La pirateria quale punto d’incontro tra comunismo e capitalismo

La pirateria (intesa come violazione dei diritti d’autore)

è il migliore – forse l’unico – punto d’incontro

tra COMUNISMO e CAPITALISMO

all’insegna del CONSUMISMO.

 

Da questa ipotesi posso trarsi numerose conclusioni, la maggior parte delle quali confermano l’ipotesi stessa.

Sembra capiti molto spesso che la pirateria venga vissuta come un’atto di giustizia sociale e potrebbe anche essere così.

Per quanto il comunismo ortodosso possa ripudiare il consumismo e la proprietà privata, difficilmente riesce a non farsi contagiare dalla voglia di avere, che si respira ormai nell’aria. Per tener fede alle sue convinzioni, e per soddisfare al tempo stesso i bisogni indotti di cose superflue, chi è comunista diventa un pirata o compra cose piratate (che forse è ancora peggio perchè manca anche un minimo di creatività).

Questo gesto diffuso molto più in Italia che in tanti altri paesi, fa parte della nostra filosofia italiana dell’arte di arrangiarsi o c’è proprio una molla che scatta e giustifica i mezzi che raggiungono il fine?

Credo che molti sappiano che sono proprio le case madri a commissionare molti prodotti piratati perchè contribuiscono in modo efficace a pubblicizzare il marchio. E se ci fosse qualcosa di più?

Cosa pensare di quei casi di persone integerrime e rispettose maniacamente delle leggi e che non riescono a trattenersi dal vioolare le leggi sul copyright?

La pirateria quale punto d’incontro tra comunismo e capitalismoultima modifica: 2008-06-28T05:40:00+02:00da fab_kl
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Commenti (2)

  1. fabKL

    considerazioni spicciole

    Mi sembra che capiti molto spesso che la pirateria venga vissuta come un’atto di giustizia sociale e potrebbe anche essere così.

    Per quanto il comunismo ortodosso possa ripudiare il consumismo e la proprietà privata, difficilmente riesce a non farsi contagiare dalla voglia di avere che si respira ormai nell’aria. Per tener fede alle sue convinzioni, e per soddisfare al tempo stesso i bisogni indotti di cose superflue, diventa un pirata o compra cose piratate (che forse è ancora peggio perchè manca anche un minimo di creatività).
    Fa parte della nostra filosofia italiana dell’arte di arrangiarsi o c’è proprio una molla che viene fatta scattare. Credo che molti sappiano che sono proprio le case madri a commissionare molti prodotti piratati perchè contribuiscono in modo efficace a pubblicizzare il marchio. E se ci fosse qualcosa di più?

    Cosa pensare di quei casi di persone integerrime e rispettose maniacamente delle leggi e che non riescono a trattenersi dal vioolare le leggi sul copyright?

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  2. fabKL

    La REALTA’ non è LA VERITA
    e la VERITA’ non è la REALTA’

    Di entrambe nessuno possiede quella ASSOLUTA

    Replica

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