Questo impero mediatico è stato fondato da Samuel Newhouse (nato Solomon Neuhaus), un immigrato di origine russa.

ira yoffe isadore rosenfeld samuel newhouse
Ira Yoffe Isadore Rosenfeld Samuel Newhouse

Quando morì nel 1979 all’età di ottantaquattro anni, egli lasciò le sue partecipazioni azionarie mediatiche (del valore di 1,3 miliardi dollari) ai suoi due figli, Samuel e Donald. Grazie a numerose ulteriori acquisizioni, il valore netto dell’Advance Publications è cresciuto fino a raggiungere gli attuali 9 miliardi di dollari. L’acquisizione di molti giornali da parte della famiglia Newhouse è stata facilitata dalla struttura redditizia dei giornali stessi. In buona parte, i quotidiani non sono sostenuti dai loro abbonati, ma dai loro inserzionisti pubblicitari. É grazie agli introiti provenienti dagli inserti della pubblicità e non da pochi spiccioli che arrivano dai lettori che un giornale può permettersi di pagare lo stipendio del redattore-capo e dare un profitto al proprietario.

Ogni qualvolta i grandi inserzionisti di una città scelgono di favorire un giornale anziché un altro, quel giornale fiorirà mentre il suo concorrente è destinato a morire. Fin dall’inizio del XX secolo, quando il potere commerciale ebraico in America divenne una forza economica dominante, c’è stato un costante aumento del numero di giornali americani finiti in mani ebraiche, accompagnato da un persistente declino del numero di quotidiani gestiti da non-ebrei dovuto alle politiche pubblicitarie dei commercianti israeliti. Nondimeno, anche quando i giornali sono ancora di proprietà di non-ebrei, sono così dipendenti dal reddito pubblicitario in mani ebraiche che il loro editoriale e le notizie che riportano sono sottoposte ad una previa approvazione della lobby. La stessa cosa avviene per i giornali economici, perché chi paga comanda.

 Lesempio di tre importanti quotidiani

L’abbattimento della competizione e l’instaurazione di monopoli locali sulla diffusione delle notizie e delle opinioni ha caratterizzato l’aumento del controllo ebraico sui giornali d’America. L’abilità di certi israeliti di usare la stampa come strumento politico incontrastato non potrebbe essere meglio illustrato dagli esempi dei tre giornali più prestigiosi e influenti della nazione: il New York Times,  e il Washington Post e il Wall Street Journal. Questi tre quotidiani, dominando i capitali finanziari e politici d’America, sono quelli che fissano il trend e l’orientamento per quasi tutte le altre testate. Sono loro che decidono quali sono le notizie e quali non lo sono a livello nazionale e internazionale. Essi generano le notizie; gli altri si limitano soltanto a copiarle. E questi tre giornali sono in mani ebraiche.

 Il New York Times

new york times

Il New York Times, che nel 2003 ha avuto una tiratura quotidiana di 1.119.000 copie, è la guida non-ufficiale per quel che riguarda il sociale, la moda, il divertimento, la politica e la cultura nazionale. É lì che l’alta società americana conosce quali libri comprare o quali film guardare; quali sono le opinioni più in auge o quali statisti, educatori, leader spirituali, artisti e uomini d’affari sono i veri personaggi in vista. Per alcuni decenni del XX secolo, esso è stato un giornale sinceramente americano. Il New York Times fu fondato nel 1851 da Henry Jarvis Raymond George Jones. Nel 1896, dopo la loro morte, esso venne acquistato da Adolph Ochs (1858-1935), un ricco editore ebreo. Il suo pronipote Arthur Sulzberger Jr. è l’attuale editore e presidente della New York Times Co., mentre Michael Golden, anche lui ebreo, ne è il vicepresidente. Il vicepresidente senior delle operazioni digitali, l’ebreo Martin Nisenholtz, veglia sulla presenza massiccia del giornale su Internet.

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Adolph Ochs Arthur Sulzberger Jr. Martin Nisenholtz

La famiglia Sulzberger possiede anche, attraverso la New York Times Co.24 altri giornali, incluso il Boston Globe acquistato nel giugno del 1993 per 1,1 miliardi di dollariotto reti televisive e due stazioni radiofoniche; e oltre 40 notiziari sul web, inclusi NYTimes.com e About.com. Essa pubblica anche l’International Herald Tribune, il quotidiano in inglese più distribuito al mondo. Il New York Times News Service trasmette storie, notizie, servizi speciali e fotografie estrapolate dal New York Times ad altri 506 giornaliagenzie di stampa e periodici.

 Il Washington Post

the washington post

Di importanza nazionale simile è il Washington Post che, grazie alle sue «fonti» sparse in tutte le agenzie statali a Washington, può mettere le mani su notizie fresche riguardanti il governo federale. Il Washington Post venne fondato nel 1877 da Stilson Hutchins (1838-1912), acquistato nel 1905 da John Roll McLean (1848-1916), e più tardi ereditato da Edward Beale McLean (1889-1941). Tuttavia, nel giugno del 1933, all’epoca della Grande Depressione, il giornale fu costretto al fallimento.

Esso venne acquistato ad una vendita all’asta da Eugene Meyer, un finanziere ebreo che era stato partner di Bernard Baruch (1870-1965), un israelita che era diventato lo zar dell’industria americana durante la Prima Guerra Mondiale e un personaggio-chiave nella costruzione del Nuovo Ordine Mondiale. Il Washington Post venne amministrato da Katherine Meyer Graham (1917-2001), figlia di Eugene Meyer, fino alla sua morte. Essa era l’azionista principale e presidentessa della Washington Post Company. Nel 1979, essa nominò suo figlio, Donald Graham, editore del giornale. Nel 1991, Donald divenne l’amministratore delegato della Washington Post Company e il suo presidente nel 1993.

bernard baruch katherine meyer graham
Bernard Baruch K. Meyer Graham

Il giornale ha una tiratura quotidiana di 582.844 copie, e la sua edizione domenicale vende oltre 1 milione di copie. La Washington Post Company ha numerose altre partecipazioni azionarie mediatiche in giornali (la Gazette Newspapers, che include undici pubblicazioni militari, e la rivista El Tiempo Latino in lingua spagnola) e reti televisive(la WDIV a Detroit, la KPRC a Houston, la WPLGa Miami, la WKMG a Orlando, la KSAT a San Antonio e la WJXT a Jacksonville). Le varie stazioni televisive della Washington Post Company raggiungono approssimativamente 12 milioni di case, e il suo servizio di TV via cavo, Cable One, ha 699.000 abbonati. Le sue partecipazione azionarie su Internet includono Newsweek.comWashingtonpost.comSlate.comBudgetTravel.com e Sprig.com.

 Il Wall Street Journal

the wall street journal

Il Wall Street Journal, con una tiratura giornaliera che supera i 2,1 milioni di copie, appartiene alla Dow Jones & Company Inc., una filiale newyorkese della News Corporation di Rupert Murdoch. La Dow Jones & Company pubblica numerosi giornali e riviste, inclusi i settimanali finanziari Barron’sFar Eastern Economic Review, SmartMoney, e il quotidiano economico in lingua russa Vedomosti. Il loro Dow Jones Newswires fornisce notizie finanziarie in tempo reale a oltre 400.000 abbonati, ed esercita un’incredibile influenza sulle attività finanziarie dei brokers e degli analisti di tutto il mondo. Les Hinton (della News Corporation) è l’amministratore delegati della Dow Jones & Co., e l’editore del Wall Street Journal.

Nel 2009, Hinton è stato premiato dal Jewish Community Relations Council di New York per il suo stridente appoggio al sionismo e per essersi espresso in favore della politica spietata di Israele nei confronti dei palestinesi. La maggior parte degli altri quotidiani di New York è nelle stesse condizioni del New York Times e del Wall Street Journal. Nel gennaio del 1993, il York Daily News (con una tiratura di 632.000 copie giornaliere) è stato venduto dal magnate ebreo Robert Maxwell (1923-1991; nato Ludvik Hoch) al grande proprietario israelita Mortimer B. Zuckerman. Il New York Post, fondato da Alexander Hamilton (1755-1804), ora è sotto controllo ebraico con il vicepresidente senior della News Corporation Les Goodstein. Quello che un tempo era il quotidiano più vecchio della nazione ora è stato trasformato in uno dei più importanti portavoce neocon del Paese.

les hinton robert maxwell mortimer b. zuckerman
Les Hinton Robert Maxwell Mortimer Zuckerman

 La nostra responsabilità

controllo mediaticoQuesti sono i fatti riguardanti il controllo mediatico in America. Chiunque può verificare l’esattezza di questi fatti consultando gli annuari delle stazioni radio, delle catene televisive, dei giornali o delle riviste, o i registri delle società e i loro responsabili, come quelli pubblicati da Standard and Poors e da Dun and Bradstreet, o altre opere con riferimenti biografici. Si tratta di una realtà inconfutabile. Normalmente, quando ci si confronta su questi fatti, si viene accusati di «antisemitismo». É la paura causata da questa accusa a tappare la bocca di molte persone che conoscono la verità sul controllo mediatico. Ma noi non dobbiamo rimanere in silenzio su questo punto importante. Il controllo dei mass media è una questione fondamentale non solo in America, ma nel mondo intero. Non c’è nulla di più pericoloso per il nostro futuro e per quello dei nostri figli. Il controllo mediatico determina la politica estera degli Stati Uniti, e il più delle volte il nostro governo cura gli interessi di Israele piuttosto che quelli americani scatenando guerre in tutto il mondo. Ad esempio, senza il controllo mediatico non ci sarebbe stata nessuna guerra del Golfo. Non ci sarebbe stato nessun massacro da parte della NATO di civili serbi. Non ci sarebbe stata la guerra in Iraq, e migliaia di vite sarebbero state salvate. Ci sarebbero stati ben pochi conflitti se fosse mancato l’appoggio americano allo Stato d’Israele, e non saremmo mai stati coinvolti nell’odio e nel terrore che regna nel Medio Oriente.

Permettendo ad una piccola lobby di controllare la diffusione delle notizie e il mondo dell’intrattenimento stiamo fornendo loro ben più di una mera opportunità di influenzare in modo decisivo il nostro sistema politico e, virtualmente, il nostro governo; stiamo anche consegnando nelle loro mani le menti e le anime dei nostri figli, i cui atteggiamenti e le cui idee vengono plasmate più dalla televisione e dai film che dai genitori, dalle scuole o da ogni altro tipo di influenza. I media dell’intrattenimento stanno cercando di persuadere un’intera generazione che l’omosessualità è uno stile di vita normale e accettabile, che la società multietnica e multireligiosa sia un bene da perseguire, ecc… Dobbiamo opporci alla propagazione di questo veleno e denunciare coloro che lo stanno diffondendo. É una nostra responsabilità.

 

banner centro culturale san giorgio

Note

1 Vedi pagina web

http://www.newsday.com/entertainment/celebrities/miley-cyrus-pole-dancing-performance-sparks-criticism-1.1360720

Oltre alla Cyrus, la Disney ha lanciato celebrità del calibro di Britney Spears, Christina Aguilera e Justin Timberlake.

2 Lo storico David Irving ha pubblicato informazioni provenienti da una fonte di alto livello secondo cui la madre di Murdoch, Elisabeth Joy Greene, era ebrea, ma la notiizia non è stata confermata.

3 Ciò nonostante, questa cantante ed ex pornostar statunitense di origine vietnamita ha osato attaccare pubblicamente la cupola degli Illuminati con queste dure parole pubblicate sulla sua pagina Twitter«Voglio chiarirvi una cosa che so da molto, molto tempo […]. Coloro che non sanno nulla di ciò che sto denunciando, probabilmente mi prenderanno per pazza, ma non mi interessa. Molti invece sanno benissimo quali sono questi “segreti” di cui parlavo […]. Se seguirete i miei post e ascolterete ciò che vi dirò nel tempo, potrete capire i messaggi subliminali e i suggerimenti che voglio lanciarvi. Innanzitutto voglio farvi notare come, negli ultimi tempi, i video musicali siano pieni zeppi di simboli e messaggi nascosti che provano la sottomissione dei cantanti a Satana. I nuovi video hanno toni oscuri e satanici. Non sto scherzando. In passato ho lottato con tutte le mie forze contro di loro, e devo ammettere che sono davvero potenti. Ma qualcuno deve pur opporsi e combattere per ripristinare la pace. Gente come Lady GaGa, Beyoncé, Rihanna, Miley Cyrus e moltissimi altri, ne fanno parte. Per favore, non prendere questa notizia alla leggera. Ti sembra incredibile, vero? Beh, sappi che è tutto vero. Avete mai sentito parlare di “patto col diavolo” per arrivare dovunque si vuole? Ecco, è tutto vero. Il diavolo esiste. Avete mai visto i film “Eyes Wide Shut” e “L’avvocato del diavolo”? Beh, dietro l’intrattenimento c’è uno schifo simile […]. Spero solo che ci facciate caso la prossima volta che li vedrete in TV. Questa gente pratica rituali satanici in televisione davanti agli occhi di tutti, persino davanti ai vostri figli»!

4 Periodo (1997-2000) durante il quale la capitalizzazione dei mercati dei Paesi più industrializzati vide un rapido aumento del valore delle aziende attive nell’ambito di Internet e nei relativi settori.

5 Wales è stato anche il fondatore di Wiccapedia, l’enciclopedia on-line sulla neo-stregoneria da lui praticata fin dagli anni dell’Università. Inoltre egli è un grande ammiratore di Ayn Rand (vero nome Alisa Zinov’yevna Rosenbaum; 1905-1982), una scrittrice e filosofa ebrea capo-scuola dell’oggestismo, dell’individualismo e del libertarismo più sfrenato, tanto da essere stata una delle fonti di ispirazione di Anton Szandor LaVey (1930-1997), il fondatore della Church of Satan.

6 Kosher è una parola ebraica usata per identificare i cibi che sono conformi ai precetti della religione mosaica.

 

Chi controlla i mediaultima modifica: 2017-08-18T14:14:48+02:00da fab_kl
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