Breve storia degli energy drink

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Al giorno d’oggi si contano centinaia e centinaia di energy drinks, di marche differenti, che fanno parte ormai della nostra quotidianità.Sono i fratellini più piccoli della caffeina e sopratutto della cocaina ma vengono somministrati in piccole dosi facilmente sommabili a seconda della dipendenza, con l’unico scopo di essere “maggiormente attivi o prestanti”, insomma, per essere in regola con il consumistico comandamento “del fare”.

In Giappone il primo energy drink nasce negli anni ’60. Chiamato Lipovitan, commercializzato negli altri paesi con il nome di Livitae prodotto dalla casa farmaceutica Taisho Pharmaceutical, è ancora oggi largamente diffuso in tutta l’Asia orientale. La bevanda ha un caratteristico colore giallo brillante e viene commercializzato per alleviare la fatica fisica e mentale. L’ingrediente principale è la taurina e ci sono varie versioni di Lipotivan, tra cui quelle più forti come la Lipovitan D Super, che contiene 2000 mg di taurina e 300 mg di arginina, e Lipovitan MAXIO, che contiene 3000 mg di taurina.

 In Inghilterra, la prima versione della Lucozade fu introdotta nel 1927. Creata da un chimico di Newcastle, William Owen, era una cosiddetta “bibita da ospedale”, per aiutare i malati a reintegrare le energie perse. È stata poi promossa come energy drink negli anni ’80, ed è tuttora in commercio in vari gusti. Per esperienze personali la raccomandiamo come anti-hangover dopo una serata parecchio alcolica.
 Nel 1985, fu introdotta negli Stati Uniti la Jolt Cola, lanciata con lo slogan: All the sugar and twice the caffeine (tutto zucchero e doppia caffeina), successivamente cambiato in All the Flavor and Twice the Caffeine (tutto gusto e doppia  caffeina). La bibita, infatti, si distingueva dalla maggior parte delle altre cole per il suo elevato contenuto di caffeina, circa il doppio rispetto a quello della Coca-Cola. Era pensata principalmente per studenti e giovani lavoratori stressati, affinché potessero servirsene allo stesso modo di una bevanda energetica.

Attualmente, negli Stati Uniti, Jolt Cola è la bibita preferita da molti videogiocatori, programmatori, hacker, ed è molto popolare nei LAN party. È addirittura menzionata nel romanzo Desperation di Stephen King e nei film Jurassic Park (la postazione del programmatore Dennis Nedry è piena di lattine e bottiglie), Hackers (in una scena viene definita la bevanda dell’hacker d’elite), Deep ImpactMen at Work e Gremlins 2.

Nel 1995, la Pepsi ha lanciato Josta, il primo energy drink introdotto da un’importante azienda di bevande degli Stati Uniti. Il sapore della Josta è stato descritto come prevalentemente fruttato, con sentori di spezie e un tocco di Guaraná come ingrediente chiave. Purtroppo la Pepsi ha interrotto il prodotto nel 1999.

V è un energy drink lanciato in Australia e Nuova Zelanda nel 1997 dalla Frucor Beverages. Nel 2003, nei supermercati e stazioni di servizio, V aveva una quota di mercato superiore al 60% in Nuova Zelanda e 53% in Australia, rendendola così la bevanda energetica più popolare di entrambi i paesi.

Non si può scrivere di energy drinks senza parlare di lei: la bibita che ha completamente rivoluzionato il mondo delle bevande energetiche e non.
Durante un viaggio di lavoro in Thailandia, l’austriaco Dietrich Mateschitz giunse a Bangkok dove, per riprendersi dal jet-lag, bevve una bibita rigenerante locale: la Krating Daeng. Questa bevanda, a base di Lipovitan, era molto diffusa in Asia soprattutto tra autotrasportatori e contadini, che riuscivano a combattere la stanchezza e rendere al meglio anche nelle ore notturne.

Mateschitz decise di lavorare su questa bevanda. Trovò un socio thailandese e, investendo $500.000 a testa, ne modificarono la ricetta, adattandola ai gusti occidentali, modificando il packaging e il nome. Nasce così la Red Bull.
Nei primi anni le vendite sono pessime, ai consumatori non piace il gusto e le analisi di marketing danno risultati pessimi, ma Mateschitz insiste, convinto che la sua “non è un’altra bibita, ma un prodotto estremamente efficace”.
È  in questo momento che viene creata la strategia di marketing più rivoluzionaria della storia, in grado di far diventare una bevanda dolciastra e dal colore dubbio, un fenomeno mondiale. Sfonda in Austria, poi in Ungheria, in Gran Bretagna e in Germania, dove la Red Bull non riesce a soddisfare l’impennata della richiesta. L’energy drink austriaco conquista l’Europa, poi dal 1997 dilaga negli Stati Uniti e nel resto del mondo.

Tutto un discorso a parte merita la Coca cola leader assoluta del settore bevande ed energetizzanti, e padrona incontrastata delle tecnologie di marketing più sofisticate.

Breve storia degli energy drinkultima modifica: 2020-05-29T18:16:05+02:00da fab_kl
Post Categories: #CONSUMISMO NUOVA RELIGIONE, #Direzionamenti, #RELIGIONI
Comments
  • Armando Boccone scrive:

    Quello delle “bevande energetiche” è una storia lunga quanto il mondo. Se si cerca una seria analisi antropologica di questo fenomeno si potrebbe leggere il saggio “Coca e cocaina – Dalla divina pianta degli Incas alla polvere bianca di Manhattan (saggio liberamente visionabile sul sito di Giorgio Samorini al seguente indirizzo https://www.samorini.it/doc1/alt_aut/sz/worthon-coca.pdf ).
    Leggendo questo saggio si arriverà a conoscere tante piccole notizie relative alle bevande energetiche come il Vin Tonique di Mariani (vino contenete cocaina e prodotto in Francia nell”800) oppure la Coca Buton (contenente cocaina), prodotta dalla ditta bolognese Giovanni Buton (ditta tutt’ora esistente e che produce il brandy “Vecchia Romagna”)…per non parlare della Coca Cola (che, fino al 1903, conteneva cocaina), ecc. ecc.
    Il saggio è una trattazione scientifica dell’argomento.

  • fab_kl scrive:

    La Coca-Cola avrebbe effetti devastanti sul nostro organismo, a dirlo è l’ex farmacista inglese Niraj Naik sul suo blog. “Dopo aver visto così tante persone che soffrono di obesità con malattie cardiache o diabete, ero fortemente motivato a cercare ciò che effettivamente induce la gente a diventare obesi“, ha spiegato. E il risultato di questo studio mostrerebbe che la causa è “il fruttosio sotto forma di sciroppo di fruttosio, una particolare sostanza presente in molti alimenti trasformati e bevande” come la Coca-Cola di cui “la maggior parte delle persone è totalmente inconsapevole della sua pericolosità”.

    Cosa accadrebbe nel giro di un’ora all’organismo di chi ha bevuto una lattina della bevanda gasata?

    Primi 10 minuti

    Avete appena assunto 10 cucchiaini di zucchero (il 100% della dose giornaliera raccomandata), l’unica cosa che vi impedisce di vomitare per l’eccessiva dolcezza è l’acido fosforico che altera il sapore della Coca Cola, permettendovi di ingerirla.

    20 minuti
    La quantità di zucchero nel vostro sangue è ai massimi e state producendo quanta più insulina possibile per farvi fronte, allo stesso tempo il vostro fegato risponde a questa situazione di emergenza trasformando tutto lo zucchero che può in grasso.

    40 minuti

    zucchero e bevande gassate
    zucchero e bevande gassate

    Tutta la caffeina è stata assorbita, le pupille si dilatano, la pressione del sangue sale e il fegato risponde pompando più zucchero nel sangue. I ricettori dell’adenosina che si trovano nel cervello sono completamente inibiti per prevenire uno stato di forte sonnolenza.

    45 minuti

    L’organismo aumenta la produzione di dopamina stimolando i centri nevralgici del piacere, esattamente come fa l’eroina.

    <60 minuti

    Le proprietà diuretiche della caffeina iniziano a farsi sentire e sentite il bisogno di fare la pipì. In questo momento espellerete elementi importanti per le vostre ossa come calcio, magnesio e zinco, oltre a acqua ed elettroliti.

    60 minuti

    La festa sta per finire e probabilmente state andando incontro a un vertiginoso calo di zuccheri che vi renderà irritabili e fiacchi. Avete già urinato tutta l’acqua presente nella vostra Coca Cola ancor prima che il vostro corpo ne avesse potuto estrarre gli elementi indispensabili per idratarvi e rinforzare le ossa e i denti.

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