Invidia del pene a livello sociale

https://mikeplato.myblog.it/2021/01/19/il-new-age-una-religione-indefinita-per-le-incertezze-dellindividuo-moderno/

le influenze sulla personalità determinate dal sesso sono infinite e sono in gran parte, ma non in toto, direzionate dall’ipofisi che, per grandi linee, dirige l’orchestra delle ghiandole e della loro secrezione di ormoni. Non vi è solo il vestirsi da maschio da femmina, vi sono anche comportamenti legati alla soddisfazione e all’astensione, alla riproduzione, alla maturità, alla vecchiaia.
I livelli di diversi ormoni influenzano la personalità ed il carattere in maniera sia momentanea sia duratura. Si pensi ad esempio al diverso approccio sessuale tenuto dalle donne nei millenni fin quando non si è arrivati a conoscere con certezza la modalità di rimanere incinta e pensi quanto questo possa influire su diversi comportamenti e personalità maschili e femminili dalla preistoria fino agli anni 60
Il retaggio culturale c’entra poco ma c’entra anche se la società tende a negare – secondo un principio derivante dalla chiesa che associa ogni cosa legata al sesso come peccato –  e solo da alcuni anni si tende a negare ad esempio che una donna nel corso dei suoi 28 giorni risponda in maniera diversa a situazioni uguali dal punto di vista dei rapporti interpersonali, dell’irascibilita, ecc.
L’ipofisi mette in atto comportamenti di paura , più frequente l’attacco nei maschi e la fuga nelle donne ed anche questo si riflette sulla sia personalita direttamente che indirettamente. E’ evidente che rinnegare l’evidenza scientifica e misurabile in laboratorio, del flutuare dei livelli ormonali femminili sia tabù legato alla religione e alla volonta della donna di essere simili ai maschi, come teorizzato da Freud con l’invidia del pene, e possiamo certamente dire che tale invidia a quel tempo presente a livello individuale sia oggi ben diffusa a livello sociale, grazie sopratutto ai media ed alla politica che hanno cavalcato l’invidia del pene per ottenere facili consensi.

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Gli esempi potrebbero continuare – ad esempio la smania smodata di mostrare i propri genitali con lo scopo recondito di convincere che siano migliori di quelli maschili – ma nessuno di essi sarebbe riconosciuto dalle donne sia pur se scientificamente provato.
Per questo motivo la psicologia si definisce scienza grazie ad un interpretazione elasticissima del termine. Ed è proprio la psicologia che facendo leva sulle empatie, le libertà individuali, la voglia di trasgressione e l’invidia del pene, tende a convincere le persone che l’orientamento sessuale sia determinato dalla nascita , anche se la scienza dimostra il contrario visto che dal genoma umano, ormai totalmente mappato, non è risultato alcun gene che identifichi o che sia legato alla trasmissione dell’orientamento sessuale. Fino a prova scientifica contraria – i fotoromanzi, i film, i libri, le favole ecc non sono prove scientifiche – l’orientamento è un fattore acquisito e non stabilito alla nascita.
Purtroppo l’uomo nella sua evoluzione ha dato concretezza alla metafora biblica di Eva e della sua insoddisfazione, della mela e di Adamo che ha ascoltato Eva mettendo in pratica la distruzione del paradiso a causa dell’insoddisfazione estrema della donna.
L’uomo ha disequilibrato se stesso e la natura.
Per quanto diverse siano le religioni nessuna di esse accetta l’auto scelta di appartenenza sessuale. Ci sarà un perchè.
Ed è proprio questo lo scontro principale del consumismo contro le religioni dal cui risultato dipenderà se il consumismo stesso prenderà il posto delle religioni nello stabilire il bene ed il male delle cose e gli obiettivi di vita.
E possiamo certo stare tranquilli che il grande capitale (la finanza, le banche, le multinazionali) saranno ben felici di sostituire la francescana povertà e il pacifismo buddista o il fatalismo islamico, con il consumismo ed il suo principio “nasci, consuma, muori” creando quindi una forte sinergia con le nuove psicologie (specialmente quelle dell’empatia e delle emozioni) e con il nuovo ruolo della donna da sempre, dedicata alla scelta.
Ecco quindi che in tal senso – la scienza che da sempre ha indagato sulle cause dei fenomeni sociali e non, tentando di trovare una spiegazione razionale – ha abdicato a favore di una scienza che predilige le sensazioni astratte rispetto il materialismo misurabile e che per questo scambia un fenomeno che mai aveva raggiunto tali dimensioni nella storia umana, con l’evoluzione dell’uomo e della società, come sta accadendo riguardo l’identità di genere. E la cosa diventa preoccupante se riguardo tale argomento pensa nessuno si occupa di ricercare – per eliminare o meno si deciderà – le cause, anche e sopratutto quando queste si manifestano come facilmente riconducibili all’uso sconsiderato di ormoni nella crescita degli animali e che entrano nella catena alimentare non solo attraverso la carne ma anche nelle coltivazioni agrarie che utilizzano i concimi animali che vedono ben presenti gli eccessi di ormoni ed antibiotici : argomento tabù!
A guardar bene, sembrerebbe che dall’alto vi sia la volontà di sostituire la lotta di classe con la lotta di genere.
Ecco quindi che proprio la psicologia – portandosi a braccetto la farmacologia e la medicina – stanno rovesciando la filosofia di IPPOCRATE che vede il corpo umano animato da una forza vitale tendente per natura a riequilibrare le disarmonie. Lo scopo principale era quello di aiutare le persone a convivere con loro stesse e promuovere sani stili di vita,  e non quello di aiutare le cause farmaceutiche ad aumentare i profitti creando persone dipendenti a vita da trattamenti farmacologici ormonali.

Il grande capitale e il gender

La lotta di classe trasformata in lotta di genere

Invidia del pene a livello socialeultima modifica: 2021-09-15T10:01:19+02:00da fab_kl
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