Quanto c’è di consumistico nel farsi tatuare?

Quanto c’è di consumistico nel farsi tatuare?

Il tatuaggio non è una creazione propria quindi non è un espressione della propria capacita artistica. Al massimo è una scelta su un catalogo o un proprio disegno che qualcuno deve reinterpretare più fedelmente possibile.cm-punktatuaggio Quale significato dare e sopratutto, quale motivazione spinge a tatuarsi senza minimamente soffermarsi a valutare le conseguenze per la salute e per la propria pelle prodotte dall’inchiostro, di per se velenosissimo dimostrando il predominio ormai conclamato dell’apparire rispetto alla cura del corpo al punto che nessuno sembra chiedersi il grado di tossicità dell’inchiostro che irreversibilmente entra nelle nostre cellule e nel metabolismo.

Nei giovani di oggi il tatuaggio sembrerebbe essere al di sopra di tutti i comportamenti “salutari” da moltissimi messi in atto quando si tratta di cibo, di praticare sport, di immondizia differenziata…..Il tatuaggio è immune o evidentemente ha delle motivazioni profonde che ne hanno determinato la recente diffusione nonostante la tossicità e il dubbio gusto. Sembrerebbe proprio venire dal desiderio di voler mostrare agli altri qual’è la vera identità (con la convinzione implicita che non si riuscirebbe ad identificarci altrimenti): una specie di etichetta che ci identifica e ci rende orgogliosi di esibirla esattamente come un’etichetta dei pantaloni dimostra la convinzione di sapersi vestire, di saper scegliere, di potersi permettere…… Anche per i tatuaggi, sono molti punti in comune con i principi del marketing riguardanti il BRAND e tatuarsi sembrerebbe quasi derivare dagli effetti dell’introiezione dei principi del marchio, una specie di fidelizzazione verso le proprie inclinazioni da esibire a qualunque costo ed attraverso quello che ho di più caro: la propria pelle.

Un fenomeno quello dei tatuaggi che trova la sua origine tra le popolazioni tribali, che si truccavano e tatuavano per caratterizzarsi ed anche per incutere timore. Con il passare dei secoli, il tatuaggio era meno frequente e si limitava alla copertura di cicatrici o altre anomalie della pelle. Nelle ultime generazioni, grazie alla diffusione fatta da cantanti e sportivi ha trovato emulazione nella qualsi totalità dei giovani.

La cura del corpo per molti significa trasformare il corpo affinché sia maggiormente attraente. Questo è tipico della società occidentale consumista ed infatti è molto difficile spiegare ad un asiatico il nostri concetto di cura in palestra. Quasi sempre si ottiene la risposta: tu pensi di avere cura del corpo facendolo lavorare al massimo e sforzandolo continuamente a dare di più? Difficile da ribattere e per molti occidentali anche difficile da capire. Abbiamo molto da imparare dalla civilità asiatica.

Quanto c’è di consumistico nel farsi tatuare?ultima modifica: 2018-08-08T14:26:56+02:00da fab_kl
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