La destabilizzazione by Gabanelli

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IL CARCERE NON PUO’ ESSERE UNA CORSIA PREFERENZIALE PER TROVARE LAVORO.

Quello che potremmo definire il sistema “report” è veramente pericoloso. La pericolosità della trasmissione viene ancora una volta rappresentata dalla signora gabanelli all’interno della rubrica che sul corriere della sera, è gestita da quella stessa signora che qualcuno – evidentemente ammanicato con quegli stessi poteri forti che hanno portato al governo un ex CABARETTISTA assoldato da una oscura società commerciale – aveva provato a portare alla presidenza della repubblica [Link1 link2link3].
Stranamente, la quasi totalità dei media sempre pronti a dare addosso alle reti pubbliche, nel caso di report “non osano” permettersi di parlar male o criticare o dubitare della trasmissione e della sua oscura manipolatrice che ogni settimana affronta un argomento – sembrerebbe a caso, senza legame con i precedenti – con l’unico scopo di fare scalpore. Spesso ci riesce, utilizzando le tecniche ben messe a punto da programmi come “le iene” e “striscia” , vale da dire: interviste piene di tagli e cuci che prendono delle frasi fuori contesto e le fanno diventare risposte a domande che gli intervistati non avevano mai ricevuto; Oppure quelle affermazioni o generalizzazioni belle piene di “sarebbe, potrebbe, sembrerebbe,….. e condizionali vari che permettono di raccontare ipotesi come se fossero fatti veri; O anche quei dati che non superano mai le verifiche e che difficilmente si riescono a riscontrare; O anche quei montaggi di fotografie o slide che fanno scattare nel nostro cervello le associazioni volute per portare a precise conclusioni, O le musichette appena percettibili ma che predispongono bene per l’abbassamento delle nostre difese come ben sanno gli esperti di condizionamento auditivo…… Le tecniche usate sono molte e non è difficile individuarle osservando attentamente il programma.
Dopo il servizio di report sul “SALE” – utile a far acquisire alla trasmissione molti facili consensi attraverso la spettacolarizzazione di ciò che solo un consumatore incallito poteva non aver capito (vale a dire che il sale colorato è una trovata di marketing per attrarre consumatori farlocchi pronti a spendere di più perchè “fa bene” o “è migliore”, in realtà report si guarda bene da spiegare i veri scopi DELLA DEMONIZZAZIONE DEL SALE) –  oggi la gabanelli cerca di attrarre i consensi sia dei buonisti che si ritengono di sinistra (in realtà preti spretati, ego-femministe, maschi che pisciano seduti ecc), sia di tutti coloro che stanno in galera e dei loro parenti o amici. Per farlo utilizza metodi già utilizzati dal partito radicale e da quelle ONG del tipo Amnesty International, Nessuno tocchi Caino ecc ecc vale a dire prendere le difese dei carcerati per scagliarsi contro lo stato.
Ecco quindi apparire sul principale quotidiano un articolo nel quale per attrarre consensi non esita A RACCONTARE FROTTOLE DI LIVELLO MONDIALE che quando vengono sparate in rapida successione non lasciano alla gente il tempo di pensare e riflettere. Tra tutte, la più grave è quella   “…come avviene in tutta Europa, per chi assume carcerati, la legge prevede sgravi fiscali…..”. Cercando su google sembrano essere veramente pochi i paesi che adottano sgravi fiscali a favore dell’assunzione di carcerati tra questi l’ITALIA che, nel totale silenzio, ha i maggiori sgravi fiscali.
Quindi esattamente il contrario di quanto tacitamente si è portati a credere leggendo la frase della gabianelli. Si, perchè solo rileggendola si nota come l’Italia non sia menzionata, ma il fatto di non aver detto “…in italia come in europa…” porta il lettore a pensare che l’Italia sia esclusa da questa “buona pratica” quando in realtà è esattamente il contrario. Questa è l’arte di portare i lettori a pensare quello che si vuole senza dirlo apertamente, e la gabianelli la conosce benissimo.
A questo punto, dopo aver tranquillizzato i lettori sul fatto che pagare i detenuti sia una cosa normale, la gabanelli inizia il lavoro ai fianchi nei confronti dello stato, utilizzando percentuali statistiche tutte da verificare e tipiche del famoso pollo di Trilussa, in maniera da far ricadere la colpa sullo stato sia per il sovraffollamento delle carceri (guardandosi bene dal chiederne la costruzione di nuove o dal verificare perchè sono state bloccate le costruzioni di 34 nuovi istituti) sia per la recidiva cioè per coloro torna nuovamente in carcere dopo aver scontato la pena.
Tacitamente, e senza esplicitare, si è portati a pensare che la colpa della recidiva dello Stato – secondo uno schema trito e ritrito – ed in particolare della “mancanza del lavoro penitenziario”.
A questo punto – senza entrare nel merito dei pilastri idealisti che – illusoriamente e ingenuamente – individuano il lavoro come soluzione alla recidiva di stupratori, di pedofili o violenti vari – ci si sarebbe aspettato che la “presunta sinistra” agisse in maniera tale da non DANNEGGIARE I LAVORATORI ONESTI ED IL PROLETARIATO NEL SUO COMPLESSO richiedendo uno sgravio fiscale che avvantaggerebbe i carcerati rispetto i disoccupati onesti.
L’articolo però non suggerisce mai una considerazione in questa direzione anzi: sembrerebbe proprio che l’unica sensazione che viene stimolata dall’articolo sia proprio quella della necessità di permettere alle imprese di ottenre sgravi fiscali in caso di assunzione di carcerati o ex carcerati. Pur essendo impalpabile, la persuasione occulta che trasuda dall’articolo porterà certamente molte persone alla convinzione che la soluzione a tutti i mali sarebbe quella di aumentare il lavoro dei detenuti attraverso uno sgravio fiscale alle imprese.
Non ha forse detto questo la gabanelli? Vogliamo forse credere che la gabanelli non si sia spiegata bene?
O vogliamo forse credere che la gabanelli non sappia che il reinserimento sociale NON passa attraverso il lavoro nei casi in cui si tratta di reati sessuali o legati a violenza generica o omicidi o reati contro il patrimonio.
A chi è in galera per aver ammazzato il vicino che teneva la musica troppo alta, è totalmente inutile farlo lavorare per reinserirlo.

Eppure far lavorare i detenuti sembra essere l’unica risposta che nasce spontanea alla domanda iniziale della gabanelli che scrive:”…Cominciamo con una domanda: in Italia, il 70% dei carcerati, una volta scontata la pena, torna a delinquere. Cosa non funziona visto che lo scopo della pena è proprio quello di riabilitare?”

La risposta che nasce spontaea prima di leggere il seguito dell’articolo, in molti casi sarebbe: “perchè non hanno paura del carcere, anzi ci stanno meglio che fuori”. Nonostante la scontatezza della risposta, nessuna considerazione viene mai avviata in questo senso forse per timore di non potersi autoincludere in quei gruppi che si auto definiscono acculturati e che quasi sempre sono convinti che “se fai il buono con i cattivi, questi diventano buoni“.
Il pensiero dominante di questo ideale sociologico è quello che la società deve sentirsi colpevole dell’esistenza dei criminali e pertanto questi ultimi devono essere oggetto di attenzioni superiori a quelle di altre categorie più sfortunate. Alla prova dei fatti, se la delinquenza da decenni risulta in crescita è dimostrato che questo concetto è sbagliato e lo dimostra anche la minor criminalità presente nei paesi che non hanno adottato questo principio.
A questo punto è evidente che lo scopo finale dell’articolo non è certo quello di diminuire la criminalità e tanto meno quello di affrontare senza pregiudizi di presunte conoscenze scientifiche l’argomento. Lo scopo è ancora una volta quello di spingere nella direzione che porta ad ottenere manodopera a basso costo per le imprese.
Ciò che dovrebbe farci riflettere, è la posizione di quella sinistra che vede favorevolmente gli sgravi fiscali per l’assunzione di ex galeotti (piuttosto che di 50enni rimasti senza lavoro o di terremotati o altri).  Pensiamo come DISTRUGGEREBBE L’ITALIA l’ulteriore aumento delle politiche tese a dare priorità alle assunzioni di chi spacciava eroina rispetto a chi ha frequentato l’università magari superandola a pieni voti. E’ chiaro che poi i nostri scienziati andrebbero a lavorare per le società estere: FORSE E’ PROPRIO QUESTO LO SCOPO FINALE?
Come è possibile che abbia spazio sui media nazionali una simile prospettiva?
Come si può proporre a livello mediatico nazionale, una politica che porterebbe al risultato di velocizzare l’ingresso nel mercato del lavoro di giovani che hanno frequentato la malavita per qualche anno, rispetto quelli che hanno frequentato gli istituti tecnici o l’università.
E’ lecito pensare che dietro questa propaganda ci siano le stesse persone che portano in italia lavoratori a basso costo e far così abbassare i salari degli italiani e smontare le conquiste proletarie di anni e anni di lotta?
Si potrebbe pensare ad ingenuità della gabanelli se non fosse che sono molte le faziosità dell’articolo dove la gabanelli riporta testualmente “bassissime recidive nel nord europa” senza nemmeno stabilire con precisione quale sia il nord europa che già è difficile stabilire quale sia l’europa) ma sopratutto che  l’indice è valido solo relativamente perchè si considera solo il reato commesso in precedenza senza tener conto dei malfattori che passano a crimini peggiori come ad esempio lo scippatore che diventa rapinatore di banche).  Ma la parte più interessante arriva andando a verificare i dati che la gabanelli riporta come statistiche e quindi, andando a cercare LE FONTI citate per i dati alla base di grafici e conclusioni “gabanelliane”.I dati NON sono forniti da governi “nordeuropei o di altri paesi che vengono citati ma – come troviamo riportato nella dicitura – le fonti sono, oltre al governo italiano,  “SPACE 2019”, vale a dire un rapporto stilato DA OPENPOLIS una fondazione che fa capo direttamente a OPEN SOCIETY e quindi a Soros…. 01_costi_DESK

A questo punto, il fatto che i dati forniti dalla gabanelli provengono da una delle fondazioni create da Soros, elimina ogni dubbio su chi ci sia dietro questa ed altre campagne portate avanti da gabanelli, da report e da tutte le trasmissioni scandalistiche fini a se stesse e senza alcun seguito concreto.

Non possiamo non RENDERCI CONTO CHE LA GABANELLI E’ AL SERVIZIO DEI DESTABILIZZATORI IL CUI INTERESSE PRINCIPALE E’ QUELLO DEMONIZZARE LO STATO PER PRIVATIZZARE GRADUALMENTE TUTTI I SERVIZI ED INTASCARE UTILI MOSTRUOSI come già successo con le compagnie telefoniche, la corrente elettrica, il gas…….e le carceri in USA sono già gestite da privati.

Forse la signora gabanelli dovrebbe visitare le altre prigioni europee (o anche quelle americane date in gestione ai privati) e si renderebbe conto che se in Italia le recidive sono alte uno dei motivi potrebbe proprio essere CHE IN CARCERE NON SI STA COSI’ MALE. Proprio questa considerazione è uno dei motivi che sta alla base di un fenomeno che i media NON vogliono affrontare: quello del TURISMO A DELINQUERE,  cioè di chi grazie a voli low cost, viene nel week end in Italia sperando di svoltare qualche furto di auto o truffa con carte di credito per poi tornare alla normale vita nel proprio paese. Con l’ideologia della gabanelli questi viaggiatori verrebbero avviati (non tutti ma solo i meno capaci, che si fanno catturare) al lavoro in italia in maniera privilegiata rispetto gli altri lavoratori onesti. Una vera e propria ingiustizia ai danni delle persone oneste.
Non solo.

L’uomo, per natura, è portato a scegliere la cosa per lui più appagante, quindi per evitare le recidive, le persone che escono dal carcere dovrebbero essere fortemente convinte che sia più appagante svegliarsi alle 4 per andare a fare i turni in fabbrica rischiando la vita fino a sera per poi tornare stanco morto in un appartamentino di periferia più piccolo della cella di un carcere, con i soldi contati per la cena che nessuno ti assicura. Finchè il tenore di vita del carcere sarà superiore a quello dei lavoratori la scelta di tornare a delinquere sarà facilmente condivisa. Per usare lo stesso esempio, non si può pensare che se uno stupratore una volta in carcere avrà a disposizione prostitute, una volta uscito non stuprerà più nessuno. Anzi, in quel caso darà ancora meno valore al sentimento e non vedrà l’ora di tornare in quel posto dove è permesso ciò che fuori non è permesso e l’unico modo che conosce per tornare in carcere è quello di stuprare, quindi….

Forse bisognerebbe finalmente mettersi in testa che se la pena è diretta esclusivamente al reinserimento (come si legge nella nostra costituzione all’art. 27), il reinserimento non avviene automaticamente sulla base del lavoro. ed infatti questi concetti NON HANNO FUNZIONATO IN NESSUNA PARTE DEL MONDO. Per contro nei paesi dove il carcere ha un forte potere deterrente per via delle condizioni di vita al suo interno, la criminalità è nettamente inferiore.

Forse, anche in questo caso abbiamo fornito al lavoro poteri quasi magici che in realtà non possiede o che sono stati resi vani dal sistema consumistico. Dovremmo per questo togliere al concetto di lavoro la presunta capacità di redimere i delinquenti: il lavoro non è onnipotente e sarà molto molto difficile convincere chi guadagnava migliaia di euro al mese attraverso lo spaccio di droga o le rapine, convincerlo a cambiare vita prospettando di andare lavorare tutti i giorni 8/10 ore alle dipendenze di un capo spesso irascibile.
Il fenomeno dei sequestri di persona (che aveva preso piede negli anni 70/80) non è stato certamente stroncato offrendo lavoro stipendiato ai sequestratori, ma è stato stroncato attraverso il carcere duro e l’aumento delle pene per quel reato.
Purtroppo il pensiero dominante attuale NON fornisce alla pena una valore deterrente e questo porta ad una maggior difficoltà, se non all’incapacità vera e propria di prevenire fin da piccoli un instradamento verso la delinquenza.
Probabilmente sarebbe il caso di insegnare queste cose fin da piccoli, dalle scuole elementari. Purtroppo questo non avviene e l’infanzia è oggetto di martellanti campagne “contro il lavoro minorile” il cui risultato è quello di imprintare una valenza negativa al lavoro che quindi non deve essere fatto dai bambini. Ma questo è un discorso parallelo che merita approfondimenti separati.
La destabilizzazione by Gabanelliultima modifica: 2019-11-04T11:38:01+01:00da fab_kl
Post Categories: BACHI DEMOCRATICI, Direzionamento di massa

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