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Feb 21, 2009 - opinioni    6 Comments

La fine della Repubblica e la guerra civile

Giulio Cesare

l’autore della transizione del sistema repubblicano a quello imperiale.

A poco più di un anno dalla sua creazione, il Partito Democratico conclude quel programma che anche un bambino avrebbe ritenuto inutile se non dannoso. La creazione del Partito Democratico ad altro non è servita se non a dimostrare – dato che ancora ce ne è bisogno – che la democrazia al giorno d’oggi è ridotta ad inutile e dannoso populismo. Con la sua mancanza di un ideale unico, con la sua frammentazione, e con quant’altre rappresentazioni di tutto quanto di negativo ci sia nell’attuale società, il Partito Democratico ha incarnato nel suo nome la sua fine e le cause di essa.

E cosi’ siamo arrivati all’ultima fase del piano ventennale: siamo arrivati alla dittatura democratica che, con Giulio Cesare portò alla dittatura a vita, che qualcuno successivamente chiamera’ “impero”.

Nell’antica Roma, ai primi 7 famosi Re (talvolta tiranni), succedette la Repubblica che ben presto si dimostrò peggiore delle precedenti monarchie a causa delle guerre civili scatenate dalle lotte interne per la conquista del potere. Qualcuno capì l’inizio della crisi e, tra gli altri, Cesare ebbe la visione di chi pensa e per questo non fu miope. Iniziò la sua spallata alla repubblica con un programma che vide la creazione del triumvirato per poi scatenare l’ultima guerra civile e diventare il dittatore (prima per 10 anni poi a vita) di Roma.

Cesare era nato mentre la città di Roma era divisa in due fazioni contrapposte: gli optimates, favorevoli al potere aristocratico, e i populares o democratici, che sostenevano la possibilità di rivolgersi direttamente all’elettorato. Crescendo, Cesare aveva capito che il popolo era diventato plebe, una massa informe in continua ebollizione che bisognava tenere sotto controllo con giochi, elargizioni e clientelismo. Dopo 18 secoli l’Italia ha ripercorso un cammino simile, abbreviando cosi’ le tappe per via della maggior velocita nel susseguirsi degli eventi dovuta ad una piu veloce circolazione delle notizie che la tecnologia permette. Il Regno d’Italia vide avvicendarsi solo 4 Re prima del passaggio alla Repubblica e forse proprio per questo l’ultimo Re avra’ una fine meno tragica rispetto quella di Tarquinio il Superbo.

Il triumvirato che segui’ la Repubblica, durò meno della monarchia è venne sostituito da un bipolarismo. La sostituzione è avvenuta con la diminuzione del potere del terzo componente che viene limitato alla possibilita di tacere o far cadere il “governo”. Questa strada lo porterà – come già Catilina – verso un suicidio in una battaglia gia’ persa. A questo punto a Cesare non resta che annullare l’ultimo avversario e lo fece semplicemente ignorandolo e lasciandolo dissolvere.

In questi giorni quello che doveva essere il partito d’opposizione si è – come era prevedibile – autoannullato, attraverso le dimissioni del suo ideatore che in tal modo ha concluso il piano di Cesare per arrivare alla dittatura democratica. Manca poco al sentir pronunciare “il dado e’ tratto”, ed avverra’ mentre qualcuno prova la respirazione artificiale dell’unico “movimento” (non partito, il termine non gli si addice) d’opposizione, che restera’ addirittura senza eredi alla guida: la respirazione artificiale prevede che saranno valutate le candidature di personaggi. Per un tale prestigioso incarico quale quello di capo del’opposizione, le candidature dovrebbero presentare curriculum chilometrici uniti a requisiti quali l’essere conosciuto dall’elettorato, sia per il proprio pensiero, sia per l’attivita’ svolta, sia per la storia avuta. Invece con un ultimo colpo della propria caratteristica schizzofrenia – quella che fa prendere le decisioni sull’enfasi di un avvenimento – tipica del populismo ed al tempo stesso con un ultimo gesto di democrazia estrema il nuovo leader sara’ scelto tra le candidature di emeriti nessuno che hanno semplicemente risposto all’annuncio apparso nella categoria “offerte di lavoro”. Lo stesso tipo di opposizione che aveva Cesare.

Cesare è rimasto l’unico – per assurdo – a sostentere la Repubblica ed una volta varcato il Rubicone potra’ farsi eleggere dittatore, poco importa se sara’ necessaria una guerra civile bastera’ confonderla e spacciarla come “necessaria per lo Stato” cosa questa in cui Cesare e’ molto capace. Oggi, dovremmo sperare che non sia necessario il ricorso ad una guerra civile simile a quella che sconvolse Roma intorno al 50 a.C.

Ma molto probabilmente non sara’ cosi, e i mass media stanno preparando il terreno sul quale si dovra’ giocare: sara’ la giustizia? sara’ la crisi? saranno gli extracomunitari? Le trasmissioni ed i libri che fanno audience sono quelli di sesso o quelli di violenza. Per creare un audience di portata unica e’ stato necessario solamente unire queste due cose iniziando le “trasmissioni” di stupri che hanno ulteriormente allargato l’audience attingendo anche dagli anti extracomunitari. Con un pubblico preparato in questo modo è stato possibile giustificare l’introduzione della nuova “giustizia fai da te” denominata ronde.

Sara’ un caso la concomitanza della dissoluzione dell’opposizione e della creazione delle ronde? Non si sa ma fanno capire a chi non sia totalmente orbo, cosa sta per succedere. Le ronde riuniranno il bisogno di giustizia e l’ostracismo nei confronti di chi e’ diverso e saranno l’elemento che convincerà il popolo che il dittatore non governa contro il popolo, ma e’ il popolo che governa. Le ronde sono il popolo e cosi Cesare continuera a rendere confusi gli interessi dello stato e gli interessi suoi personali. Giulio Cesare era maestro in questo e lo e’ stato anche nel capire che la democrazia era macchinosa e bisognava eliminare la contrapposizione dei poteri utilizzando la scusa di snellire le procedure. Per fare questo bisognava offrire alcuni benefici alla plebe in maniera da sentirsi legittimato a richiedere certi obblighi e limitazioni della liberta, sapendo che la gente lo idolatrera’ come un padre che e’ amato e temuto al tempo stesso. Al Senato (il monocamerale) non rimarrà che riconoscere la sua autorità altrimenti verrà cancellato dalla plebe che gli si rivolterà contro. Tutti si limiteranno a godere dei benefici concessi, e sarà il trionfo del dividi e impera. Il trionfo di una popolarita basata sul carisma ottenuto esibendo la figura del vincitore (allora con le guerre, oggi con il calcio e la ricchezza) ed in parte ottenuto con la demagogia e il populismo.

Ott 29, 2007 - opinioni    2 Comments

Rinnovarsi vecchiamente

Democrazia: Che gran bella parola e come riempie la bocca. Giustifica tutto ed ottiene immediati consensi. Nessuno osa dichiararsi contrario: Democrazia!

La miglior forma di governo che, generalizzando, riteniamo valida al punto che cerchiamo in tutti i modi di imporla anche a chi non la condivide e per questo non la vuole. Ci crediamo così nel giusto al punto di utilizzare le armi. Qualunque cosa non sia democratica, deve diventarlo.

La miglior forma di governo? Sicuramente, la democrazia, lo era!

Dopo la seconda guerra mondiale, la fobia della dittatura ha giustificato, e continua ancora oggi a giustificare, la democrazia come la migliore tra tutte le possibili forme di governo. Praticamente nessuno ritiene che ve ne siano migliori, al punto tale che non si fa niente per cercare – mettendola in discussione – nuove forme di governo che siano migliori. Come dire: il progresso riguarda solo gli elettrodomestici.

Eppure OGGI la democrazia è totalmente inutile.

Non ha senso la democrazia, quando si possono far nascere e manipolare a piacimento le idee nelle menti dei componenti la democrazia stessa. Diventa inutile far votare ogni individuo, quando all’individuo stesso sono state inculcate radicalmente le idee che generano la decisione del voto. In questo modo le elezioni sono ridotte niente altro che alla verifica di chi ha utilizzato il “marketing” migliore. Una democrazia che fa diventare ancora piu importante la capacità di controllo delle volontà altrui, autoalimentandosi.

La ridondante informazione di massa, tipica di questa civiltà democratica e tecnologica, non è l’unico elemento che contrasta con i principi della democrazia. Negli ultimi anni è iniziato ed è in continuo aumento, un altro cambiamento sociale che fa invecchiare velocemente gli attuali concetti attuali di democrazia. Tale cambiamento ha portato la società “cosiddetta occidentale”, ad essere una civilità dove persone e capitali si muovono a velocità impensabili. Il libero flusso di persone ed ancorpiù quello di capitali fanno diventare totalmente fuori luogo il concetto di democrazia. Un paese con forti investimenti esteri – da cui dipende – non potrà rispettare i voleri dei suoi abitanti nel caso in cui non siano concordi con quelli degli investitori.

Non solo, diventa effettivamente pericoloso per la società che si da le regole, far partecipare al voto persone che non vivono sul territorio della nazione o, per contro, che vi sono temporaneamente. I loro interessi potrebbero essere diametralmente opposti proprio per i motivi stessi del vivere all’estero.
I grandi numeri che oggi rappresentano, quelle che ieri erano “eccezioni”,  possono falsare e falseranno la storia. Come? ecco un esempio:
I servizi segreti di un paese possono politicamente conquistarne un’altro semplicemente trasferendo “artificiosamente” la residenza di migliaia di cittadini prima delle elezioni e facendo confluire i voti di questi in un unica direzione, si può – dato il minimo scarto dei vincitori – determinare l’elezione addirittura di un candidato straniero. Questo è fattibile in tutti quei paesi dove abbiano diritto al voto anche i NON cittadini. Forse non ci ha ancora pensato nessuno, o forse si…

Ci sono altri motivi per cui la democrazia è inutile e controproducente, sopratutto in Italia:

In quei paesi dove la variabile elettorale è ridotta a 2 possibilità (il cosiddetto bipolarismo), le statistiche dimostrano che l’elettorato (cioè coloro  che andranno a votare) sarà diviso in:

  • un grande blocco “A” ed un grande blocco “B” di elettori con una idea ben solida e radicata;
  • una parte piu piccola di “rinnegati” che hanno cambiato idea e hanno già deciso che cambieranno partito;
  • una parte di indecisi , influenzabili limitatamente dalla campagna elettorale;
  • una parte di persone che non si occupa di politica se non quando ci sono le elezioni e che decideranno in quei giorni per chi votare.

Risultano quindi importantissimi quegli elettori che normalmente non si occupano di politica e SOLO LORO faranno vincere o perdere le elezioni. 

Nelle elezioni spesso succede che la vittoria sia decisa da una percentuale bassissima, in Italia anche meno dell’1%.Questo perchè secondo il calcolo delle probabilità, in una variabile dicotomica, la probabilita che si verifichi uno dei due eventi è del 50%.

Quindi, la democrazia si traduce nel dominio degli indecisi e dei facilmente influenzabili che faranno pendere la bilancia.

 

Per evitare di seguire lo stesso percorso dei romani di 20 secoli fa, bisogna trovare una nuova modalità di governo. Sarebbe già un immenso passo avanti avere un governo che rispetti i voleri di tutti e non solo quelli della maggioranza. Se non lo troviamo, sono sicuro che in Italia arriverà  una guerra civile e poi una dittatura, non necessariamente in quest’ordine. In altre parole:La mia principale incognità è: arriverà prima una guerra civile e poi una dittatura, o prima una dittatura e poi una guerra civile?  

Dopo “libertè, egalitè, fraternitè”… arrivò Napoleone.

Quanto tempo manca alla guerra civile che precede la dittatura? 2 anni? 5 anni? o 10?

e per quale causa si scatenerà?
Per la supremazia degli extracomunitari, oppure per il crescente e insostenibile senso di mancanza di giustizia che porterà ognun on a farsi giustizia da solo e quindi al caos, o forse la guerra civile esploderà per motivi futili addirittura per l’ingigantirsi delle frustrazioni per il non poter comprare tutto quello che la pubblicità ci crea come bisogno? Del resto, chi avrebbe mai pensato che una pistolettata all’arciduca ferdinando a Sarajevo facesse scoppiare la prima guerra mondiale dell’umanità.

Grazie anche all’informazione eclatantistica, ogni giorno ecco che si presenta in maniera diversa l’idea di come – goccia a goccia – potrebbe prendere piede una guerra civile in Italia:
Molti italiani al giorno d’oggi, difficilmente sono disposti a morire per qualcosa, sia esso un ideale o una persona o quant’altro. Molti di quelli che sarebbero disposti, lo sarebbero solo per una cosa: la propria squadra di calcio.
Sembra assurdo ma è l’unica fede incrollabile in un mondo dove cambiano, idee, religioni, partiti politici, tradizioni….tutto.
L’unica cosa a cui molti italiani sono fedeli è la SQUADRA.
Se, nel momento in cui alle violenze originate dal calcio, si dovessero aggiungere -ad esempio – le violenze e gli scontri derivate da motivi legati alla Giustizia, avremmo la somma di tifosi e di noglobal, che si scaglia contro le forze dell’ordine e quindi lo Stato. Se ad una tale critica situazione si aggiungessero ai gruppi di rivoltosi quelli di extracomunitari stanchi di soprusi, ed ovviamente si aggiungerebbero anche quegli altri gruppi che hanno interesse a creare il caos….. le scintille sono sufficienti a creare l’incendio?