Enti comunali di consumo

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Nel 1946 furono istituiti gli Enti Comunali di Consumo, obbligatori nei Comuni con più di 200.000 abitanti, e facoltativi in tutti gli altri.
Vennero istituiti perché l’Italia usciva da una guerra che oltre a tutto il resto aveva praticamente sdraiato ogni fondamentale economico (PIL, occupazione, propensione al risparmio e all’acquisto, liquidità, solvibilità, fiducia), e perché nel 1946 il Governo del Paese era ancora nelle mani della coalizione che aveva combattuto per la Resistenza contro il nazifascismo, conquistato la Liberazione, e che stava scrivendo la Costituzione italiana che sarebbe stata promulgata un anno e mezzo dopo: bi erano democristiani attenti alla dottrina sociale, comunisti, socialisti, azionisti-repubblicani, liberali (ma non liberisti ottusamente).

Poi, il viaggio di De Gasperi in America, il varo del Piano Marshall e l’arrivo di tanti dollari in cambio della rassicurazione che in Italia le sinistre sarebbero state silenziate. Comunisti e socialisti furono accompagnati fuori dalla porta della stanza dei bottoni, e le elezioni del 1948 ratificarono la svolta centrista e monocolore del Paese, quella svolta centeista di fatto ancora oggi al governo sia pur camuffata da nuove denominazioni o marchi politici per oscurare il fatto che in realtà sono tutti seguaci del consumismo esasperato, propinato mondialmente dagli USA.

Per fortuna rimase sulla scena il frutto prelibato della Costituzione (oggi storpiata al punto da ritenere costituzionale il fatto che il parlamento non rappresenti il popolo e legittimando cosi il governo di chi ha perso le.elezioni). E restarono anche, per qualche decennio, alcuni presìdi di pianificazione economica (come l’IRI e le grandi aziende pubbliche) e di distribuzione calmierata (come gli Enti Comunali di Consumo); almeno finché l’ubriacatura della privatizzazione universale, anchessa propinata dagli USA e comune a centrodestra e centrosinistra (e sposata acriticamente da subito, alla loro comparsa, anche dai partiti federalisti e dai movimenti anti-casta), non ebbe l’effetto di smantellare tutto ciò che impediva di sbrigliare gli istinti e gli appetiti del grande e del piccolo capitalismo.
Gli Enti Comunali di Consumo furono trasformati (insensatamente) in SpA nel 1993, e poi del tutto abrogati nel 2008.
La crisi attuale che ci dobbiamo aspettare, secondo tutti gli analisti seri, produce di fatto il crollo dei fondamentali economici al pari di una guerra.
In Italia, e nei Paesi che più ci somigliano, ci saranno numeri che faranno impallidire quelli della crisi del 2008. Il nostro Governo, e il mainstream tutto, lasciano forse intendere che allora adotteranno politiche lontanamente comparabili con quelle elaborate e attuate all’epoca? Al contrario!
Oggi sia l’opposizione il governo sanno solo pensare a politiche del cotto e mangiare senza alcuna lungimiranza. Gli slogan sono: Dateci i soldi oppure eliminate le tasse e altri simili. Nessuno da un’idea di come dovrà essere ristrutturata l’economia per farla ripartire pensa solo a ciò che possa far presa sul popolo, un popolo che ha azzerato la cultura politica ormai inesistente ed e stato trasformato in una massa di elemosinatori di consumo. Capaci principalmente di elemosinare consumo superfluo
All’epoca del piano marshall al Governo c’erano, certe forze e sensibilità politiche di spessore, mentre adesso ci sono solo gli esecutori degli interessi già dominanti, ed all’opposizione altre maschere messe lì a perder tempo e a sobillare l’egoismo sociale.
E la gente coltiva al massimo un sordo rancore, tanto bene ha lavorato la strategia di lento stupro del senso comune e dello stato portata avanti dai media dello stesso stato e non.

Al Comune di Roma, non sarebbe possibile cominciare a elaborare e proporre una svolta che rimetta al centro i bisogni della gente, prendendo esempio da quella lontana lungimiranza politico-economica?
C’è oggi una Sinistra, che ha vada oltre l esperimento dei Gruppi di Acquisto Solidale (offerte speciali camuffate), degli orti urbani, dell’autosufficienza mutualistica sociale e simili?

Se esiste deve ripartire dagli enti comunali di consumo.

Enti comunali di consumoultima modifica: 2020-05-06T18:59:17+02:00da fab_kl
Post Categories: #CONSUMISMO NUOVA RELIGIONE

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