Esasperazione dell’antifascismo

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La scala di valori che ci viene imposta attraverso il senso comune costruito artificialmente da scuola, giornali, cinema e tv, rispecchia unicamente la visione del mondo delle classi dominanti.

Da diverso tempo, in ogni settore della vita ma particolarmente nei media, sembra si faccia una gara a chi riesce ad individuare – ma potremmo dire scovare – il germe del fascismo in qualsiasi cosa, anche quelle che sembrerebbero “disinfettate”.
Ad osservare bene, il ruolo dell’analista politico (o del giornalista) in moltissimi casi si è trasformato nell’esacerbatore di aspetti infinitesimali di un argomento nei quali viene individuato un legame con qualcosa di appartenente al regime dell’Italia di 100 anni fa. Quanto più è contorto il ragionamento che mette in relazione l’argomento di passaggio e il fascismo, più  consensi raccoglie e viene osannato l’individuatore, secondo uno schema simile a quello di Sherlock Holmes quando risolve un caso difficilissimo. Sarà forse per questa diffusa inclinazione all’essere investigatori che questi individuatori di fascismo sembrano intelligenti?
Questi individuatori di fascismo assumono un rilievo sociale mostruoso e creano un proselitismo che attecchisce facilmente in coloro si ritengono e si autoproclamano di cultura superiore perché vedono cose che gli altri non vedono, vale a dire in quel popolo accuratamente paranoicizzato da anni e anni di terrorismo fascistofobico, che vede il fascismo anche dove non esiste.

L’esempio più assurdo di questi tempi è che si accusa di essere un dittatore a chi chiede di andare alle lezioni.

57026487_137351647390131_5776430635799534534_nLe analisi politiche seguono la stessa linea: individuare in un argomento un aspetto quanto più insignificante e nascosto al quale riuscire a collegare una delle frasi o dei concetti più legati alla dottrina post antifascista.

La dottrina post-fascista è quella derivante dalla lenta deriva della sinistra che gradualmente ha portato la sinistra nelle mani dei capitalisti anglo-usa.

I casi di fascistofobia sono infiniti e di grandissima portata ma anche di piccolissima: basti pensare, ad esempio, che viene ritenuto fascista chi chiede la museruola ai cani; il maschio che si ritiene superiore alle donne è fascista (ma non il contrario), chi fa lavorare i minorenni è fascista, chi da uno scappellotto al figlio è fascista, chi vuole i criminali in galera è fascista mentre gli antifascisti vorrebbero in galera – se non alla forca – solo i colpevoli di quei reati ESALTATI DALLA TV: i politici corrotti e non, i femminicidi, e i pedofili (come se questi fossero gli unici reati condannabili).

Ormai non solo è considerato fascista chi chiede il rispetto delle leggi, ma anche chi si sente italiano e sventola il tricolore o vuole il bene dell’Italia; è fascista chi vuole fare figli invece di far arrivare gente dall’Africa per pagar i la pensione (?!?) che se fosse vero sarebbe una forma di sfruttamento molto simile alla schiavitù.
Sembra ci sia in corso una gara per dimostrare chi sia più antifascista forse per avere una carica importante in una società che ha capito quale sia la chiave per applicare la dittatura del nuovo millennio.
È STATA CREATA UNA VERA E PROPRIA FOBIA ASSOLUTA DELLA DITTATURA al punto che basta presentarne lo spauracchio per far accettare qualsiasi cosa
Esattamente come quando ai bambini si dice GUARDA CHE VIENE L’UOMO NERO

Esasperazione dell’antifascismoultima modifica: 2019-09-13T19:59:58+02:00da fab_kl
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