Come nasce il politically correct
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Fra le più deliranti condotte degluttite dalle società occidentali, quelle emersi recentemente nell’industria delle comunicazioni audio e in ambito informatico rendono l’idea della necessita non di FARE RIFORME ma di RIFARE LE FORME. D’ora in poi un operaio, se non vuole essere accusato di sessimo, non potrà più parlare di jack maschio e jack femmina, e dovrà sostituire questi termini con spina e presa. Quanto agli informatici, guai parlare di architettura master-slave, che evocherebbe il dramma della schiavitù. E guai pure a parlare di quantum supremacy (supremazia dei calcolatori quantistici su quelli tradizionali): la parola supremacy è proibita, perché rischia di evocare il suprematismo bianco. Francamente non si riesce a capire come le donne NON siano portate a considerare come  “denigratoria delle donne” la definizione di attivo e passivo (il primo carico emotivamente in maniera positiva, il secondo negati) appicata alla sessualità gay e riferita al rapporto sessuale nel quale chi ha un ruolo tipicamente femminile viene definito passivo. Quando, esattamente, sia nato il “politicamente corretto” nessuno lo sa. Sul dove, invece, siamo abbastanza sicuri della risposta: negli Stati Uniti. La sinistra americana, un tempo concentrata – come la nostra – sulla questione sociale, ossia sulle condizioni di lavoro e di vita dei ceti subalterni, a un certo punto, collocato tra le fine degli anni ’70 e i primi anni ’80, ha cominciato a occuparsi sempre più di altre faccende, come i diritti civili, la tutela delle minoranze, l’uso appropriato del linguaggio. Lo specifico del politicamente corretto delle origini era […]

Lotta di genere
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Da tempo, chiunque riuscisse a guardare più lontano del proprio naso, aveva previsto che si arriverà alla guerra civile tra donne e uomini molti dei quali, vittime di castrazione psicologica (attuata con il solito metodo dell’induzione del senso di colpa e già in atto da tempo) si schiereranno come paladini femminili nel vano tentativo di trovare qualcuna disposta ad accoppiarsi con loro. È sempre più evidente come la società italiana sia distolta dalla #lottadiclasse e direzionata verso una lotta di genere in maniera da annacquare le richieste del proletariato. D’altra parte fin dall’inizio le #donne sono state (forse) inconsapevolmente utilizzate dal capitale e dall’industria per bloccare le rivendicazioni sindacali e la nota canzone “Chi non lavora non fa l’amore” sta li a dimostrarlo. Chissà perchè le femministe non sono li a chiedere la censura di quella canzone dove la donna riflette un sistema nel quale la moglie si concede carnalmente solo alla vista dello stipendio, secondo una visione che restringe di molto le differenze tra matrimonio e prostituzione. Chissa poi perchè non è stato fatto il seguito di tale canzone, quando l’operaio grazie all’aver scioperato ha portato a casa uno stipendio maggiorato. Cosa avrà fatto a quel punto quella moglie che risponde all’ideale proposto da Celentano (il grande capitale)? È veramente indicativo che l’annacquamento del #proletariato provenga proprio da quelle sinistre i cui seguaci si sono dimostrati facilmente manipolabili da media e dalla propaganda spacciata per arte (musica, cinema, pittura, libri) che fa loro deglutire qualsiasi cosa venga proposta in […]

Le donne sono essenziali alla democrazia

Le donne, e’ risaputo, hanno una particolare sensibilita’ rispetto agli uomini. La loro capacita’ di percepire messaggi empatici si e’ sviluppata da quando il genere umano esiste sulla terra ed ha permesso il mantenimento della specie. La donna per far crescere i proprio figli doveva essere in grado di capire i loro bisogni, le loro necessita e le loro emozioni anche quando i figli erano talmente piccoli da non saper comunicare in altro modo. L’uomo, antropologicamente, aveva il compito della difesa del nucleo familiare e del procacciamento del cibo ed aveva altre cose a cui stare attento per cui (al massimo) poteva essere richiamato dal pianto. Questa capacita’ della donna, nel corso dei millenni si e’ consolidata e sviluppata andando a formare una delle differenze piu’ arcaiche tra l’uomo e la donna. E’ riconosciuto da entrambi che le donne si affidano molto di piu alle sensazioni e gli uomini alla fredda logica. Questo si fa spesso evidente nele modalita’ di prendere una decisione o di fare una scelta: le motivazioni di una scelta sono molto diverse. Questa banale considerazione risulta essere molto importante se la correliamo nell’ambito della democrazia. In democrazia anche le scelte per chi governera’, spesso (quando gli elettori non sono fervidi sostenitori di un partito) sono guidate dalle stesse motivazioni: una piu legata alle sensazioni e una legata al freddo ragionamento (spesso pregiudizioso e quindi difficilmente mutabile, al contrario delle sensazioni che possono cambiare a seconda dello stato d’animo, di una musica toccante o di un’immagine ammaliante). Se pensiamo quindi a come le sensazioni siano piu’ facilmente […]

La donna SMAMMATA
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La nuova religione del consumismo, nell’esecuzione del suo ampio programma, sta anche cercando di portare la societa’ verso l’individualismo. Il consumismo e l’individualismo hanno influenzato fortemente anche la donna cambiandone il ruolo affinche sia più utile agli obiettivi consumistici. Per renderci meglio conto di questo basta osservare come le privazioni di beni o divertimenti necessari per allevare un figlio – che una volta non erano così ben viste dai mariti – oggi sono totalmente condivise dalla gran parte delle donne giovani. Se alcuni anni fa gli uomini che non volevano figli erano piu numerosi delle donne che non volevano averne, oggi le statistiche ci dicono che sono cresciuti gli uomini che non vogliono figli ma le donne sono cresciute ancora di più. La forte diminuzione o addirittura la totale sparizione del desiderio di essere mamma – che la natura ha provveduto a radicare profondamente negli istinti più arcaici, e che ha permesso la vita umana perpetua –  è il normale effetto del decennale bombardamento effettuato dalla societa’ consumistica, che riduce tutto a vivere l’attimo e bruciare qualsiasi cosa possiedi. Un ragionamento che alla lunga – dopo decenni di martellante tambureggiare mediatico – fa un lavaggio del cervello talmente profondo da arrivare all’inconscio e ledere le parti piu arcaiche del cervello, quelle adibite al mantenimento della specie. Un figlio, oggi viene sempre presentato dai mass media come una limitazione delle possibilita’ di divertimento, un aumento dei costi di vita ed un sintomo di invecchiamento con tanto di perdita della silouette ed un aumento delle responsabilita’ […]